Ernesto Lugaro

Palermo, 25 Ottobre 1870 – Salò, 15 Febbraio 1940

Biografia

Ernesto Lugaro si laureò in medicina e chirurgia a Palermo nel 1894, frequentando come allievo interno il laboratorio di istologia di Casimiro Mondino. Assunto come assistente alla Clinica psichiatrica di Palermo diretta da Eugenio Tanzi, nel 1895 si trasferì con quest'ultimo all'Ospedale psichiatrico di San Salvi a Firenze. L'anno successivo fu nominato redattore (poi nel 1906 direttore) della nuova Rivista di patologia nervosa e mentale, diretta dallo stesso Tanzi, insieme ad Augusto Tamburini ed Enrico Morselli.
Dopo aver conseguito nel 1899 la libera docenza in psichiatria e clinica psichiatrica, nel 1905 si trasferì all'Università di Sassari, come docente di psichiatria e direttore del locale manicomio. Nel 1907 ottenne la cattedra di Clinica psichiatrica all'Università di Messina e nel 1908 passò a Modena.
Nel 1907 fu nel comitato promotore, a Roma, della Società italiana di neurologia e nel 1911 ottenne la cattedra di Clinica psichiatrica all'Università di Torino, succedendo a Cesare Lombroso. Stabilitosi definitivamente in quella città, assunse nel 1927 l'insegnamento di neuropatologia e la direzione del nuovo istituto universitario, distinto da quello di Clinica psichiatrica. Con la successiva fusione delle due discipline, nel 1935, divenne professore di Clinica delle malattie nervose e mentali.
Fin dai primi anni, orientò i suoi interessi verso le indagini morfo-fisiologiche e istopatologiche sull'encefalo e sulla cellula nervosa. Sostenitore della teoria del neurone formulata da Ramón y Cajal, studiò i fenomeni fisiologici e fisiopatologici delle cellule nervose nei diversi momenti, intuì l'esistenza di una mediazione chimica responsabile della trasmissione dell'impulso nervoso e, in polemica con Camillo Golgi, non riconobbe al reticolo individuato sulla superficie delle cellule nervose il ruolo di apparato di isolamento. Descrisse le funzioni della nevroglia e i fenomeni rigenerativi delle fibre nervose, dedicando importanti studi, anche sperimentali, alla patologia cellulare nervosa.
Convinto che la coscienza risiedesse nelle cellule nervose e che le malattie mentali fossero determinate da fattori somatici e non psicologici, tese a dare un'interpretazione biomeccanica dei fenomeni psichici, fondata essenzialmente sulla fiducia nei grandi progressi della ricerca anatomica sul sistema nervoso. In quest'ottica collaborò con Tanzi alla stesura della seconda e della terza edizione (1914-16 e 1923) del Trattato delle malattie mentali (1905).
Figura eclettica, dai molteplici interessi culturali, come molti altri medici del passato coltivò anche la filosofia, la poesia, la letteratura e la pittura. Pubblicò a Bologna nel 1920, per Zanichelli, l'opera Idealismo filosofico e realismo politico, con una critica all'idealismo hegeliano di Croce e Gentile. Nel 1935-36 scrisse inoltre sotto pseudonimo, in francese cinquecentesco, Un écrivain inconnu du XVI siècle, Arsène Groulot. Notes autobiographiques et poésies recueillies par Gaston R. Leroué professeur de langue et littérature française et bibliothécaire au Lycée de Varsavie, opera in prosa e poesia con numerosi riferimenti autobiografici, pubblicata postuma dal nipote nel 1952 (Torino, Impronta).

Paola Zocchi
28/10/2011

Bibliografia

Armocida, G., Birkhoff, J. Lugaro Ernesto (2007), in Dizionario biografico degli italiani, vol. 66.
Beccari, N. (1944). Il problema del neurone, I, Le differenti teorie sulla struttura fondamentale del sistema nervoso (pp. 26 ss.). Firenze.
Bolsi, D. (1941). L'opera scientifica di Ernesto Lugaro nel quadro della neurologia moderna. Rivista di patologia nervosa e mentale, LVII, 1-18.
Necrologio di Ernesto Lugaro (1939-40). Annuario della R. Università di Torino, 407-417.
Necrologio di Ernesto Lugaro (1940). Rivista sperimentale di freniatria e medicina legale delle alienazioni mentali, LXIV, 195-200.
Visintini, F. (1940). Necrologio di Ernesto Lugaro. Giornale della R. Accademia di medicina di Torino, XVII, 19-33.
back to top