(luglio – dicembre 2015)

FSE

Il Centro Aspi – Archivio storico della psicologia italiana dell’Università degli studi di Milano-Bicocca, grazie a un finanziamento di Regione Lombardia, in collaborazione con il Dipartimento di Informatica, Insiemistica e Comunicazione dell’Università di Milano-Bicocca e in partenariato con le Civiche Raccolte storiche del Comune di Milano, l’Abbazia di San Benedetto di Seregno, il Museo di storia naturale di Milano e l’Istituto nazionale neurologico Carlo Besta, si propone con il presente progetto i seguenti obiettivi fondamentali:

1) Riordino, inventariazione analitica mediante il software Archimista e digitalizzazione complessiva di tre archivi fondamentali per la storia delle scienze della mente in Lombardia: l’archivio di Andrea Verga (1811-1895), considerato uno dei “padri” fondatori della psichiatria italiana, conservato presso le Civiche raccolte storiche del Comune di Milano; l’archivio del suo allievo e collega Serafino Biffi (1822-1899), conservato presso l’Abbazia di San Benedetto di Seregno; l’archivio di Tito Vignoli (1824-1914), naturalista e pioniere della psicologia comparata in Italia, conservato presso il Museo civico di storia naturale di Milano. Gli inventari sono stati consegnati a Regione Lombardia per la pubblicazione sul portale Lombardia Beni Culturali.

2) Catalogazione, mediante l’applicativo SIRBeC, del patrimonio fotografico dell’archivio storico dell’Istituto nazionale neurologico Carlo Besta (1.456 fototipi), conservato presso l’istituto stesso a Milano. Conseguente aggiornamento dell’inventario archivistico, già realizzato mediante il software Sesamo e riversato per il presente progetto in Archimista, e digitalizzazione complessiva dell’archivio. Il catalogo delle fotografie e l’inventario archivistico sono stati consegnati a Regione Lombardia per la pubblicazione sul portale Lombardia Beni Culturali.

3) Migrazione nel software open source CollectiveAccess e pubblicazione on-line, sul portale Aspi degli inventari analitici e delle immagini digitalizzate dei quattro archivi Verga, Biffi, Vignoli e Istituto Besta, e loro collegamento alla più ampia rete degli archivi degli psicologi italiani presenti sul portale stesso.

4) Realizzazione di innovative modalità di fruizione di tipo relazionale dei contenuti on-line sul portale Aspi, in particolare per quanto riguarda le sezioni “Protagonisti” e “Luoghi”.

5) Progettazione di un prototipo di motore di ricerca avanzato per il miglioramento complessivo della ricerca dei contenuti all’interno del portale Aspi.

Responsabile scientifico: Mauro Antonelli.

Hanno coordinato il progetto, oltre al responsabile scientifico: Letizia Bollini, Flavio De Paoli, Gabriella Pasi, Paola Zocchi.

Archivisti e schedatori: Paola Bianchi, Maria Cristina Brunati, Nadia Carrisi, Ilaria Fiori, Flora Santorelli, Giorgio Sassi e Daniela Scala.

Hanno partecipato al progetto, oltre agli archivisti-schedatori: Simone Forte, Stefania Marrara, Sara Radice, Fabio Sturaro, Michele Zonca.

Partner tecnologico: Promemoria Group (Torino).

Digitalizzazione dell’archivio Verga a cura di: ICAS94 (Milano).

 

I risultati del progetto

Sono interamente consultabili on-line – previo login o registrazione gratuita al portale – i seguenti archivi e le relative schede di censimento:

Archivio Serafino Biffi (Abbazia San Benedetto di Seregno)
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Archivio Andrea Verga (Civiche Raccolte storiche di Milano)
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Archivio Tito Vignoli (Museo di storia naturale di Milano)
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Archivio dell’Istituto nazionale neurologico Carlo Besta (Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta)
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Sono on-line le sezioni “Protagonisti” e “Luoghi” del portale Aspi che permettono una modalità di fruizione di tipo relazionale dei contenuti:

 

Il contesto storico lombardo

La storia delle scienze della mente in Lombardia è ancora una storia in gran parte da scrivere. Se infatti la storiografia si è occupata in passato di alcuni aspetti della nascita della psichiatria e della psicologia nel capoluogo lombardo, mancano a tutt’oggi non solo studi di ampio respiro, ma anche ricostruzioni puntuali al riguardo.

Eppure nel lungo e travagliato iter di affermazione istituzionale della psichiatria e della psicologia in Italia, la Lombardia, e in particolare la città di Milano, rappresenta un punto di riferimento costante; per le sue caratteristiche, la realtà milanese può anzi considerarsi indicativa delle specificità che contrassegnano sul territorio nazionale la definizione di una costellazione di saperi, ricerche e iniziative definibili con l’espressione, volutamente ampia, di “scienze della mente”.

Il contesto milanese si configura infatti come vivissima fucina di interessi, studi e iniziative che di fatto svolgono un ruolo di apripista: nacque a Milano nel 1852, ad opera di Andrea Verga, l’Appendice psichiatrica, trasformatasi poi in Archivio italiano per le malattie nervose e più particolarmente per le alienazioni mentali, la prima rivista nazionale di psichiatria. Lo stesso Verga – che lavorò sempre a stretto contatto con il collega Serafino Biffi – nel 1873 diede vita alla Società freniatrica italiana, di cui fu anche il primo presidente.

Milano non fu poi estranea al processo di nascita e sviluppo degli studi psicologici, che tra fine Ottocento e primo Novecento si affermarono in tutta Europa. Anche prima dell’istituzione, nel 1905, delle prime tre cattedre italiane di psicologia (a Torino, Roma e Napoli), il contesto milanese poteva vantare iniziative interessanti come l’istituzione presso l’Accademia scientifico-letteraria di un corso libero di psicologia sperimentale affidato all’evoluzionista e psicologo comparato Tito Vignoli, che negli stessi anni fu anche direttore del Museo civico di storia naturale della città.

Il polo dell’Università statale, d’altro canto, si distinse grazie a Carlo Besta nel campo della ricerca neurologica. Già direttore dell’Istituto Pro feriti cerebrali di guerra di Milano, proprio Besta promosse nel 1932 la nascita del nuovo e avanguardistico Istituto neurologico Vittorio Emanuele III.

 

La situazione dei patrimoni documentari

Gli archivi dei personaggi e dell’istituto sopra citati (Verga, Biffi, Vignoli e Besta) sono conservati in quattro istituti milanesi e lombardi (rispettivamente le Civiche Raccolte storiche del Comune di Milano, l’Abbazia di San Benedetto di Seregno, il Museo di storia naturale di Milano e l’Istituto nazionale neurologico Carlo Besta), ma non erano fino a questo momento adeguatamente valorizzati e soprattutto fruibili dagli studiosi e dal più ampio pubblico interessato alla storia delle scienze della mente in Lombardia. Grazie a questo progetto essi sono stati riportati alla luce e resi non solo consultabili, ma anche fruibili sul web con nuove modalità di accesso.
Com’è noto, i patrimoni documentari sono fonti privilegiate e insostituibili per l’indagine storiografica. Pur necessitando, come tutte le altre fonti, di verifiche e interpretazioni critiche, essi – a differenza delle fonti a stampa – sono costituiti da pezzi unici e forniscono una testimonianza diretta degli eventi storici nel momento stesso in cui essi si compiono. Hanno inoltre un forte legame con il territorio in cui sono stati prodotti e possono dare quindi un notevole contributo alla ricostruzione della storia locale. Questo vale in particolare per i quattro archivi citati, che essendo stati riordinati, descritti analiticamente, digitalizzati e pubblicati on-line possono ora aprire nuovi filoni di ricerca e fornire una quantità di dati e di informazioni davvero fondamentali per la ricostruzione generale del panorama storico-scientifico dell’epoca. Si tratta infatti di documenti che coprono complessivamente i due secoli che videro la nascita e lo sviluppo delle scienze della mente (Otto e Novecento) e che si legano perfettamente tra loro, mettendo in evidenza legami interdisciplinari, reti di relazioni, rapporti scientifici e intellettuali, progetti comuni, condivisione di laboratori e luoghi di lavoro, sia lombardi che nazionali, contatti e contaminazioni con le ricerche in corso in altri paesi, soprattutto europei.

 

Nuove modalità di fruizione e accessibilità degli archivi on-line

Il progetto ha sviluppato modelli innovativi di navigazione di tipo visuale, che permettono una più facile esperienza di fruizione del portale non solo ad esperti della disciplina, ma anche a un pubblico più ampio ed articolato che possa così accostarsi alla storia delle scienze della mente e al contesto storico e culturale in cui è stata prodotta la documentazione archivistica. In particolare sono state migliorate le logiche di esplorazione e selezione dei contenuti grazie all’implementazione di sistemi di visualizzazione dei dati e delle loro relazioni, che affiancano la più consueta modalità di consultazione delle informazioni di tipo gerarchico-verticale.
L’approccio al progetto è stato di tipo user-centered, cioè basato sullo studio delle esigenze e dei comportamenti delle varie tipologie di utenti, per comprendere i loro modelli cognitivi e le logiche da essi seguite per accedere alle informazioni. I requisiti emersi dalle attività di co-design hanno permesso di definire i diversi scenari d’uso e gli schemi interni all’applicazione che li supportano. Tali percorsi sono stati sviluppati secondo un approccio di data-visualization alla cui base vi è lo sviluppo di tecniche per l’emersione di relazioni significative tra le informazioni, grazie all’uso di diversi criteri di interrogazione ed altrettanti modelli di visualizzazione grafica (navigazione temporale, spaziale, in base alla tipologia delle relazioni che legano le informazioni contenute negli archivi).
L’interfaccia di consultazione degli archivi diventa quindi un luogo non solo di consultazione puntuale, ma anche di esplorazione e scoperta – in una sorta di flânerie digitale – di connessioni nascoste all’interno dei documenti e di inedite narrazioni trasversali che possono ampliare le conoscenze e aprire nuovi percorsi di ricerca.