Amedeo Herlitzka

Trieste, 26 Dicembre 1872 – Torino, 12 Luglio 1949
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Biografia

Figlio di Davide Adolfo Herlitzka e di Marietta Lustig, frequentò a Trieste il Ginnasio “Dante Alighieri”, all’epoca uno dei centri dell’irredentismo triestino. Iscrittosi nel 1891 alla Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Pisa, al termine del primo anno rientrò a Trieste per le vacanze e prese parte ad alcune riunioni irredentistiche giovanili che gli valsero l’arresto da parte delle autorità austriache. Dopo aver scontato sette mesi di carcere tra il 1892 e il 1893, proseguì gli studi presso l’Istituto di studi superiori di Firenze, dove nel 1894 frequentò il laboratorio di fisiologia di Giulio Fano e nel 1895-96 quello chimico di Ugo Schiff.
Trasferitosi all’Università di Roma, nel 1896-97 lavorò presso l’Istituto di fisiologia diretto da Luigi Luciani, con il quale si laureò nel 1897 discutendo una tesi, poi pubblicata, dal titolo Ricerche sulla differenziazione cellulare nello sviluppo embrionale.
Dopo aver trascorso un anno come assistente nella Clinica psichiatrica di Firenze diretta da Eugenio Tanzi, nel 1898 si trasferì a Torino come assistente volontario di Angelo Mosso, al quale succedette nel 1910 sulla cattedra di fisiologia, per la quale aveva conseguito nel 1904 la libera docenza.
Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò volontario con il grado di maggiore medico e iniziò ad occuparsi della difesa dai gas tossici. Nel 1917, su incarico del governo, fondò e diresse a Torino il Centro psicofisiologico per la selezione attitudinale degli aspiranti piloti, adattando gli strumenti di Mosso per nuovi esperimenti e facendo del Centro un polo all’avanguardia preso a modello anche da altre nazioni. Fondò inoltre poco dopo un altro centro simile a Roma, affidandolo al suo allievo Alberto Agazzotti. Raccolse poi i frutti di questi studi nel volume Fisiologia e aviazione, pubblicato nel 1923, ottenendo inoltre il grado di tenente colonnello dell’Ufficio psico-fisiologico dell’aviazione militare.
Dopo la guerra tornò alla sua attività di docente universitario di fisiologia e di chimica biologica ma non smise di interessarsi ai problemi di carattere militare: divenne infatti nel 1919 direttore del Gabinetto per lo studio dei gas da combattimento del Ministero della guerra e in seguito presidente del Comitato superiore di studi medici del Ministero dell’aviazione. Nell’Istituto torinese proseguì inoltre gli studi del suo maestro nel campo della fisiologia in alta quota, svolti presso l’Istituto Angelo Mosso del Col d’Olen, sul Monte Rosa. Ne applicò le tecniche anche ai palombari, svolgendo ricerche presso l’Istituto San Bartolomeo vicino a Trieste, dove condusse anche i primi studi sull’influenza del clima marino e degli sport nautici sull’organismo umano (1923-1933). Nel 1928 fu nominato consulente del Ministero della marina per le ricerche di fisiologia dei palombari. Sotto la sua guida i laboratori di Torino, del Monte Rosa e di Trieste ospitarono molti ricercatori italiani e stranieri, in un’atmosfera di cordiale cameratismo.
Nel 1938, in seguito alla promulgazione delle leggi razziali, dovette trasferirsi in Argentina, dove dal 1939 al 1945 lavorò presso il Centro studi dell’aviazione a Buenos Aires. Poté rientrare in patria solo alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1946.
L’attività di Herlitzka, che fu socio dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia delle scienze di Torino, nonché primo presidente della neonata Società italiana di fisiologia (dal 1947), può essere divisa sostanzialmente in tre fasi: durante la prima, fino allo scoppio del primo conflitto mondiale, si dedicò soprattutto a questioni di tipo teorico; nella seconda, tra le due guerre, si concentrò su problemi di fisiologia applicata; nel corso della terza, detta “dell’esilio”, non potendo svolgere attività sperimentali, elaborò e completò i lavori iniziati in precedenza. Molti furono i campi della fisiologia a cui si dedicò: ricordiamo in particolare, oltre agli studi per la nascente medicina aeronautica, quelli sulla fatica, sullo sport e sul lavoro umano, come testimoniano il Trattato sulla valutazione fisiologica degli atleti del 1938 e il Trattato di fisiologia sul lavoro umano uscito in spagnolo nel 1943 e in italiano nel 1949, anno della sua morte.
 
Mara Fausone
17/11/2020
 

Bibliografia

Crespi, M. (2004). Herlitzka, Amedeo. In Dizionario biografico degli italiani, Vol. 61. Roma: Treccani, disponibile online.
Margaria R., Rowinsky, P. (1950). Necrologie Amedeo Herlitzka (1872-1949). Archivio di scienze biologiche, 34, 564-576.
 
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