(novembre 2014 – ottobre 2015)

FSE

Il centro Aspi, in partenariato con la Soprintendenza archivistica della Lombardia e grazie a un finanziamento di Regione Lombardia (Direzione Generale “Culture identità e autonomie”), ha realizzato dal 30 novembre 2014 al 31 ottobre 2015 un progetto che si è posto i seguenti obiettivi:

1. Censimento dei beni culturali (archivi, raccolte fotografiche, collezioni medico-scientifiche e audiovisivi) riguardanti le scienze della mente (psichiatria, psicologia, psicoanalisi, neurologia, psicopedagogia) conservati da enti, famiglie e persone a Milano e nel territorio milanese, nella sua più ampia accezione storica, comprendente anche una parte della provincia di Monza-Brianza. Un’attenzione particolare, anche in considerazione del ruolo e delle attività che caratterizzano il Centro Aspi e la Soprintendenza, è stata riservata agli archivi e alle raccolte fotografiche, per i quali sono state compilate schede descrittive consultabili sia da questa pagina del portale Aspi, sia dal Sistema informativo unificato per le Soprintendenze archivistiche (SIUSA), sia dal portale Lombardia Beni Culturali. Gli elenchi di censimento delle collezioni medico-scientifiche e degli audiovisivi sono consultabili in questo portale e su Lombardia Beni Culturali.

2. Catalogazione dei patrimoni fotografici della ex Provincia di Milano relativi alle scienze della mente conservati presso la Biblioteca Isimbardi. I cataloghi sono realizzati con il Sistema informativo dei beni culturali della Regione Lombardia (SIRBeC) e sono consultabili dal portale Lombardia Beni Culturali.

3. Valorizzazione di tutti i risultati del progetto sul web, in particolare su questo portale, mediante la pubblicazione di schede relative alle biografie dei protagonisti, alla storia dei luoghi di cura e di ricerca, di percorsi di contestualizzazione storico-scientifica, anche a carattere didattico e divulgativo, di gallerie fotografiche, di un percorso generale su “Le scienze della mente a Milano e nel Milanese” e di visualizzazioni dinamiche grazie alle quali è possibile esplorare i risultati del progetto in modo interattivo.

 

I risultati del progetto

 

Le scienze della mente a Milano fra Otto e Novecento. Un percorso

Esplora in modo interattivo i protagonisti e i luoghi relativi al progetto

 

Stato dell’arte e situazione dei patrimoni documentari

A causa delle complesse vicende che li hanno interessati, molti dei patrimoni documentari degli enti e dei protagonisti (psicologi, psichiatri, neurologi, psicopedagogisti ecc.) che a Milano e nel Milanese si sono occupati di scienze della mente sono giunti fino a noi in condizioni precarie, mentre di molti altri non si ha alcuna notizia. In base all’esperienza pluriennale del centro Aspi e della Soprintendenza archivistica per la Lombardia, è da ritenere che gran parte di tali patrimoni giaccia nei magazzini, nelle cantine e nelle soffitte degli enti pubblici e dei privati. Si tratta di una quantità considerevole di materiale prezioso, del cui valore, tuttavia, istituti e famiglie – generalmente alle prese con problemi di spazio e impreparati a gestire un patrimonio storico di questo tipo – non sono sempre consapevoli. L’importanza di tali carte è tuttavia fondamentale per la ricostruzione delle vicende storiche delle scienze della mente in ambito milanese e lombardo, anche per collocarle nel più ampio contesto nazionale e internazionale: se infatti la scoperta di ogni nuovo archivio aggiunge preziosi tasselli alla conoscenza storica complessiva, il reperimento di un nuovo nucleo documentale può comportare una vera e propria revisione di tesi storiografiche che si credevano ormai acquisite, svelando retroscena, chiarendo processi sperimentali o rivelando inediti rapporti interpersonali e interdisciplinari. Riguardo a questi ultimi occorre infatti tenere presente che le rigide suddivisioni disciplinari che attualmente nel mondo accademico separano i diversi cultori delle scienze della mente non sono applicabili al contesto scientifico e culturale del passato, dove abbondavano invece le sovrapposizioni, gli intrecci, la comunanza di interessi tra studiosi dalla formazione molto più poliedrica ed eclettica. I patrimoni documentari sono fonti privilegiate e insostituibili per l’indagine storiografica. Pur necessitando, come tutte le altre fonti, di verifiche e interpretazioni critiche, essi – a differenza delle fonti a stampa – sono costituiti da pezzi unici e forniscono una testimonianza diretta degli eventi storici nel momento stesso in cui essi si compiono. Hanno inoltre un forte legame con il territorio in cui sono stati prodotti e possono dare quindi un notevole contributo alla ricostruzione della storia locale.

Lo stesso vale per le raccolte fotografiche, spesso contenute negli archivi stessi, che aggiungono alla ricostruzione storica il potere evocativo delle immagini. Accanto ai patrimoni archivistici e fotografici, possono trovarsi inoltre collezioni di strumenti scientifici, raccolte di reperti anatomici, disegni di pazienti e così via, tutti beni culturali strettamente collegati tra loro e che nel loro insieme contribuiscono a restituire i molteplici aspetti di una storia dai risvolti affascinanti e suggestivi.

Questa prima operazione di individuazione e censimento dei patrimoni permette non solo di preservarli e tutelarli, ma anche di renderli fruibili agli studiosi, agli operatori del settore e a un pubblico più ampio interessato alla storia del territorio e delle discipline a vario titolo comprese sotto la denominazione di “scienze della mente”; consente altresì di iniziare a ricostruire la storia delle scienze della mente a Milano e nel Milanese, che proprio per la dispersione dei patrimoni documentari risulta ancora in gran parte da scrivere.