Ugo Cerletti

Conegliano Veneto, 26 Settembre 1877 – Roma, 25 Luglio 1963

Biografia

Internazionalmente noto per l'invenzione dell'elettroshock (1938), Ugo Cerletti studia presso la Facoltà medica di Roma, dove ha come professori Ezio Sciamanna e Giovanni Mingazzini, laureandosi nel 1901.
I primi anni della sua attività sono all'insegna della ricerca neuropatologica. Per formarsi in questo campo, Cerletti effettua numerosi soggiorni in Germania: ad Heidelberg, dove lavora con Nissl; e a Monaco, dove partecipa alle attività dell'Istituto diretto da Emil Kraepelin.
La ricerca istologica non è tuttavia il campo esclusivo a cui rivolge le sue attenzioni. Nei primi anni di lavoro dopo la laurea si dedica infatti anche a studi di carattere clinico. È ad esempio il caso di alcune ricerche su isteria e suggestione, che gli varranno l'attenzione di Enrico Morselli, o di alcune indagini sul cretinismo, effettuate con Gaetano Perusini in Valtellina, Valle d'Aosta e Val del Mera.
Dopo la parentesi bellica, che lo vede impegnato come ufficiale medico sul settore Ortles Cevedale, Cerletti prende la via di Milano, dove assume la direzione dell'Istituto neurobiologico di ricerca di Affori, annesso al Manicomio di Mombello.
Nel 1925 è chiamato alla cattedra di clinica delle malattie nervose e mentali dell'Università di Bari. Dopo tre anni si trasferisce a Genova, dove eredita l'insegnamento che era stato di Morselli. Nel 1935 è poi la volta di Roma.
Nella clinica psichiatrica universitaria della capitale Cerletti introduce immediatamente i nuovi ritrovati per la cura della schizofrenia: lo shock insulinico e lo shock cardiazolico. Parallelamente, lavora alla messa a punto dell'elettroshock, sperimentato per la prima volta sull'uomo nell'aprile 1938.
Dopo una pausa forzata negli anni del conflitto, nel dopoguerra avvia alcune ricerche sulle modificazioni indotte nella chimica cerebrale dall'elettroshock; la speranza è quella di riuscire a isolare specifiche sostanze terapeutiche, per poterle poi somministrare agli ammalati con l'ausilio di una semplice iniezione. L'intenzione, insomma, è di "abolire l'elettroshock, emanciparne l'umanità".
Le ricerche in questa direzione lo impegneranno a lungo, ma altri fronti non verranno trascurati: oltre a rispolverare alcuni filoni di indagine che lo avevano occupato agli inizi della carriera – come gli studi sul cretinismo – negli anni cinquanta Cerletti partecipa attivamente al dibattito sui manicomi, che comincia a farsi strada nel panorama della cultura italiana, sostenendo posizioni per quel periodo realmente avanzate e rimandando a un ideale di "assistenza sul territorio" che solo più avanti si sarebbe imposto in Italia.

Roberta Passione
02/10/2009

Bibliografia

Novelletto, A. (1979). Ugo Cerletti, in Dizonario biografico degli italiani. Roma: Treccani.
Passione, R. (2006). Ugo Cerletti. Scritti sull'elettroshock. Milano: Franco Angeli.
Passione, R. (2007). Ugo Cerletti. Il romanzo dell'elettroshock. Reggio Emilia: Aliberti.
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