Archivio generale di neurologia, psichiatria e psicoanalisi

L’Archivio generale di neurologia e psichiatria fu fondato nel 1920 a Nocera Inferiore dallo psichiatra Marco Levi Bianchini. Concepito come continuazione della rivista Il manicomio Archivio di psichiatria e scienze affini, che costituiva l’organo del Manicomio interprovinciale di Nocera Inferiore, l’Archivio era diretto da Levi Bianchini in collaborazione con Giuseppe Antonini, Cesare Colucci, Sante De Sanctis, Eugenio La Pegna, Eugenio Medea, Giovanni Mingazzini, Gustavo Modena, Domenico Ventra e Luigi Zanon Dal Bo. Stampato a Napoli fino al 1924 con periodicità trimestrale, ebbe tra i redattori Francesco Del Greco, Giuseppe Montesano ed Edoardo Weiss. Il primo fascicolo uscì il 25 marzo 1920 con l’intento dichiarato come si legge nella breve presentazione di Levi Bianchini di «diffondere in Italia e all’estero le opere dell’ingegno nei campi della biopatologia nervosa e mentale, e di servire come organo di informazioni, di lavoro fecondo, di reciproco aiuto nella produzione scientifica di queste branche speciali».
Nel 1921 la rivista si trasformò senza che ne venissero addotte le ragioni in Archivio generale di neurologia, psichiatria e psicoanalisi e iniziò ad accogliere lavori di carattere psicoanalitico, sia italiani che stranieri. Dal 1924 fu stampata a Teramo, come organo scientifico del locale manicomio, di cui Levi Bianchini era diventato direttore. Nel 1926 divenne anche organo ufficiale della Società psicoanalitica italiana, fondata a Teramo l’anno precedente; dedicò un numero monografico a Freud, in occasione del suo settantesimo compleanno e si propose di fatto, per alcuni anni, come il principale veicolo di riflessione, discussione e diffusione delle tesi psicoanalitiche in Italia.
Nel 1932, con la riorganizzazione della Società psicoanalitica ad opera di Edoardo Weiss e la nascita della Rivista italiana di psicoanalisi quale organo specifico del movimento, l’Archivio divenne la rivista scientifica del manicomio di Nocera Inferiore, dove Levi Bianchini si era trasferito come direttore nel 1931.
Stampato ininterrottamente per 19 anni, l’Archivio sospese le pubblicazioni nel 1938, quando, in seguito all’emanazione delle leggi razziali, ne venne tolta all’ebreo Levi Bianchini la proprietà. Riprese ad uscire regolarmente nel novembre 1939, sotto la direzione di Agostino Gemelli, che eliminò nel titolo ogni riferimento alla psicoanalisi. Con il nome di Archivio di psicologia, neurologia, psichiatria e psicoterapia, la rivista divenne l’organo scientifico della Facoltà di psicologia dell’Università Cattolica di Milano e fu stampata presso la casa editrice Vita e pensiero; nel 1945 mutò nuovamente il nome in Archivio di psicologia, neurologia e psichiatria, che conservò fino alla cessazione delle pubblicazioni nel 2001.
L’Archivio costituì il prodotto più noto della feconda attività di Levi Bianchini, che ne fece uno strumento personale di comunicazione con il mondo neuropsichiatrico e psicoanalitico. Durante la sua direzione, la rivista si presentò regolarmente divisa in due metà: nella prima erano contenuti lavori originali, nella seconda recensioni di libri e segnalazioni di opere italiane e straniere.
Fra i contributi di interesse psichiatrico e neurologico, di gran lunga prevalenti, compaiono quelli di Sante De Sanctis, di Lionello De Lisi, di Gioacchino Fumarola e dello stesso Levi Bianchini, e quelli di importanti studiosi stranieri come Maxime Laignel Lavastine, Cécile e Otto Vogt, Constantin Urechia e Stefan Mihalescu. Fra i lavori di interesse psicoanalitico si segnalano quelli di Giovanni Dalma, di Edoardo Weiss, di Kurt Goldstein e di Levi Bianchini, nonché traduzioni di saggi di autori stranieri, tra cui Alfred Adler, Ernst Jones, Eduard Hitschmann, Wilhelm Stekel e Hans Zulliger. Le recensioni ospitate dall’Archivio raggiunsero un numero elevatissimo: Levi Bianchini ne firmò circa 10.000, riguardanti opere scritte in diverse lingue e dei più svariati generi (anatomia, biologia, fisiologia, endocrinologia, neurologia, psichiatria, psicoanalisi, psicologia, storia della religioni, antropologia, letteratura, storia, etnologia), che costituirono uno strumento importante d’informazione e di aggiornamento sulla produzione scientifica internazionale.

Marina Manotta
13/01/2010

Bibliografia

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Ceccarelli, G. (2006). Psichiatria e psicoanalisi nell'opera di Marco Levi Bianchini: le recensioni. In R. Conforti (a cura di), La psicoanalisi tra scienze umane e neuroscienze. Storia, alleanze, conflitti(pp. 57-87). Soveria Mannelli: Rubettino.
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Giacanelli, F. (2006). Le riviste neuropsichiatriche di Marco Levi Bianchini. Appunti di lettura. In R. Conforti (a cura di), La psicoanalisi tra scienze umane e neuroscienze. Storia, alleanze, conflitti (pp. 25-56). Soveria Mannelli: Rubettino.
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Quarchioni, M. (1988). Marco Levi Bianchini e la "Biblioteca Psicoanalitica Italiana". Notizie dalla Delfico, 1, 3-21.
Salamone, G., & Arnone, R. (2000). Marco Levi Bianchini e l'Archivio generale di Neurologia, Psichiatria e Psicoanalisi. In F.S. Moschetta (a cura di), Marco Levi Bianchini e le origini della psicoanalisi in Italia. Atti del Convegno Nazionale, Teramo, 26-27-28 ottobre 1995 (pp. 263-276). Teramo: Ospedale Neuropsichiatrico.
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