Luigi Lugiato

Legnago (Verona), 3 Febbraio 1879 – Milano, 14 Febbraio 1950

Biografia

Figlio di Ernesto, notaio, e di Emilia Barcelli, si laureò in medicina e chirurgia all’Università di Padova il 6 luglio 1903, dopo aver trascorso tre anni come allievo interno nella Clinica psichiatrica diretta da Ernesto Belmondo. Pochi mesi dopo iniziò a lavorare nel Frenocomio di San Lazzaro in Reggio Emilia, dove rimase dall’ottobre 1903 all’agosto 1904, quando rientrò a Padova come aiuto nella Clinica di Belmondo.
Nel giugno 1907 fu nominato medico primario nel Manicomio di Padova, appena inaugurato e affidato alla direzione dello stesso Belmondo. Distintosi per capacità clinica e organizzativa, nel marzo 1909 ottenne la direzione del nuovo Ospedale psichiatrico di Sondrio, allora in allestimento e inaugurato nel dicembre di quell’anno. Si trasferì poi nel 1912 a dirigere il Manicomio di Macerata e il 15 gennaio 1915 conseguì l’abilitazione alla libera docenza in Clinica delle malattie mentali presso l’Università di Roma.
Durante la prima guerra mondiale prestò servizio in zona di operazioni dal maggio 1915 al luglio 1916, quando fu chiamato dal Ministero della guerra a dirigere il Servizio psichiatrico e di consulenza per le malattie nervose e mentali presso il comando dell’XI Corpo di armata, con sede nell’Ospedale militare di Bari (1916-1919). Congedato con il grado di tenente colonnello e fregiato della croce di guerra, tornò a dirigere per pochi mesi il Manicomio di Macerata, passando poi, nel settembre 1920, alla direzione dell’Ospedale psichiatrico di Bergamo, dove rimase per 10 anni.
Ottenuta nel 1926 la nomina a commendatore della Corona d’Italia, nel maggio 1931, succedendo a Giuseppe Antonini, assunse la direzione dell’Ospedale psichiatrico di Milano in Mombello, impegnandosi in un’opera complessiva di ampliamento e riorganizzazione della struttura. Già nel luglio 1931, d’intesa con Carlo Besta, direttore della Clinica delle malattie nervose e mentali dell’Università di Milano, ospitò nel manicomio la clinica psichiatrica universitaria, articolata in due piccoli reparti per uomini e donne. Nel 1932, riprendendo il progetto di Antonini, inaugurò un reparto destinato ad accogliere i fanciulli, prima distribuiti nelle diverse sezioni, dando vita alla sezione di neuropsichiatria infantile. Sempre nei primi anni ’30 organizzò il reparto chirurgico e dedicò una cura particolare alla creazione di un grande quartiere del lavoro, con aziende agricole e diversi padiglioni industriali per i trattamenti ergoterapici. Introdusse inoltre la terapia basata sui nuovi trattamenti biologici e le tecniche di shock, e per far fronte al crescente affollamento dei ricoverati fece ricorso alle succursali esterne di Parabiago (1935) e di Cernusco sul Naviglio (Casa di salute S. Ambrogio, 1939). Curò infine l’organizzazione dei dispensari esterni, allestì un salone per il teatro e diede avvio a un’attività cinematografica.
Tramite la Lega d’igiene mentale si interessò al patronato per i malati di mente e dal 1936 al 1944 fu membro della Commissione permanente per la pellagra.
Raggiunti nel febbraio 1945 i limiti di età, fu collocato a riposo, ma già a partire dal 1° marzo ricevette l’incarico della sorveglianza dei malati di mente ricoverati negli istituti di San Colombano al Lambro, di Cernusco sul Naviglio, di Codogno e di Cesano Boscone, incarico che gli fu revocato alla fine di settembre. La vicenda appare controversa e non si esclude che il collocamento a riposo fosse dovuto in realtà a motivi politici. Accusato infatti dai tedeschi di “antifascismo e di protezione dei partigiani ricoverati negli Istituti di Affori e di Mombello”, fu incarcerato dalle SS a San Vittore dal 7 al 17 aprile 1945, anche se al termine della guerra non gli fu riconosciuto il diritto al “premio di congiuntura e di liberazione”.
Tra le sue pubblicazioni si ricordano in particolare: Il manicomio della provincia di Utopia. Appunti di tecnica manicomiale (Sondrio, 1911); La cura antisifilitica nella paralisi progressiva (Macerata, 1914); Il dopoguerra nei manicomi (Bari, 1918); il manuale Hoepli dedicato a I disturbi mentali. Patologia speciale ed anomalie dello spirito (Milano, 1922).
Ebbe inoltre una rilevante produzione letteraria, che si espresse in particolare nei sei volumi della raccolta Pazzi squilibrati e delinquenti nelle opere dei letterati, che pubblicò a Bergamo tra il 1926 e il 1935 con l’iniziale prefazione di Enrico Morselli, in cui analizzava il rapporto tra psicologia e arte nelle opere di Shakespeare, Zola, Manzoni, D’Annunzio, Dante, e dei tragici greci. Fu anche autore del romanzo Il padre oscuro, pubblicato nel 1926 con lo pseudonimo di Giulio Gualti.

Paola Zocchi
22/07/2013

Bibliografia

Armocida, G. (2007). Lugiato Luigi, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 66, disponibile on-line.
Cazzani, E. (1952). Luci ed ombre nell’ospedale psichiatrico provinciale di Milano. Varese: La Tecnografica.
Garavaglia, G.F. & Garavaglia, N. (1965). Un secolo di assistenza psichiatrica nella provincia di Milano. Milano: Amministrazione provinciale di Milano.
 

Fonti archivistiche

Aspi Archivio storico della psicologia italiana, Università degli studi di Milano-Bicocca, Carte Luigi Lugiato

Fonte iconografica

Collezione privata, Varese.
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