L’archivio di Carlo Pieraccini

Soggetto produttore

L’archivio di Carlo Pieraccini è conservato dagli eredi nella casa di famiglia a Milano, un tempo abitata dalla vedova dello psichiatra, Carla Gardini.
La documentazione, grosso modo risalente al periodo compreso tra il 1930 circa e il 1973, si trova ancora nei cassetti e negli armadi dell’abitazione, senza alcun ordinamento, e consiste in cartelline e fogli sciolti, complessivamente quantificabili in circa 13 faldoni.
Si tratta di: documenti personali, curriculari e relativi alla carriera di Carlo Pieraccini; appunti e certificati riguardanti casi clinici degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, prevalentemente riconducibili all’Istituto sanitario Biffi di Monza, accompagnati da carteggi con medici e psichiatri (tra cui Silvio Brambilla,  Adamo Mario Fiamberti, Luigi Lugiato, Umberto Raggi e soprattutto Eugenio Medea) e da lettere di pazienti; biglietti e lettere di condoglianze per la morte del padre Arnaldo e dello zio Gaetano Pieraccini (entrambi scomparsi nel 1957) e del fratello Ottaviano (nel 1944); carteggi diversi degli anni Trenta e Quaranta, sia in entrata che in uscita, prevalentemente con i famigliari; manoscritti e dattiloscritti di studio e di ricerca (in parte attribuibili al padre Arnaldo e al fratello Piero Pieraccini); un diario del 1953; una consistente raccolta di ritagli di giornali (probabilmente riconducibili anche alla moglie); la raccolta completa delle sue pubblicazioni a stampa e alcuni estratti di altri, tra cui Riccardo Bozzi ed Eugenio Medea.
Sono presenti inoltre una scatola di fotografie di famiglia, una serie di cartoline pubblicitarie di medicinali raffiguranti animali, un nucleo di biglietti e telegrammi di condoglianze inviati a Carla Gardini per la morte del marito nel 1973.

Paola Zocchi
13/12/2017

 
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