Alfredo Coppola

Palermo, 7 Luglio 1888 – Palermo, 12 Giugno 1957

Biografia

Il nome di Alfredo Coppola è poco noto alle ultime generazioni di psichiatri, neurologi e psicologi. Tuttavia il suo nome risuonò per anni nelle aule dei tribunali e nei titoli dei giornali degli anni venti del Novecento per quello che divenne noto come il caso Bruneri-Canella. Coppola, all’epoca aiuto presso la Clinica psichiatrica dell’Università di Torino, fu incaricato di stabilire le condizioni psichiche dello “Smemorato di Collegno”, un individuo privo di identità e ricordi che si trovava da tempo ospite presso il manicomio di Collegno. Avvalendosi di applicazioni neuropsicologiche che risultano ancora oggi moderne, Coppola giunse alla conclusione che lo “smemorato” non fosse il ritrovato professor Giulio Canella, scomparso anni addietro in battaglia nella Grande guerra, che lo sconosciuto sosteneva di essere, bensì Mario Bruneri, un ex tipografo torinese malfattore e simulatore. La sua lunga perizia venne compendiata in un importante lavoro dal titolo Il caso Bruneri-Canella all’esame neuropsichiatrico (Studio psico-biografico e medico-legale sullo “Sconosciuto” di Collegno), pubblicato nel 1931.
Sebbene indissolubilmente legata al caso dello “Smemorato di Collegno”, la figura e l’opera di Coppola ci riserva non poche sorprese, sia per la sua vigorosa passione scientifica, sia per le sue doti umane. Dopo una rigorosa formazione giovanile con studi classici, si laureò nel 1912 in medicina e chirurgia all’Università di Palermo. Si trasferì successivamente a Roma, dove frequentò come interno la Clinica neuropatologica diretta da Giovanni Mingazzini, per far poi ritorno nuovamente a Palermo e affiancare in qualità di assistente il professor Rosolino Colella presso la Clinica per le malattie nervose e mentali. Decise infine di completare la sua formazione neuropsichiatrica trasferendosi in Germania presso la Clinica psichiatrica di Monaco di Baviera, diretta da Emil Kraepelin, uno dei fondatori della moderna psichiatria. Fu sotto la guida di Kraeplin, che aveva frequentato a Lipsia il Laboratorio di psicologia sperimentale di Wilhelm Wundt, che Coppola acquisì padronanza con i test psicometrici, all’epoca alle loro prime applicazioni cliniche.
Ritornato in Italia, dopo un soggiorno a Berlino da Hermann Oppenheim, nell’anno accademico 1913-14 divenne assistente e poi aiuto di Ernesto Lugaro alla Clinica psichiatrica dell’Università di Torino. Durante il periodo bellico esercitò la professione medica presso la Clinica delle malattie nervose e mentali di Firenze, diretta da Eugenio Tanzi, fino a quando, nel maggio 1917, si arruolò come tenente medico. Prestò servizio per due anni in zona di guerra, presso il Reparto neurologico della III Armata, e ricoprì altri incarichi di fiducia per le Commissioni medico-legali della zona di guerra. Già nel 1916 aveva pubblicato il lavoro Disturbi mentali in tempo di guerra, nel quale Coppola analizza e interpreta i sintomi e le sindromi psicopatiche rilevate nei militari. In tale lavoro si ritrova traccia delle sue conoscenze sulla simulazione dei disturbi mentali, che poi mise a frutto nello studio sullo “Smemorato di Collegno”. Per i servigi resi nel corso del servizio militare e soprattutto per avere volontariamente rifiutato un esonero concesso spontaneamente dal Ministero della guerra, fu decorato con la Croce al merito di guerra.
Nel 1923 conseguì la libera docenza presso gli Istituti di studi superiori di Firenze e iniziò la sua carriera accademica con il corso di semeiologia delle malattie nervose e mentali presso l’Università di Torino. Nel 1929 la Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Sassari gli conferì l’incarico dell’insegnamento ufficiale di Clinica delle malattie nervose e mentali per l’anno accademico 1929-30. Nel 1931 gli venne assegnata la stessa cattedra all’Università di Messina, dove fu nominato direttore della Clinica neuropatologica. Nel 1932 divenne professore di ruolo e nel 1936 ritornò all’Università di Palermo per dirigerne la Clinica di malattie nervose e mentali sino al 1957, anno della morte.
Fu autore di 32 articoli scientifici, molti dei quali riguardanti tematiche psichiatriche e neurologiche. Tra questi meritano particolare menzione: La Sifilide nella etiologia delle sindromi parkinsoniane; Sulla tricotillomania; Sindromi di ipotiroidismo e sindromi ossessive; Osservazioni sulla terapia della paralisi progressiva; Osservazioni sui focolai d’endemia gozzo cretinica in Sicilia; Sulle manifestazioni “psicogene” delle sindromi postencefalitiche; Medicina legale e neuropsichiatria al servizio della giustizia.
Ernesto Lugaro, nel novembre 1925, in occasione della partecipazione di Coppola al concorso di professore a Messina, scrisse di lui: «Egli è uno di quegli Aiuti universitari ormai purtroppo rari che, in tempi critici e in una condizione economica disagiata, resistono alle lusinghe del lucro professionale e con la loro austera vita di studiosi tengono alta la dignità del corpo universitario».

Stefano Zago e Alice di Bisceglie
16/01/2014

Bibliografia

Coppola, A. (1931). Il caso Bruneri-Canella all'esame neuropsichiatrico. Studio psico-biografico e medico-legale sullo Sconosciuto di Collegno. Stabilimento Tipografico San Bernardino, Siena.
Coppola, A. (1932). Notizie sull'operosità scientifica e sulla carriera didattica. Elenco dei documenti e delle pubblicazioni scientifiche. Messina: Industrie Grafiche Meridionali S.A.
Zago, S., Mantero, M., Poletti, B., & Sartori, G. (2008). La simulazione dell'amnesia al vaglio peritale: ovvero la perdurante attualità del caso dello "Smemorato di Collegno". Rivista italiana di medicina legale, 30, 501-529.

Fonte iconografica

Aspi Archivio storico della psicologia italiana, Università degli studi di Milano-Bicocca, Fondo Alfredo Coppola.
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