Giovanni Mingazzini

Ancona, 15 Febbraio 1859 – Roma, 3 Dicembre 1929

Biografia

Figlio dell’ingegnere Ferdinando Mingazzini e di Cesarina Franceschelli, si laureò in medicina nel 1883 all’Università di Roma, dove seguì le lezioni di Jacob Moleschott e frequentò l’Istituto di anatomia diretto da Francesco Todaro.
Entrato in contatto con le teorie evoluzionistiche e con un positivismo di matrice biologica, subito dopo la laurea prestò servizio come medico presso l’Arcispedale S. Giovanni e, nello stesso periodo, condusse indagini di morfologia cerebrale e di antropologia al Laboratorio di psicologia sperimentale fondato nella capitale da Giuseppe Sergi.
Perfezionatosi per due anni a Monaco di Baviera alla scuola di Bernhard Aloys von Gudden e Konstantin von Monakow, nel 1885 avviò la carriera accademica come assistente di Todaro, studiando l’anatomia del sistema nervoso. Libero docente di anatomia normale nel 1889 e di neuropatologia e psichiatria nel 1894, ereditò l’insegnamento di neuropatologia di Ezio Sciamanna nel 1896. Intanto, nel 1891, era stato nominato anatomopatologo del Manicomio S. Maria della Pietà di Roma, dove allestì un laboratorio anatomopatologico dotato di strumenti e di una ricca collezione di preparati istologici e di tagli seriali dell’encefalo.
Nel 1905 subentrò poi a Clodomiro Bonfigli nella direzione del manicomio romano (dove rimase fino al 1923, quando l’asilo fu chiuso nella sede di via della Lungara) e della clinica neurologica da lui organizzata al Policlinico. Nello stesso anno presiedette, con Giulio Fano, Mariano Patrizi e Friedrich Kiesow, la sezione dedicata alla Psicologia sperimentale in rapporto alla fisiologia dell’importante V Congresso internazionale di psicologia tenutosi a Roma.
Già attivo nella Società freniatrica italiana, nel 1907 partecipò con Leonardi Bianchi, Eugenio Tanzi, Ernesto Lugaro e altri alla fondazione della Società italiana di neurologia, di cui fu vicepresidente con Enrico Morselli. Membro della commissione diretta da Giuseppe Sergi per un Comitato italiano di studi eugenici (1913), nel 1919 entrò nel direttivo dell’appena costituita Società italiana di genetica e eugenetica.
A causa delle sue posizioni neutraliste e per l’alto numero di riformati tra i suoi assistiti, durante il primo conflitto mondiale fu oggetto di una violenta campagna diffamatoria sulle pagine della Rivista popolare di politica, lettere e scienze sociali di Napoleone Colajanni. Tra le due guerre venne poi coinvolto come specialista nel celebre caso dello “smemorato di Collegno”, sostenendo la tesi canelliana contro quella bruneriana di Alfredo Coppola. Frattanto, nel 1920, era stato nominato direttore della neonata Clinica delle malattie nervose e mentali di Roma al posto del defunto Augusto Tamburini.
Tra i fondatori della scuola neurologica romana e riconosciuto capostipite di quella italiana, Mingazzini fu tra i principali studiosi di neuropatologia. Conosciuto e tradotto all’estero, dove soggiornava con frequenza, fu seguace della scuola neuropatologica tedesca (paese di cui conosceva la lingua e dal quale proveniva la moglie Elena Bobrick), che contribuì a diffondere in Italia.
Le sue ricerche interessarono soprattutto l’anatomia clinica del sistema nervoso, con particolare riguardo al problema delle afasie, alla fisiologia del nucleo lenticolare, del cervelletto e del corpo calloso. Si occupò inoltre delle varie forme di patologia mentale e dei difetti dello sviluppo del cranio e dell’encefalo in rapporto alla delinquenza e ai tumori cerebrali. In tali ambiti, sostenne un organicismo basato su rilievi clinici e anatomici che proprio il manicomio di Roma gli forniva in abbondanza attraverso le autopsie. Simpatizzò con Cesare Lombroso, ma si mantenne scettico nei confronti delle teorie lombrosiane, indagando da parte sua i fenomeni criminali e l’uomo delinquente attraverso la morfologia del sistema nervoso. Fu tra i primi in Italia ad applicare la malarioterapia nella demenza paralitica.  
Produsse più di 200 pubblicazioni, tra cui merita ricordare: Il cervello in relazione con i fenomeni psichici (1895); Anatomia clinica dei centri nervosi (1908 e 1913); Saggi di perizie psichiatriche ad uso dei medici e dei giureconsulti (1908), Der Balken. Eine anatomische physiopathologische und klinische Studie (1922), Le afasie (1923); Das Mittelhirn-Medulla oblongata und Brücke (in Handbuch der mikroskopischen Anatomie des Menschen diretto da W. v. Möllendorf, 1926).
Attorno a Mingazzini nacque una vera e propria scuola, a cui si formarono importanti ricercatori, tra cui Gaetano Perusini e il suo primo e più longevo assistente: Gioacchino Fumarola.
Collaboratore di varie riviste e membro di numerosi istituti e accademie scientifiche, nazionali e internazionali, morì improvvisamente d’infarto. Il suo posto nella Clinica romana fu preso da Sante De Sanctis.

Matteo Fiorani
04/09/2017

Bibliografia

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Fonte iconografica

Weygandt, W. (1930). Zum Andenken an Giovanni Mingazzini. Journal of Neurology, 112(4-6), 161-164.
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