La psicologia all’università: gli anni Venti del Novecento

Nel 1921 apriva i battenti il primo ateneo milanese: la “libera Università Cattolica del Sacro Cuore”, istituto privato fondato da padre Agostino Gemelli. Laureato in medicina a Pavia e libero docente in psicologia sperimentale, durante gli anni della Grande guerra Gemelli si era distinto per i suoi studi sulla psicologia del soldato e per le numerose ricerche psicofisiologiche sugli aviatori, condotte presso il Laboratorio di psicologia del Comando supremo dell’esercito, di cui era direttore. L’interesse per l’approccio sperimentale portò Gemelli a dotare immediatamente l’Università Cattolica di un “Laboratorio di psicologia e biologia”: questa la denominazione originaria. Qui Gemelli condusse studi e ricerche di selezione professionale, psicologia del lavoro e psicotecnica.
Nel 1925 presso l’Università Cattolica venne ufficialmente attivata la cattedra di psicologia (il titolare era ovviamente Gemelli): si trattava della quinta in Italia, dopo quelle di Sante De Sanctis a Roma, di Federico Kiesow a Torino, di Cesare Colucci a Napoli (istituite nel 1905), e di Vittorio Benussi a Padova (attivata nel 1919). Negli anni del fascismo tre di esse vennero eliminate: rimasero attive solamente la cattedra di Roma e quella “cattolica” di Milano. Va detto che proprio la particolare posizione della “sua” università, consentì a Gemelli di svolgere, nell’Italia del Concordato fra Stato e Chiesa (avvenuto nel 1929), un ruolo strategico di mediatore e protettore della psicologia dalla cultura idealistica, che, come il fascismo, le era avversa. Tant’è che nel 1939 riuscì a far istituire presso il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) una Commissione permanente per le applicazioni della psicologia alle forze armate, alle comunicazioni e al mondo produttivo.
Nel 1942 il Laboratorio della Cattolica ospitò gli allievi della Scuola di specialità in psicologia sperimentale (per medici già abilitati), nata da un’idea di Gemelli ma in convenzione con l’altro ateneo milanese, quello statale fondato nel 1924.
L’avvio dell’insegnamento della psicologia nell’università pubblica di Milano si deve invece a Eugenio Rignano e a Giuseppe Corberi.
Laureato in ingegneria ma cultore di numerose discipline quali filosofia, biologia, sociologia e psicologia, Rignano aveva fondato nel 1907 Scientia, rivista internazionale di sintesi scientifica, con l’obiettivo di integrare cultura umanistica e sapere scientifico. Proprio nell’ambito della psicologia, nel 1920 Rignano aveva pubblicato la sua opera più importante: Psicologia del ragionamento – questo il titolo – rappresentò anche il testo di riferimento per gli studenti di filosofia che parteciparono al corso libero tenuto da Rignano nell’ateneo milanese nel 1925.  
Lo psichiatra e psicologo Giuseppe Corberi, già attivo presso il Manicomio di Mombello dove era direttore del Laboratorio di psicologia, entrò invece come libero docente nella Facoltà di medicina nel 1926, anno in cui assunse anche la direzione del Gabinetto psicotecnico dell’Azienda tranviaria di Milano (ATM). Il suo insegnamento, formalmente denominato di “psicologia sperimentale”, era di fatto un corso di “psicopatologia” –  come recita il libretto delle lezioni. Forse non è superfluo ricordare che nel 1923 la riforma degli studi, cosiddetta riforma Gentile, aveva tolto l’insegnamento di psicologia dalle Facoltà di medicina, lasciandola solamente a filosofia.
Attraverso il suo corso libero, che mantenne fino al 1942, Corberi intese “supplire alla mancanza di insegnamento ufficiale della Psicologia nella Facoltà” – come scrisse all’ufficio  di segreteria di medicina nell’ottobre 1936. Così rimase anche la differenza fra denominazione ufficiale del corso (sempre “psicologia sperimentale”) e quella utilizzata, di volta in volta a seconda degli anni, dal professore: “psicopatologia”, “psicologia normale e patologica”, “psicologia normale e patologica dell’età evolutiva. Le undici lezioni svolte nell’anno accademico 1926/27 prendevano in esame la coscienza, le teorie riguardanti percezione e sensazione (Gestalt e altre), la memoria, i sentimenti, l’istinto, l’attenzione, l’intelligenza, il linguaggio, lo sviluppo psichico. Di tutti i processi psichici Corberi insegnava sia il funzionamento normale, sia quello patologico. Ed è interessante rilevare che alle lezioni teoriche venivano affiancate “dimostrazioni sperimentali” condotte presso il Laboratorio di psicologia sperimentale del Manicomio di Mombello, essendone la Regia Università sprovvista. Fra i sette studenti di quell’anno accademico, troviamo un giovanissimo Virginio Porta, futuro neuropsichiatra che alla fine degli anni Quaranta sarà tra gli organizzatori dei nuovi Centri medico-psico-pedagogici milanesi.
Il rapporto fra manicomio e università si rafforzò ulteriormente quando, nel 1931, venne aperta a Mombello la Sezione psichiatrica della Clinica delle malattie nervose e mentali.
 
Elisa Montanari
30/10/2015
 

Bibliografia

Annuari dell’Università di Milano, 1926-1942.
Babini, V.P. (2009). Liberi tutti. Manicomi e psichiatri in Italia: una storia del Novecento. Bologna: il Mulino.
Bianchi, P. (2013). L’esame ai conducenti di autoveicoli negli archivi di Ugo Pizzoli e Vito Massarotti. In: Antonelli, M. & Zocchi, P. (a cura di). Psicologi in fabbrica. Storia e fonti. Roma: Aracne, pp. 109-128.
Cesa-Bianchi, M., Porro, A. & Cristini, C. (2009). Sulle tracce della psicologia italiana. Storia e autobiografia. Milano: Angeli.
Marhaba, S. (1981). Lineamenti della psicologia italiana: 1870-1945. Firenze: Giunti Barbera.
Montanari, I. (2013). Agostino Gemelli e la psicotecnica nel secondo dopoguerra. In: Antonelli, M. & Zocchi, P. (a cura di). Psicologi in fabbrica. Storia e fonti. Roma: Aracne, pp. 129-153.
Passione, R. (2012). Le origini della psicologia del lavoro in Italia. Nascita e declino di un’utopia liberale. Milano: Angeli.

Fonti archivistiche:
Università degli Studi di Milano Centro Apice, Archivio storico, fascicolo docente di Giuseppe Corberi
Università degli Studi di Milano Centro Apice, Archivio storico, Archivio proprio, serie 7. Carteggio articolato sul titolario, b. 58.
Carte Rignano, Collezione privata, disponibile in copia digitale presso Aspi – Archivio storico della psicologia italiana dell’Università degli studi di Milano-Bicocca.
 
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