L’archivio della Società psicoanalitica italiana

L’archivio della Società psicoanalitica italiana (SPI) è conservato a Roma, presso la sede della Società, in via Panama 48.
La costituzione dell’Archivio storico della SPI fu approvata ufficialmente dall’assemblea dei soci, riunita a Milano il 4 marzo 1990. Fu allora avviato, sotto la direzione di un socio, un primo lavoro di riordinamento, cui non seguì la redazione di uno strumento di consultazione. In occasione di un successivo intervento si arrivò alla dichiarazione di notevole interesse storico dell’archivio, notificata dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio il 9 dicembre 2004.
Nel 2011 la SPI ha deciso di affrontare organicamente la sistemazione dell’archivio, affidandone la cura alla società Memoria di Roma, che ha provveduto a svolgere una ricognizione completa delle carte e il loro definitivo riordinamento. L’inventario, prodotto nel rispetto degli standard descrittivi internazionali, consente una esplorazione coerente con l’organizzazione e le sfere di attività della Società. Al termine del lavoro l’archivio risulta suddiviso in 19 serie e ha una consistenza di 505 fascicoli (85 faldoni). I documenti più “antichi” sono del 1959; le diverse serie hanno termini cronologici differenziati, fra il 1991 e il 2012. Si conserva anche documentazione precedente, che non appartiene tuttavia all’archivio, essendo stata raccolta in occasione di convegni e mostre, in particolare per la mostra L’Italia nella psicoanalisi, a cura di Arnaldo Novelletto, tenutasi a Roma nel 1989.
L’archivio conserva gli statuti, gli atti e la corrispondenza degli organi collegiali; corrispondenza e atti degli istituti e dei centri, sezioni locali della SPI; regolamenti e attività dell’Istituto di training; scritti e interventi scientifici presentati in incontri nazionali e internazionali, in congressi, in seminari e convegni; materiali relativi all’organizzazione degli eventi; corrispondenza e documenti prodotti nell’ambito dei rapporti con altri enti e istituzioni sia in Italia che all’estero.
In particolare sono ben documentati gli anni Sessanta, periodo caratterizzato da un grande sviluppo dell’attività didattica e terapeutica della Società e dall’intensificarsi del dibattito scientifico a livello internazionale e nel contesto italiano.
Si è proceduto inoltre alla digitalizzazione di gran parte della documentazione (circa 40.000 immagini), con l’esclusione delle carte amministrative e contabili e di quelle della serie “Casi clinici”.
Il lavoro ha goduto di finanziamenti da parte del Comune di Roma e della Direzione generale per gli archivi del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
L’inventario, a cura di Susanna Oreffice e Nicoletta Valente, è così strutturato:
Serie 1. Atto costitutivo, statuti e regolamenti, 1965- 2012
Serie 2. Assemblea dei soci, 1961-2001
Serie 3. Comitato esecutivo, 1964-2000
Serie 4. Presidenza e vice presidenza, 1963-1992
Serie 5. Comitato generale del training / Istituto nazionale del training, 1963-2007
Serie 6. Commissione scientifica, 1959-1991
Serie 7. Probi viri / Commissione deontologica, 1974-1992
Serie 8. Commissione intercentri, 1997
Serie 9. Istituti di psicoanalisi in Italia, 1964-1994
Serie 10. Commissioni e comitati, 1964-2004
Serie 11. Centri, 1961-1995
Serie 12. Associazione internazionale psicoanalitica (IPA), 1964-2005
Serie 13. Federazione psicoanalitica europea (FEP), 1965-1990
Serie 14. Rapporti con associazioni e società psicoanalitiche, psicologiche e psicoterapeutiche, 1964-1994
Serie 15. Attività scientifica, 1968-1997
Serie 16. Affari generali, 1963-1997
Serie 17. Amministrazione e contabilità, 1963-1994
Serie 18. Pubblicazioni, 1963-2000
Serie 19. Rassegna stampa, 1991-1999

Susanna Oreffice e Nicoletta Valente
21/05/2014
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