Christian von Ehrenfels

Rodaun (Vienna), 2 Giugno 1859 – Lichtenau (Sassonia) , 8 Settembre 1932

Biografia

Ehrenfels compì i suoi studi di filosofia a Vienna sotto la guida di Alexius Meinong e di Franz Brentano; con Meinong si laureò a Graz nel 1885.
Nel 1888 ottenne la libera docenza e insegnò a Vienna fino al 1896, anno in cui venne nominato professore straordinario di filosofia presso l'Università tedesca di Praga. Nel 1900 divenne professore ordinario e rimase attivo a Praga fino al 1929. Oltre agli studi filosofici e psicologici, coltivò interessi letterari.
Ehrenfels è ricordato per aver introdotto nel lessico psicologico il termine Gestalt. Nell'articolo Ueber "Gestaltqualitäten" [Sulle "qualità figurali"] (1890), Ehrenfels tratta il problema di quelle datità fenomenologiche complesse (Gestalten) le cui qualità non sono riducibili a quelle delle parti che le compongono. Lo spunto gli viene da Ernst Mach, che nella sua opera del 1886, Beiträge zur Analyse der Empfindungen [Contributi all'analisi delle sensazioni], aveva sostenuto che si può avere la "sensazione immediata" (Empfindung) di figure spaziali e tonali (ad esempio di una melodia). Muovendo dall'esempio della melodia, che presenta caratteri del tutto differenti da quelli del complesso di note di cui si compone, Ehrenfels distingue i contenuti sensoriali elementari (la base o fondamento percettivo, Grundlage) dalle qualità formali (Gestaltqualitäten) ad essi irriducibili e classifica queste ultime in temporali (ad esempio le melodie) e intemporali (le Gestalten visive e gli accordi musicali). Egli identifica, quali criteri atti a individuare una qualità formale, la non-sommatività e la trasponibilità (si pensi, ancora una volta, alla melodia che non solo è irriducibile alla semplice somma delle note di cui si compone, ma è riconosciuta come la stessa quando è trasposta su altra scala o tonalità). Dati sensoriali e qualità formali non appartengono tuttavia, secondo Ehrenfels, a piani irriducibili. Le qualità formali non hanno bisogno, per poter essere percepite, di una particolare attività da parte del soggetto, ma esibiscono, alla pari delle sensazioni, un preciso fondamento fisiologico. Esse sono date immediatamente nell'esperienza, "senza un'attività speciale diretta su di esse".

Mauro Antonelli e Verena Zudini
08/10/2009

Bibliografia

Brod, M. (1933). Ch. von Ehrenfels zum Gedenken. Kantstudien37, 313-314.
Eaton, H. O. (1930). The Austrian philosophy of values. Norman: University of Oklahoma Press. 
Fabian, R. (a cura di) (1985). Christian von Ehrenfels ? Leben und Werk. Amsterdam-Atlanta: Rodopi. 
Meister, R. (1959). Ehrenfels. Neue Deutsche Biographie. Volume 4 (pp. 352-353). Berlin: Duncker & Humblot. 
Mulligan, K., & Smith, B. (1988). Mach and Ehrenfels: The foundation of Gestalt theory. In B. Smith (a cura di), Foundation of Gestalt theory (pp. 124-157). München: Philosophia. 
Orestano, F. (1942). I valori umani. Milano: Bocca. 
Weinhandl, F. (1927). Die Gestaltanalyse. Erfurt: Stenger. 
Weinhandl, F. (a cura di) (1960). Gestalthaftes Sehen. Ergebnisse und Aufgaben der Morphologie. Darmstadt: Wissenschaftliche Buchgesellschaft.
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