Paolo Mantegazza

Monza, 31 Ottobre 1831 – San Terenzo di Lerici (La Spezia), 28 Agosto 1910

Biografia

Nato a Monza da Giovanni Battista Mantegazza (figlio del podestà) e dall’assistenzialista e patriota risorgimentale Laura Solera (1813-1873), fu uno dei maggiori antropologi e psicologi sperimentali italiani dell’Ottocento.
A soli 16 anni, nel marzo 1848, partecipò attivamente ai moti insurrezionali delle Cinque giornate di Milano. Studiò medicina, prima a Pisa e poi a Pavia, sotto la guida dell’anatomista Bartolomeo Panizza. Dopo la laurea, intraprese un lungo e avventuroso viaggio in Argentina, Paraguay e Bolivia, durante il quale fece numerose osservazioni naturalistiche, botaniche, etnografiche. In Argentina, nel 1856, conobbe e sposò Jacobina Tejada Montemajor, con la quale ebbe quattro figli. Il resoconto delle esperienze condotte in questi viaggi confluirono nei due volumi Sulla America meridionale. Lettere mediche (1858-60) e in diversi lavori dedicati alle proprietà terapeutiche della cocaina e di altre droghe, che fecero di lui uno dei pionieri italiani della moderna psicofarmacologia.
Nel 1858 tornò in Italia. Esercitò dapprima la professione a Milano, privatamente e presso l’Ospedale Maggiore, iniziando poi nel 1860 a insegnare patologia generale all’Università di Pavia, dove allestì un laboratorio di patologia sperimentale, in cui si formarono importanti scienziati quali Giulio Bizzozero e Camillo Golgi. A questi anni risale anche l’incontro con Cesare Lombroso, con il quale negli anni ebbe un rapporto contrastato.
A Pavia rimase fino al 1869, quando si trasferì a Firenze per occupare la neoistituita cattedra di antropologia ed etnologia dell’Istituto di Studi superiori pratici e di perfezionamento. Nello stesso anno fondò il Museo nazionale di antropologia ed etnologia. Nel 1871, insieme a Felice Finzi, fondò inoltre sia la Società italiana di antropologia ed etnologia, sia la rivista Archivio per l’antropologia e l’etnologia. Nell’ambito della scienza sperimentale dell’epoca e dell’affermarsi della teoria dell’evoluzione di Darwin, concepì l’antropologia come la “storia naturale dell’uomo”, una scienza positiva, ben diversa dalla filosofia, che non si riduceva però alla sola craniologia e antropologia fisica. Essa andava ricollegata allo studio del “pensiero” e della “psicologia comparata dell’umana famiglia”, collegandola così all’etnologia e alla psicologia. L’antropologo doveva essere quindi allo stesso tempo naturalista e psicologo, avendo il compito di tracciare “le prime linee di una psicologia comparata delle razze e dei tipi umani”. Non a caso, nel 1889, sempre a Firenze, Mantegazza fondò il Museo psicologico, dedicando diversi lavori a questioni psicologiche (tra gli altri, Istruzioni per lo studio della psicologia comparata, 1873; Saggio sulla trasformazione delle forze psichiche, 1877; Gli atavismi psichici, 1888; Prime linee di psicologia positiva, 1900). Si occupò inoltre di evoluzionismo, fisiologia, selezione sessuale, atavismo, varietà umane. In campo etnologico, studiò le popolazioni di varie parti del mondo, dall’India alla Nuova Guinea e alla Lapponia, impiegando in queste indagini antropologiche anche la fotografia, di cui fu un grande cultore e sostenitore.
Nel 1891, rimasto vedovo, si risposò con Maria Fantoni, con la quale, nel 1892, ebbe un quinto figlio.
Continuò a insegnare a Firenze fino alla morte, avvenuta nel 1910.
Mantegazza non fu solo un uomo di scienza, ma anche un notevole pubblicista e scrittore, autore di innumerevoli opere di divulgazione a carattere scientifico e medico, quali Elementi d’igiene (1861), Un giorno a Madera. Una pagina dell’igiene dell’amore (1868), Quadri della natura umana. Feste ed ebbrezze (1871), L’arte di non ammalarsi (1884), Fisiologia della donna (1893), nonché di romanzi quali L’anno 3000: sogno (1897) e Testa (1887). Nel 1862 fondò, con Gemello Gorini, il periodico L’Igea. Giornale d’igiene e medicina preventiva, che nel 1873 divenne Il Medico di casa, mentre nel 1881 pubblicò a Milano il Dizionario d’igiene per le famiglie, che ebbe una grande fortuna.
Membro del Consiglio superiore di sanità, fu tra i promotori della Società italiana di igiene e ricoprì diverse cariche politiche: fu consigliere comunale a Milano, deputato in Parlamento in varie legislature e senatore a partire dal 1876.

Elena Canadelli
25/08/2017

Bibliografia

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Fonte iconografica

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