Enzo Morpurgo

Casale Monferrato (Alessandria), 27 Agosto 1920 – Milano, 16 Novembre 2002

Biografia

Di famiglia ebraica, nasce da Umberto, ingegnere civile, e da Elda Ottolenghi. Compie i primi studi a Milano, poi frequenta il liceo classico a Senigallia, superando l’esame di maturità ad Ancona a 17 anni non ancora compiuti. Di nuovo a Milano, nel 1937 sceglie di studiare medicina. Le leggi razziali promulgate l’anno successivo gli avrebbero impedito di iscriversi, ma essendo già immatricolato – così prevede la legge – può continuare gli studi. Nel 1943 però è costretto a rifugiarsi con la famiglia in un paese dell’Appennino, dove scrive il primo racconto Il fiume fedele, che diventerà poi il titolo del suo primo volume narrativo. L’anno successivo i Morpurgo si trasferiscono a Roma, costretti tuttavia a rimanere nascosti fino alla liberazione della città, che avviene nel mese di giugno. A quel punto Enzo riprende l’università e nello stesso 1944 si laurea con il massimo dei voti. La laurea gli verrà convalidata a Milano nel 1945, ma intanto il soggiorno romano gli dà occasione di frequentare per due anni la Clinica neuropsichiatrica diretta da Ugo Cerletti, dove lavora come assistente e pubblica i primi lavori di carattere neurologico. Nel 1946 ritorna a Milano e l’anno successivo consegue la specializzazione in neuropsichiatria. Collabora con il Laboratorio di fisiologia veterinaria, svolgendo alcune ricerche di neurochimica, tra cui quelle sul “neurochetone”, un estratto cerebrale di origine animale che produce modificazioni del comportamento anche nell’uomo.
Nel 1949 inizia a lavorare all’Ospedale di Niguarda, dove conosce Elvio Fachinelli, a cui lo legherà un durevole rapporto di stima e amicizia. È proprio grazie al lavoro in ospedale che Morpurgo si confronta per la prima volta con le realtà economiche e sociali dei ricoverati. Tale confronto lo induce a impegnarsi in prima persona a favore delle classi più svantaggiate: si tratta di un impegno politico che culminerà, dieci anni più tardi, nell’apertura del Consultorio popolare del quartiere Niguarda, un luogo nato per fornire assistenza psicoterapeutica completamente gratuita alla classe operaia.
Interessato alla filosofia della scienza e alla psicoanalisi, Morpurgo conosce e collabora con importanti studiosi quali Silvio Ceccato, Maria del Pra, Enzo Paci, Giulio Preti, Ferruccio Rossi-Landi e Cesare Musatti, psicoanalista molto attento alla filosofia della conoscenza. Nel 1960 riceve dal Centro di cibernetica l’incarico di svolgere uno studio sulla teoria della Gestalt.
Nell’ambito della psichiatria, sempre negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento collabora con le cliniche svizzere di Kreuzlingen, diretta da Ludwig Binswanger, e di Rive de Prangins, entrambe all’avanguardia per l’assistenza protetta dei pazienti più gravi. Inoltre la lettura dei testi di Freud e di Enrico Morselli lo inducono a praticare una psichiatria psicoterapica non esclusivamente organicistica. Dopo aver fatto l’analisi con Pietro Veltri, si associa alla Società psicoanalitica italiana, di cui è critico e partecipe al tempo stesso.
Nel fermento della Milano degli anni Sessanta, diventa amico degli Ottieri (lo scrittore Ottiero e la moglie Silvana Mauri, editore), dei Guiducci (Roberto, ingegnere e sociologo e la moglie Armanda, scrittrice), dei Momigliano (Franco, economista e la moglie Luciana Nissim, psicoanalista). Appassionato al dibattito politico culturale di quegli anni, fonda numerosi gruppi di lavoro interdisciplinari, formati da filosofi, psichiatri, sociologi, psicoanalisti, il cui tema principale è il rapporto tra classi sociali e salute o malattia mentale. Tentando di conciliare psicoanalisi e marxismo – conciliazione di fatto ostacolata sia dagli psicoanalisti sia dai marxisti –, influenzato dal pensiero di Wilhelm Reich, Morpurgo dà vita all’esperienza del Consultorio popolare di Niguarda, e successivamente all’associazione Psicoterapia critica, sorta nel 1976, che negli anni della riforma psichiatrica manterrà una posizione particolare, distanziandosi sia dalla psichiatria farmacologica e asilare, sia dalla corrente basagliana (che considerava psicoterapia e psicoanalisi degli strumenti borghesi di controllo e di dominio). Per i primi anni, grazie all’Assessorato alla sanità della Provincia di Milano, l’associazione avrà sede in alcuni locali della Società Umanitaria. Numerosi i convegni e i dibattiti organizzati su temi importanti, quali psicoanalisi e classi sociali, psicoanalisi come scienza e pratica sociale, psicoanalisi e letteratura come strumenti di conoscenza dell’uomo. Tra gli interlocutori più assidui, lo psicoanalista Franco Fornari.
 
Elisa Montanari
02/10/2015
 

Bibliografia

Egidi, V. & Micheli, N. Enzo Morpurgo: profilo biografico e nota bibliografica. In: Voltolin A. (a cura di) (1996). Elogio della psicoanalisi. Milano: FrancoAngeli.
Vegetti Finzi, S. (1986). Storia della psicoanalisi. Milano: Mondadori.

Opere

(1960). Sulle azioni di un particolare estratto cerebrale (neurochetone), Rivista sperimentale di freniatria, vol. LXXXIV, fasc. II, 511-514.
(1960-61). Le scuole psicologiche. Presentazione critica della Gestalt Theorie. In: Traveaux du Centro di cibernetica, Rapport CETIS n. 24, Euratom-C.C.R., Ispra. [ciclostilato a circolazione interna]
(1967). Il fiume fedele. Milano: Rizzoli.
(1973). L’esperienza di Niguarda. In: Psicoanalisi e politica. Milano: Feltrinelli.
(1976) (con Massucco Costa A., Musatti C., Manieri F.). Marxismo e psicoanalisi. Roma: Newton Compton.
(1981). La psicoanalisi tra scienza e filosofia. Torino: Loescher.
(1985). I territori della psicoterapia. Milano: Angeli.
(1987) (con Valeria Egidi). Psicoanalisi e narrazione. Le strategie nascoste della parola. Ancona: Il lavoro editoriale.
(1987). Vallememoria. Ancona: Il lavoro editoriale.
(1988). Fra tempo e parola. Figure del dialogo psicoanalitico. Milano: Angeli.
(1998). Chi racconta  a chi? Il dialogo psicoanalitico e gli enigmi della soggettività. Milano: Angeli.
back to top