Benussi e i sintomi respiratori della menzogna: alle origini del “lie detector”

La Lüge, quella che in italiano sarà la "finzione" o la "menzogna", e in particolare i suoi sintomi respiratori (gli Atmungssymptome), è un tema della produzione scientifica di Vittorio Benussi, il quale, fra le altre cose, viene ricordato proprio come inventore del lie detector o "macchina della verità".
Benussi, nel suo articolo pionieristico Die Atmungssymptome der Lüge (1914), il primo di una serie di contributi sulla psicologia forense, allontanandosi dai temi che fino a quel momento erano stati oggetto delle sue pubblicazioni, si volge a un settore di ricerche nuovo, quello della psicologia della testimonianza, e si propone di determinare sperimentalmente concomitanti somatiche differenziali costanti ("sintomi") per le due situazioni di coscienza, fra loro opposte, date dalla consapevolezza di mentire e dalla consapevolezza di essere sinceri durante una testimonianza rilasciata di fronte a un gruppo di persone.
In questo senso, gli studi di Benussi in psicologia della testimonianza, come in generale tutta la sua attività scientifica, possono dirsi espressione di una psicologia "di ordine superiore" che, nella volontà di una determinazione rigorosa del fenomeno psichico, non si accontenta dello strumento logico-linguistico, che pure utilizza in modo estremamente raffinato, ma vede nella verifica sperimentale un momento fondamentale.
È nella fase sperimentale che Benussi dimostra, nelle ricerche, grande creatività, nonché capacità grafica e genialità, progettando e facendo costruire, egli stesso, numerosi strumenti e apparecchi. Nei lavori di Benussi emerge così il raccordo "naturale" tra il sofisticato approccio teorico-cognitivo della scuola di Graz e la metodologia sperimentale degli esponenti del suo laboratorio.
Alla ricerca sui "sintomi respiratori" fa da sfondo la concezione che Benussi aveva degli atteggiamenti intellettivi, già presentata nell'articolo del 1905 Gli atteggiamenti intellettivi elementari ed i loro oggetti, ma vi aggiunge l'esplicito riferimento a una corrispondente espressività somatica. In particolare, l'attenzione di Benussi è rivolta alle espressioni involontarie che "tradiscono" un processo interiore che non si intende palesare. In questo caso, il segno espressivo, di natura essenzialmente fisiologica, "inchioda" il soggetto osservato.
Gli esperimenti di Benussi si concentrano sulla funzione respiratoria, che era già stata studiata in precedenza, quale parametro oggettivo di controllo degli stati emotivi, nella scuola di Lipsia, da ricercatori come Meumann, Rehwoldt, Salow. L'aspetto veramente innovativo della sperimentazione di Benussi consiste nel fatto che essa ha rilevato che la costanza dei fenomeni respiratori non dipende né dalla frequenza, né dalla profondità del respiro, bensì dalla struttura complessiva delle diverse fasi respiratorie. Utilizzando il parametro del quoziente respiratorio fondamentale di Störring (rapporto fra la durata dell'inspirazione e la durata dell'espirazione; in simboli, Q = I/E), Benussi dà una formulazione matematica del fenomeno con le "leggi dei quozienti della menzogna e della sincerità".
Le ricerche di Benussi ricalcano quelle condotte da vari studiosi in campo fisico e fisiologico, a cavallo tra Ottocento e Novecento, per determinare meglio la natura di fenomeni caotici, con l'utilizzo di "stratagemmi" tipici di natura strumentale (che vanno dai poligrafi alle fotografie). Si pensi agli esperimenti di Ernst Mach e della sua scuola, a quelli di Alfred Lehmann, fonte preziosa per Benussi, o a quelli di Etienne-Jules Marey, del cui pneumografo Benussi si avvarrà anche nel periodo di Padova, per l'analisi delle concomitanti respiratorie degli stati vigili e ipnotici.
L'applicazione del metodo proposto a casi reali permetterà, conclude Benussi, di stabilire se esso, oltre a quello teoretico, abbia anche un valore pratico, per la pedagogia e la criminologia.
Qui si apre un altro filone di ricerca, che si ricollega direttamente agli studi sul lie detector o macchina della verità: l'utilizzo del metodo dei "sintomi respiratori" per fini pratici, in particolare in psicologia della testimonianza e in psicologia criminale. Lo studio della menzogna e della sua espressione rientra, infatti, nel campo di ricerca della psicologia della testimonianza, che ha avuto un decisivo sviluppo proprio grazie al contributo di Benussi col metodo dei "sintomi respiratori" e all'elaborazione, basata sulla distinzione tra "testimonianze in laboratorio" e "testimonianze concrete", che ne è stata proposta dal suo allievo Cesare Musatti.
Uno studioso interessato alla questione dei "sintomi respiratori" (strettamente correlata a quella delle origini della macchina della verità) si potrebbe allora porre il compito di ricostruire, per quanto possibile, l'iter che ha portato Benussi allo studio dei correlati psicofisiologici della menzogna e ai risultati da lui ottenuti e presentati nell'articolo del 1914; e ancora il panorama scientifico in cui egli ha operato e le teorie che possono avere influenzato le sue ricerche sull'argomento.
Il Fondo Benussi risulta così una fonte preziosa per operare una ricostruzione storica di questo tipo, principalmente attraverso l'analisi dei documenti raccolti nella partizione Didattica, ovvero dei materiali che Benussi raccoglieva in vista delle sue lezioni.
Se guardiamo alle prime cinque Didattiche del Fondo (quelle in lingua tedesca, del periodo di Graz), una prima indicazione di massima può essere data dai loro stessi titoli: nel caso specifico, titoli con parole come Lüge, Aufrichtigkeit, Atmungssymptome (nella variante Athmungssymptome, con l'h, in quanto Benussi usa spesso la grafia tedesca antica, come pure in Gedächtniss con due s o in Litteratur con due t).
Quindi si può passare, come qui illustrerò, a una ricerca più generale, seguendo l'iter della produzione scientifica di Benussi attraverso gli anni e le Didattiche del Fondo Benussi.
Nella Didattica 1 (ante 1902-1908) non viene trattata la Lüge, né si fa riferimento agli Atmungssymptome. Non c'è ancora un marcato e ben definito interesse per parametri come polso, respiro, né a strumenti che li misurino.
Nella Didattica 2 (anni 1908-1910) comincia a presentarsi questo tema: c'è una sempre maggior attenzione ad argomenti come polso, respiro, in generale correlati fisiologici degli stati psichici. Si veda già la Didattica 2.1 (Psychologie der Gefühle (SS 1908)), con riferimenti al pletismografo, allo pneumografo e all'attenzione; quindi la Didattica 2.5 con la presentazione di tracciati respiratori (datati 1908); fino alla Didattica 2.6 (Physiologische Begleiterscheinungen der Aufmerksamkeit [Rassegna della letteratura]), anch'essa del 1908), che presenta una rassegna della letteratura dei fenomeni fisiologici concomitanti dell'attenzione: ritroviamo schede di lettura e appunti da opere di autori come il citato Alfred Lehmann (1858-1921), di Copenaghen, che fu allievo di Wundt. Nella Didattica 2.19 (Gewichtsversuche) sono raccolti tabelle e diagrammi di esperimenti (del 1908-1909) sulla variazione di frequenza di polso e respiro, nell'ascolto di suoni più o meno piacevoli, nel confronto di pesi, e in generale sui fenomeni concomitanti dell'attenzione.
Nella Didattica 3 (anni 1908-1912) il tema delle ricerche su respiro e polso compare come esempio di esperimenti, nell'ambito di una trattazione, nel corso delle lezioni, dell'esperimento in psicologia, quale mezzo di indagine. Si veda la Didattica 3.5 (Experimentelle Psychologie [WS 1910/1911]).
Con la Didattica 4 (anni 1912-1914) arriviamo agli anni della pubblicazione dell'articolo Die Atmungssymptome der Lüge e troviamo già la prima Didattica, la Didattica 4.1 (del 1912-1913), interamente dedicata a risultati di esperimenti su menzogna e sincerità (Lüge und Aufrichtigkeit. Ergebnisse. Verstellungsversuche), con tabelle sui valori del quoziente respiratorio I/E misurati su vari soggetti. Anche le Didattiche 4.8, sulla "Metodologia in psicologia" (Psychologische Methodik [WS 1912/1913]), e 4.16, sulla "Psicologia" (Psychologie. 42 Vorlesungen [WS 1913/1914]), trattano l'argomento, come esempio nel corso delle lezioni.
Nella Didattica 5 (anni 1913-1918), accanto alle Didattiche su Lüge e Aufrichtigkeit, cominciano a comparire Didattiche dedicate alla psicologia forense, di cui l'articolo del 1914, come detto, può essere considerato un primo contributo: ci sono la Didattica 5.7 (Forensische Psychologie. 21 Vorlesungen [SS 1915 e SS 1918]) e la Didattica 5.8 (Hauptprobleme der allgemeinen und der forensischen Psychologie (WS 1915/1916)); quindi la Didattica 5.9 (del 1915) con appunti su Aussagepsychologie und Diagnose der Verstellung. Anche nella Didattica 5.13 (Winter-Semester 1916/1917) ritorna il tema dei Verstellungsversuche, come argomento delle lezioni. Infine la Didattica 5.26 (Litteratur für die Arbeit Athmungs- und Pulssymptome von Lüge und Aufrichtigkeit. I sintomi respiratori della finzione. Illusioni di secondo grado) (la penultima delle Didattiche della Didattica 5, del 1918) presenta una rassegna bibliografica sui sintomi di respiro e polso di menzogna e sincerità; nella parte finale, vi sono raccolti alcuni fogli di appunti, scritti in italiano, sull'argomento dei sintomi respiratori della finzione e degli esperimenti svolti in merito.

Verena Zudini

Bibliografia

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Antonelli, M. (a cura di) (2006). Vittorio Benussi. Sperimentare l'inconscio. Scritti (1905-1927). Milano: Cortina.
Benussi, V. (1913). Sintomi respiratori della finzione. Rivista di psicologia9, 292-293.
Benussi, V. (1914). Die Atmungssymptome der Lüge. Archiv für die gesamte Psychologie, 31, 244-273. Ripubblicato in M. Antonelli (a cura di) (2002). Volume 1 (pp. 365-394). Traduzione italiana in M. Antonelli (a cura di) (2006) (pp. 165-190).
Benussi, V. (1918). Lüge und Aufrichtigkeitsdiagnose. Der Friede1(15), 359-361.
Benussi, V. (1918). Aus der forensischen Psychologie (Die Fehlerwurzeln unserer Aussagen). Der Friede2(39), 301-303 e 2(40), 323-326.
Lehmann, A. (1892). Die Hauptgesetze des menschlichen Gefühlslebens. Leipzig: Reisland.
Lehmann, A. (1899-1905). Die körperlichen Äusserungen psychischer Zustände. 3 Voll. Leipzig: Reisland. Vol. 1. Plethysmographische Untersuchungen (1899); Vol. 2. Die physischen Äquivalente der Bewusstseinserscheinungen (1901); Vol. 3. Elemente der Psychodynamik (1905).
Musatti, C. L. (1930). Ricerche sulla diagnosi pneumografica delle testimonianze col metodo Benussi. Archivio Italiano di Psicologia8, 25-50.
Musatti, C. L. (1931). Elementi di psicologia della testimonianza. Padova: CEDAM.
Zudini, V. (2006). I sintomi respiratori della menzogna. In M. Antonelli (a cura di) (2006) (pp. 66-69).
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