L’archivio di Gaetano Kanizsa

Soggetto produttore

L'archivio dello psicologo triestino Gaetano Kanizsa è conservato nello studio del prof. Riccardo Luccio, suo amico e collega, presso il Dipartimento di Scienze della vita (ex Dipartimento di Psicologia) dell'Università degli studi di Trieste. I documenti, donati dalla famiglia Kanizsa al professore, sono stati da quest'ultimo gentilmente messi a disposizione per il riordino, l'inventariazione, la digitalizzazione e la pubblicazione sul presente portale. Il lavoro è stato realizzato dal Dipartimento di psicologia dell'Università degli studi di Trieste in collaborazione con il Centro Aspi – Archivio storico della psicologia italiana nell'ambito del progetto Firb.
Per la maggior parte, l'archivio è costituito da documenti riguardanti l'attività scientifica di Kanizsa. Numerosi sono in particolare i disegni, che riproducono effetti relativi ai fenomeni del completamento amodale, dei margini quasi percettivi, della trasparenza. Interessanti anche i ritagli di giornale in cui sono identificabili alcuni degli effetti percettivi studiati da Kanizsa, a dimostrazione della sua propensione a trarre spunto da fatti della vita quotidiana per gli studi scientifici.
Prima del riordino, i documenti si trovavano raccolti in cartelline colorate ed erano, nella maggior parte dei casi, privi di organizzazione cronologica e/o tematica. Nel corso del lavoro di riordino e inventariazione, le carte sono state suddivise in tre partizioni: "Carteggio", "Documenti" e "Materiale grafico e fotografico".
La partizione "Carteggio", nella quale sono contenuti gli scambi epistolari di Kanizsa, è stata a sua volta suddivisa in tre serie: "Lettere di Kanizsa", "Lettere a Kanizsa" e "Lettere di altri ad altri". Tra i carteggi rilevanti si segnalano quelli con lo psicologo tedesco Wolfgang Metzger (1899-1979) e con lo psicologo francese Jean Beuchet.
Anche la partizione "Documenti" è stata suddivisa in tre serie: "Scritti scientifici" (composta prevalentemente dal numeroso materiale relativo al tema del completamento amodale), "Convegni e congressi" e "Scritti di altri". Numerose, in quest'ultima serie, sono soprattutto le bozze di articoli di studiosi che chiedevano di pubblicare nel Giornale italiano di psicologia, di cui Kanizsa era direttore.
L'archivio è inoltre ricco di disegni, molti dei quali realizzati a mano dallo stesso Kanizsa, e di immagini pubblicate nei suoi libri o articoli più significativi, quali Vedere e pensare (1976), Contorni soggettivi (1976), Grammatica del vedere (1980). I disegni e le immagini sono conservati nell'ultima partizione "Materiale grafico e fotografico".

Grazia Caporusso
back to top