Archivio Ernst e Dora Bernhard

Soggetto produttore

L’archivio Bernhard è conservato presso il Centro Aspi – Archivio storico della psicologia italiana dell’Università di Milano-Bicocca e comprende i materiali relativi all’attività scientifica e professionale della coppia di psicoterapeuti tedeschi Ernst Bernhard e Dora Friedlaender.
I materiali si trovavano presso il loro studio di via Gregoriana 12 a Roma. Alla morte di Dora, avvenuta nel 1998, l’archivio fu affidato dal curatore testamentario a Luciana Marinangeli, collaboratrice di Ernst per incarico di Mario Moreno, la quale ha conservato le carte nella propria abitazione romana fino al 2017, quando le ha donate al Centro Aspi. Nell’archivio sono confluiti anche alcuni piccoli nuclei provenienti da allievi di Bernhard, quali Mario Realfonzo (1998) e Silvia Rosselli (2015).
All’interno dell’archivio sono distinguibili le due grandi partizioni relative ai due coniugi, che operarono molto insieme. Alla morte di Ernst, avvenuta nel 1965, Dora proseguì la pratica di psicoterapia nella casa romana, coltivando rapporti internazionali con amici e colleghi.
L’attività di Ernst è documentata a partire dalla metà degli anni ’30 del Novecento, quando a seguito della persecuzione razziale fugge da Berlino e decide di stabilirsi in Italia, dove rimane fino alla sua morte avvenuta nel 1965. Numerosi sono gli appunti, per lo più frutto dei risultati delle analisi condotte, in cui annota le sue riflessioni sui sogni riferiti dai pazienti e le interpretazioni relative. Nella corrispondenza con gli allievi/pazienti tratta argomenti diversi legati a patologie quali l’isterismo o l’agorafobia. Nell’ambito dei rapporti con i colleghi, si segnala la corrispondenza con Franz N. Riklin, Presidente dell’Istituto di Psicologia analitica C.G. Jung di Zurigo (1960-1963).
Di profondo interesse per Ernst è il tema religioso, in particolare la relazione tra ebraismo e cristianesimo, che affronta in alcuni scritti e nell’introduzione all’edizione italiana del trattato di Jean Pierre De Caussade, Abbandono alla provvidenza divina (1951, di cui in archivio si conservano le bozze).
I temi fondanti del suo pensiero sono affrontati nelle Conversazioni, sia con Dora (famose quelle del periodo di prigionia nel campo di concentramento di Ferramonti, Cosenza, dal giugno 1940 all’aprile 1941), sia con i suoi allievi, in particolare Silvia Rosselli, Hélène Erba-Tissot, Tom Carini e Ivan Vander. Di alcune di queste Conversazioni rimangono le trascrizioni dei nastri.
Ernst studia chirologia con Julius Spier e utilizza l’esame della mano come strumento di indagine psicanalitica. Nei fascicoli dei seminari tenuti presso il Circolo di psicologia nel 1935 su incarico di Carl Gustav Jung, numerosi sono gli esempi di analisi chirologiche, con le relative interpretazioni a supporto delle sue tesi. Un altro strumento d’indagine che Ernst adopera frequentemente nella pratica clinica è l’oroscopo del paziente e dei suoi ascendenti; anche in questo caso sono numerosissime le carte astrali presenti nelle cartelle dei soggetti esaminati. L’archivio conserva inoltre un consistente fascicolo di materiali su I Ching, libro sacro della cultura cinese, utilizzati da Ernst per i seminari della Fondazione Eranos del 1951 e del 1958.
Ernst pubblica poco in vita: il suo studio Il complesso della Grande Madre. Problemi e possibilità della psicologia analitica in Italia esce nel 1961, pochi anni prima della sua morte, sulla rivista “Tempo Presente”. Nel 1963 viene pubblicato il suo saggio The Tasks confronting analytical Psychology in Italy, nella raccolta di studi curata da Michael Fordham, Contact with Jung. Essays on the influence of his work and personality.
Tra i materiali conservati nell’archivio sono presenti le bozze del suo lavoro più importante, Mitobiografia, pubblicato postumo per la prima volta nel 1969 a cura di Hélène Erba-Tissot.
Un cospicuo nucleo della sezione d’archivio relativa a Dora è costituito dal carteggio familiare, risalente ai primi decenni del Novecento: le lettere del fidanzato Otto Krebs (1915-1916) morto in guerra; la corrispondenza con la madre Martha e il padre Ludwig nel periodo degli studi a Berlino e a Monaco (1914-1924); il fitto rapporto epistolare con la sorella Marianne (detta confidenzialmente Butzi) dagli anni giovanili fino alla sua morte nel 1950.
Dora ha numerosi rapporti con colleghi e pazienti, con cui a volte stringe relazioni d’amicizia: per esempio Aniela Jaffe, segretaria di Jung, e diversi personaggi di spicco quali l’artista austriaca Bella Vichon, lo scultore Lorenzo Guerrini, il linguista e semiologo russo Roman Jacobson, il medico tedesco Ferdinand Huneke, la scrittrice americana Caroline Ferguson Gordon. Le relazioni sono documentate dai carteggi, a volte anche con i familiari degli interlocutori; non mancano cartoline, biglietti augurali, fotografie.
Anche Dora, come Ernst, utilizza la carta astrale come strumento d’analisi; di frequente nei fascicoli di pazienti e amici si trovano i corrispettivi quadri astrali con appunti e commenti.
Dora partecipa ai seminari della Fondazione Eranos (dalla parola greca “banchetto”), fondata nel 1933 ad Ascona sulla sponda svizzera del Lago Maggiore. La Fondazione nasce dall’ispirazione e dai temi di studio di Carl Gustav Jung, di cui si propone di sviluppare e diffondere il pensiero, ed è tuttora esistente. Nell’archivio rimangono i materiali usati da Ernst e Dora per la preparazione delle loro relazioni e i programmi delle attività della Fondazione fino ai primi anni 2000.
Molta documentazione, soprattutto quella di carattere scientifico, è in lingua tedesca, come il carteggio familiare, mentre i rapporti epistolari con pazienti e amici sono, in funzione degli interlocutori, in italiano o in inglese.
L’archivio, che si compone complessivamente di più di 200 fascicoli (unità archivistiche), per una consistenza complessiva di 5 metri lineari, è attualmente in fase di riordino e inventariazione. Sarà consultabile su questo portale, fatta eccezione per le parti soggette a privacy, a partire dagli inizi del 2020.

Flora Santorelli
05/08/2019

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The Bernhard archive is kept at the Aspi Center – Historical Archive of Italian Psychology of the University of Milano-Bicocca. It includes materials related to the scientific and professional activity of the German psychotherapist couple Ernst Bernhard and Dora Friedlaender. The materials were found in their studio in Via Gregoriana 12 in Rome. At the death of Dora, in 1998, the archive was entrusted by the testamentary curator to Luciana Marinangeli, collaborator of Ernst on behalf of Mario Moreno, who kept the papers in her Roman house until 2017, when she donated them to the Aspi Center. The archive also brought together some small groups of materials stemming from Bernhard’s students, such as Mario Realfonzo (1998) and Silvia Rosselli (2015).
Inside the archive, the two large partitions relating to the two spouses can be distinguished, who worked a lot together. At Ernst’s death in 1965, Dora continued the practice of psychotherapy in the Roman house, cultivating international relationships with friends and colleagues.
Ernst’s activity has been documented since the mid-1930s when he escaped from Berlin after the racial persecution and decided to settle in Italy, where he remained until his death in 1965. There are many notes, for mostly the result of the analyzes carried out, in which he notes his reflections on the dreams reported by the patients and the relative interpretations. In correspondence with students/patients, he treats different topics related to diseases such as hysteria or agoraphobia. In the context of relations with colleagues, we note the correspondence with Franz N. Riklin, President of the Institute of Analytical Psychology C.G. Jung of Zurich (1960-1963).
Of deep interest for Ernst is the religious issues, in particular, the relationship between Judaism and Christianity, which he addresses in some writings and the introduction to the Italian edition of the treatise by Jean Pierre De Caussade, Abbandono alla provvidenza divina (Abandonment to Divine Providence, 1951, of which in the archive the drafts are preserved).
The founding themes of his thought are addressed in the Conversazioni (Conversations), both with Dora (famous those of the period of imprisonment in the concentration camp of Ferramonti, Cosenza, from June 1940 to April 1941) and with his students, particularly Silvia Rosselli, Hélène Erba-Tissot, Tom Carini and Ivan Vander. Some transcriptions of the tapes of these Conversations remain.
Ernst studies chirology with Julius Spier and uses the examination of the hand as a psychoanalytic investigation tool. In the seminar papers held at the Circle of Psychology in 1935 on behalf of Carl Gustav Jung, there are numerous examples of chirological analysis, with the related interpretations supporting his theses. Another investigative tool that Ernst frequently uses in clinical practice is the patient’s horoscope and his ascendants; also in this case, there are numerous astral charts present in the folders of the subjects examined. The archive also contains a substantial file on I Ching, the sacred book of Chinese culture, used by Ernst for the seminars of the Eranos Foundation of 1951 and 1958.
Ernst publishes little in life: his study Il complesso della Grande Madre. Problemi e possibilità della psicologia analitica in Italia (The complex of the Great Mother. Problems and possibilities of analytical psychology in Italy) came out in 1961, a few years before his death, in the journal “Tempo Presente”. In 1963 he published his essay The Tasks confronting analytical Psychology in Italy, in the collection of studies edited by Michael Fordham, Contact with Jung. Essays on the influence of his work and personality..
Among the materials preserved in the archive are the drafts of his most important work, Mitobiografia (Mitobiography), published posthumously for the first time in 1969 by Hélène Erba-Tissot.
A conspicuous nucleus of the archive section related to Dora consists of the family correspondence, dating back to the early decades of the twentieth century: the letters of the boyfriend Otto Krebs (1915-1916) who died in the war; correspondence with her mother Martha and her father Ludwig during her studies in Berlin and Munich (1914-1924); the dense epistolary relationship with her sister Marianne (confidentially called Butzi) from her youth until her death in 1950.
Dora has numerous contacts with colleagues and patients, with whom she sometimes establishes friendship relationships: for example, Aniela Jaffe, Jung’s secretary, and several leading figures such as the Austrian artist Bella Vichon, the sculptor Lorenzo Guerrini, the linguist and semiologist Russian Roman Jacobson, the German doctor Ferdinand Huneke, the American writer Caroline Ferguson Gordon. The reports are documented by correspondence, sometimes even with the family members of the interlocutors; there are also postcards, greeting cards, photographs.
Even Dora, like Ernst, uses the astral chart as an analysis tool; frequently in the patient and friend files, there are the corresponding astral pictures with notes and comments.
Dora joins the seminars of the Fondazione Eranos (from the Greek word “banquet”), founded in 1933 in Ascona on the Swiss shore of Lago Maggiore. The Foundation was born from the inspiration and the study themes of Carl Gustav Jung, whose aim is to develop and spread the thought, and it still exists. The archive contains the materials used by Ernst and Dora for the preparation of their reports and the programs of the Foundation’s activities until the early 2000s.
A lot of documentation, above all of a scientific nature, is in German, like family correspondence, while correspondence with patients and friends are, depending on the interlocutors, in Italian or English.
The archive is currently reorganized and inventoried. The inventory will be searchable, with the exception of the parts subject to the privacy, on the website of the Aspi Center – Historical Archive of Italian Psychology of the University of Milano-Bicocca starting from the beginning of 2020. The inventory is written in Italian, but the original documents will be digitized at high resolution and made available to scholars.

 

Bibliografia

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