Le carte di Berta von Kessler Neumann

Le carte della psicoterapeuta Berta Neumann sono conservate presso il centro Aspi – Archivio storico della psicologia italiana dell’Università di Milano-Bicocca, a cui sono state donate rispettivamente nel marzo 2018 dai nipoti Claudia, Francesca e Tommaso Norsa, e nel giugno 2018 dalla sua allieva e collega Eugenia Omodei Zorini.
Una parte dei documenti si trovava infatti ancora custodita presso l’abitazione della psicoterapeuta a Milano, mentre due faldoni e una scatola di scritti scientifici e audiocassette erano stati affidati dopo la sua morte alla dottoressa Omodei Zorini, che li conservava nel suo studio milanese.
In occasione dell’acquisizione da parte dell’Aspi, la documentazione è stata riunita ed è ora costituita complessivamente da circa 60 fascicoli. Non si tratta tuttavia di un archivio completo, poiché comprende solo ciò che si è salvato fortunosamente dai traslochi e dalle guerre che segnarono la vita di Berta Neumann.
Le carte che si trovavano nella sua abitazione, databili tra il 1860 e il 1976, sono composte da 23 fascicoli (molti dei quali conservano il titolo originale di lavoro dato dalla stessa Neumann) e 4 dattiloscritti rilegati. Si tratta di documenti personali e relativi alla carriera (libretti universitari, attestati e diplomi), materiali di lavoro (test e documentazione clinica, prove diagnostiche di Rorschach, quaderni di appunti, dattiloscritti e manoscritti prevalentemente riguardanti la psicodiagnostica di Rorschach, la schizofrenia e la psicoterapia), carte famigliari, fotografie e necrologi. I dattiloscritti rilegati riguardano un progetto di lavoro sulla paranoia, le teorie del Rorschach, la dinamica dell’angoscia nel test di Rorschach e vari materiali in lingua tedesca di autori diversi. Tra i documenti, si segnala la presenza di un testo autobiografico di Berta Neumann e di un piccolo nucleo di lettere scambiate con Agostino Gemelli, Camillo Pellegatta, Berthold Rothschild e Livio Sichirollo. Tra i casi clinici, ve ne sono molti provenienti da Villa Fiorita, la casa di cura di Brugherio dove la Neumann lavorava sotto la direzione di Virginio Porta.
La documentazione che si trovava invece presso lo studio di Eugenia Omodei Zorini, risalente grosso modo agli anni 1950-1976, è conservata in 2 faldoni (che recano sul dorso le scritte “Neumann. Casi” e “Neumann. Scritti”) contenenti prevalentemente carte manoscritte e dattiloscritte relative a casi clinici analizzati dalla psicoterapeuta (alcuni pubblicati e altri inediti), estratti di pubblicazioni, bozze di relazioni, testi di lezioni e due lettere di Gaetano Benedetti e Alfred Storch. Ai faldoni si aggiunge poi una scatola contenente 9 audiocassette delle supervisioni di Berta Neumann e 6 fascicoli relativi ai suoi lavori sul Rorschach (alcuni dei quali in collaborazione con Omodei Zorini), al test di Szondi e alle pubblicazioni di altri autori sul Rorschach stesso e sulla schizofrenia.
Aggregato alle carte vi è anche un piccolo fondo librario, composto da alcuni estratti di pubblicazioni e da alcuni trattati di medicina, appartenuti sia alla psicoterapeuta che a suo marito, il medico Franz Neumann.
 
Paola Bianchi e Paola Zocchi
04/07/2018
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