L’archivio di Luisa Levi

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L'archivio di Luisa Levi è conservato presso la famiglia a Venezia.
Non ancora riordinato e inventariato, è raccolto in 18 faldoni e si trova in buono stato di conservazione. Contiene la documentazione, abbastanza completa, prodotta da Luisa Levi nel corso della sua attività privata, scientifica e politica a partire dal periodo universitario (1912 circa) fino alla fine degli anni '70 del Novecento.
In particolare, l'archivio è ricco di manoscritti e dattiloscritti relativi alla neuropsichiatria infantile nelle sue varie declinazioni e ai casi clinici seguiti dalla Levi. Ai 22 diari dell'attività clinica, ai blocchi di appunti e alle perizie psichiatriche, si affiancano manufatti, disegni e scritti di piccoli pazienti, carteggi con colleghi e responsabili delle strutture di accoglienza, relazioni presentate a convegni e conferenze.
Sono presenti inoltre documenti, curricula e certificati personali, appunti delle lezioni universitarie, carte sciolte relative alla grafologia e alle anomalie della scrittura nell'infanzia, dattiloscritti e carteggi di carattere politico, documentazione amministrativa riguardante la carriera e i rapporti con le istituzioni manicomiali, studi sull'educazione sessuale, carte relative alla libera docenza, nonché fotografie, articoli di giornali e opuscoli a stampa.
Si segnalano infine un "Diario di Luisa Levi cominciato il 3 ottobre 1912" e l'interessante dattiloscritto "La carriera di una donna, scritto autobiografico" del 1978.
Vi è poi, raccolto in un apposito faldone, il materiale relativo al lavoro svolto dalla Levi con lo zio psichiatra Marco Treves, frutto di una collaborazione scientifica assidua che rende spesso difficoltosa l'attribuzione dei documenti all'una o all'altro. Si tratta prevalentemente di appunti e dattiloscritti riguardanti i casi clinici e gli studi di Treves di carattere psichiatrico.
Aggregato all'archivio vi è anche un piccolo fondo librario, ciò che resta della biblioteca smembrata in parte dalla stessa Levi, che prima di morire regalò molti volumi.

Christian Carletti e Paola Zocchi
14/02/2013
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