Cartolina di Giulio Cesare Ferrari alla fidanzata Emilia Giordani (7)

[Parigi, 22 agosto 1900] [1]

Carissima. Mi devi scusare se non mi faccio vivo che irregolarmente (ieri non ti ho mandato nulla), ma credi che in questa baraonda non ci si raccapezza. Tutto il giorno sono occupatissimo e la sera fra inviti a pranzo, champagne, soirés, ecc. non si trova ma il tempo di scrivere neppure una cartolina. Debbo però dirti una cosa, una cosa che non avrei creduto se non mi fosse capitata ed è che ho un vivo desiderio di tornare a casa. Naturalmente tu non c'entri per poco. Ti annuncio col più vivo piacere che il Manicomio [2] e la Rivista [3] hanno avuto la Medaglia d'oro all'Esposizione. Oggi ho dovuto fare a lungo un discorso in francese e sebbene senza voce, pure non è andata malissimo e credo che mi abbia piazzato bene. Non vedo l'ora di avere un momento di libertà per dirti in lettera chiusa tutto il bene che ti voglio. Il Bramino mi ha invitato in India e una gobba mi fa l'occhietto.
Tuo sempre G.C.
 
[1] La data riportata da altra mano sul documento originale non corrisponde a quella effettiva del timbro postale.
[2] Manicomio di San Lazzaro  in Reggio Emilia.
[3] Rivista sperimentale di freniatria.
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