Cartolina di Giulio Cesare Ferrari alla fidanzata Emilia Giordani (6)

[Parigi, 21 agosto 1900] [1]

Carissima. Mi dispiace che tu sia stata in pena ed inquieta sulla sorte delle tue cartoline. Ho ricevuto però tutto quello che mi hai mandato e di cui parli, solo con grande irregolarità. Ricordo per es. che ho ricevuto prima la cartolina del 14 di quella del 13. Iersera ti ho scritto ma ero tanto rimbambito che avrai forse capito poco. Ti basti che mi sono scordato di dirti che ero stato ad un garden party del presidente della Repubblica dove mi ero assai divertito per lo splendore della festa, la bontà dei trattamenti (per cui ho risparmiato il pranzo) ecc. ecc. Se ci fossi stata! Oggi primo giorno del Congresso. Io avevo una comunicazione, ma mi si è abbassata improvvisamente la voce e non posso dire una parola se non a bassa voce. Oggi tempo orribile, piove ogni momento e come piove a Parigi, cioè a catinelle, anzi la prima spesa sarà un ombrello. Gli inviti si moltiplicano, giovedì sera sarà dal principe Rolando Bonaparte. Se mi lasciano la carta d'invito la porterò a tua madre. Ci andrò per lei, perché dicono che sarà una festa magnifica, ma io ne ho assai. Il Congresso ha raté tanto è stato organizzato male, ma sarà interessantissimo. Mi hanno fatto molte feste… È arrivato Mario [2] che sta abbastanza bene. Ti salutano lui e Guzzoni [3]. Del resto niente di nuovo. Saluti a tutti.
Mille baci tuo G.C.
 
[P.S.] Tamb[urini] arriverà questa notte.
 
[1] La data riportata da altra mano sul documento originale non corrisponde a quella effettiva del timbro postale.
[2] Mario Calderoni.
[3] Orazio Guzzoni.
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