Carte Federico Kiesow (Istituto di psicologia sperimentale di Torino)

Soggetto produttore

Inventario a cura di Marina Brondino

Introduzione archivistica
Il fondo dell’Istituto di psicologia sperimentale dell’Università degli studi di Torino, conservato presso la Biblioteca del Dipartimento di Psicologia “Federico Kiesow”, è costituito da 142 unità archivistiche e copre un arco cronologico compreso tra l’ultimo decennio dell’800 e i primi anni Settanta del ‘900. La maggior parte della documentazione riflette l’attività svolta da Federico Kiesow (1858-1940) a Torino nell’ambito degli studi di psicologia sperimentale. In particolare si tratta di carte riguardanti non solo la creazione e l’attività dell’Istituto di psicologia sperimentale, nato per volontà di Kiesow nel 1906 e da lui diretto fino al 1935, ma anche la redazione della rivista Archivio italiano di psicologia, fondata e curata dallo stesso Kiesow e dai suoi collaboratori, e il suo impegno nella Società italiana di psicologia. Purtroppo sono scarsi i documenti relativi alle vicende dell’Istituto dopo la morte del fondatore nel 1940.
Oltre alle carte, il fondo conserva numerose pubblicazioni, fototipi, tavole, disegni e oggetti diversi utilizzati o elaborati in funzione della ricerca sperimentale e della didattica.
Il fondo è stato recuperato nel corso dei lavori di ristrutturazione degli antichi locali dell’Istituto di Psicologia sperimentale, in via Po 18 a Torino, e trasferito presso la Biblioteca. Qui le carte sono state parzialmente descritte in un elenco redatto, tra la fine degli anni Novanta e i primi anni 2000, in occasione dell’allestimento museale della raccolta di strumenti scientifici dell’Istituto, e utilizzate per la redazione di un saggio curato da Anna Gabriella Corallini Vittori, Nel labirinto della psicologia sperimentale. La strumentazione del ‘900: catalogo (suis generis), edizioni Angolo Manzoni, Torino, 2006.
I documenti erano contenuti, con i materiali sperimentali, in 5 scatole e 13 cartelle di grande formato, che non è stato possibile riutilizzare a causa del pessimo stato di conservazione. L’esigua consistenza del materiale e le lacune riscontrate nel corso del riordino lasciano presumere che l’archivio abbia subito una forte dispersione.
Il lavoro di riordino, inventariazione e digitalizzazione dell’archivio è stato realizzato dalla Biblioteca “Federico Kiesow” in collaborazione con il Centro Aspi – Archivio storico della psicologia italiana dell’Università degli studi di Milano-Bicocca nell’ambito di un finanziamento Firb.
Nel lavoro di riordino, iniziato nell’autunno del 2010 e terminato a marzo 2011, si è scelto di strutturare il fondo in sei partizioni (subfondi): le prime quattro riflettono gli ambiti di attività di Federico Kiesow (1. Regio Istituto di Psicologia Sperimentale Fondazione Enrico Emilio Pellegrini. Direzione di Federico Kiesow; 2. Archivio Italiano di Psicologia; 3. Società Italiana di Psicologia; 4. Documenti personali), la quinta riguarda la vita dell’Istituto sotto la direzione dei successori di Kiesow (5. Istituto di Psicologia Sperimentale. Carte di Alessandro Gatti e direzioni successive a Federico Kiesow), mentre l’ultima raccoglie materiali eterogenei utilizzati per la didattica e la sperimentazione, trasversali a tutto il periodo di esistenza dell’Istituto (6. Materiali sperimentali).
In particolare la quinta partizione è stata suddivisa in tre serie, intitolate all’allievo che gli succedette sulla cattedra di Psicologia sperimentale, Alessandro Gatti (1858-1940), e ai primi due successori di Kiesow alla direzione dell’Istituto, Annibale Pastore (1868-1956) e Augusto Guzzo (1894-1986).
Nell’ultima partizione sono elencati e descritti i materiali e i documenti utilizzati nella sperimentazione e nell’attività didattica dallo stesso Kiesow e dai suoi collaboratori e successori. Tra questi ultimi si segnala Angiola Massucco Costa (1902-2001), allieva e poi assistente di Kiesow, la cui figura è purtroppo visibile solo in filigrana nell’archivio, che conserva tuttavia numerosi materiali collegabili agli studi che realizzò anche in collaborazione con Alessandro Gatti e alle scelte da lei compiute nell’ambito della didattica e della sperimentazione a partire dal 1964, quando conseguì l’ordinariato di Psicologia sperimentale.
Il materiale documentario è stato condizionato in cartelline semplici in carta a pH neutro (una cartellina per ogni unità archivistica), su cui è stata incollata un’etichetta con la segnatura identificativa, il titolo e la data dell’unità archivistica.
I fascicoli così formati sono poi stati raccolti in faldoni (unità di conservazione) in cartone a dorso regolabile e chiusura con fettuccia denominati in inventario busta. I documenti fuori formato, tavole e materiali sperimentali, sono stati inseriti in fogli di carta a pH neutro sui quali è stata apposta un’etichetta con la segnatura identificativa, il titolo e la data dell’unità archivistica, e racchiusi in contenitori di cartone a pH neutro appositamente costruiti in due formati diversi, denominati in inventario rispettivamente cartella e contenitore (quest’ultimo in forma di parallelepipedo per la conservazione di grandi tavole murali). Una parte dei materiali sperimentali, tra cui le diapositive, sono stati inseriti in scatole (così denominate in inventario) appositamente costruite. In tre casi i materiali sperimentali erano in origine contenuti in valigette di legno collocate in armadi, in inventario la collocazione è definita armadio. Su tutte le unità di conservazione è stata apposta un’etichetta con l’indicazione dell’ente, della denominazione del fondo, del numero progressivo dell’unità di conservazione e dei codici identificativi delle unità archivistiche contenute.
Si è scelto di proteggere i registri inserendoli in cartelline, per assicurare loro migliori condizioni di conservazione. Tutti i materiali utilizzati per il condizionamento sono a pH neutro per una conservazione ottimale delle carte.
L’inventario prodotto è disponibile alla consultazione in forma sia cartacea sia informatizzata, tramite il file di stampa in formato RTF leggibile con Word per Windows XP e il database Arianna con il quale è possibile effettuare ricerche complesse sulle schede compilate (una scheda per ogni unità).
Si è provveduto infine alla digitalizzazione dei documenti, resi disponibili alla consultazione, con l’inventario, sia presso l’ente conservatore, sia sul presente portale del Centro Aspi – Archivio storico della psicologia italiana.

Al fine di agevolare la comprensione delle vicende storiche dell’Istituto di Psicologia sperimentale dell’Università di Torino, si fornisce un elenco dei rettori dal 1903 al 1975:
Gian Pietro Chironi dal 1903/1904 al 1905/1906;
Rodolfo Renier 1906/1907;
Lorenzo Camerano dal 1907/1908 al 1909/1910;
Francesco Ruffini dal 1910/1911 al 1912/1913;
Romeo Fusari dal 1913/1914 al 1916/1917;
Giovanni Vidari dal 1917/1918 al 1919/1920;
Carlo Fabrizio Parona dal 1920/1921 al 1921/1922;
Vittorio Brondi dal 1922/1923 al 1923/1924;
Alfredo Pochettino dal 1924/1925 al 1927/1928;
Silvio Pivano dal 1928/1929 al 1936/1937;
Azzo Azzi dal 1937/1938 al 31 agosto 1943;
Luigi Einaudi 128 settembre 1943;
Ferdinando Neri 29 settembre – 28 ottobre 1943;
Azzo Azzi dal 29 ottobre 1943 al 25 aprile 1945;
Luigi Einaudi dal 26 aprile al 21 ottobre 1945, in questo periodo fu incaricato delle funzioni di rettore in qualità di prorettore Mario Allara in quanto Luigi Einaudi era Governatore della Banca d’Italia;
Mario Allara dal 1945/1946 al 1970/1971;
Nel periodo ottobre 1971 – ottobre 1972 le funzioni di rettore vennero svolte dal prorettore Giorgio Cansacchi d’Amelia;
Guido Sasso dal 1972/1973 al 1974/1975;

Segni grafici e abbreviazioni utilizzati:
[] le parentesi quadre indicano: lacune nel testo; testo illeggibile; ricostruzioni testuali operate dall’archivista e dunque da considerarsi incerte; note dell’archivista.
a.a. anno accademico.
b/n bianco e nero riferito a fotografie.
s.d. senza data.
s.l. senza luogo.

Nota storica
Il Regio Istituto di Psicologia sperimentale Fondazione Enrico Emilio Pellegrini nacque nel 1906 come laboratorio collegato al corso di Psicologia sperimentale, allora tenuto da Federico Kiesow presso la Facoltà di Filosofia e lettere dell’Università degli studi di Torino.
Con un atto del 20 giugno 1906, Maurizio e Massimo Pellegrini stabiliscono infatti una rendita annua di mille lire per la fondazione di un laboratorio psicofisico intitolato alla memoria del fratello defunto Enrico Emilio Pellegrini, studente in medicina e allievo dello stesso Kiesow.
Nel luglio 1906 una comunicazione del rettore informava sulla disponibilità di locali nell’ex convento di San Francesco da Paola, da consegnare all’Istituto con la concessione di un’aula per le lezioni in comune con la Scuola di Archeologia. Due anni dopo, nell’autunno del 1908 – come si evince da un carteggio con il Regio Corpo delle Miniere, presso i cui locali era ospitato l’Istituto – Kiesow chiese l’assegnazione di un locale più grande, ottenendolo nello stesso anno. La sede fu quindi fissata in via Po 18, mentre la Fondazione Pellegrini provvide anche a pagare l’affitto di un alloggio in via Bogino 9, a pochi passi dal laboratorio, ad uso del professore.
Nel novembre 1907 Kiesow ottenne inoltre l’assunzione di un inserviente, Carlo Servetti, e di un assistente straordinario, Mario Ponzo. Il professore si impegnò sempre, finché fu direttore, a migliorare le condizioni contrattuali del personale dell’Istituto e in particolare dei suoi assistenti. Da Alessandro Gatti – l’allievo che lo sostituirà sulla cattedra, ma non alla direzione dell’Istituto, a causa della morte prematura avvenuta nel 1938 – sappiamo infatti che Kiesow aiutava i suoi giovani allievi anche permettendo loro di dormire presso i locali dell’Istituto.
La dotazione di strumenti scientifici del laboratorio e di libri e riviste della biblioteca contestualmente creata fu arricchita nel 1909 dallo stesso Kiesow con una donazione cospicua di pubblicazioni e strumenti.
Quando nel 1936 egli lasciò la direzione dell’Istituto, gli succedette Annibale Pastore (1868-1956), filosofo della scienza e logico sperimentale, titolare della cattedra di Filosofia teoretica.
A lui seguirà, nel 1940, il filosofo Augusto Guzzo (1894-1986), già successore, l’anno precedente, di Annibale Pastore sulla cattedra di Filosofia teoretica.
I documenti conservati nell’archivio ci permettono di ricostruire, almeno parzialmente, le vicende dell’Istituto fino alla metà degli anni Sessanta del Novecento, quando Angiola Massucco Costa (1858-1940), già allieva di Kiesow, mantenne vivi in qualche modo lo spirito e le finalità del maestro, fondando e dirigendo l’Istituto di Psicologia sperimentale e sociale presso la Facoltà di Magistero, in continuità con la Fondazione Pellegrini.
Nel 1982, infine, l’Istituto e la Fondazione Pellegrini confluirono nell’attuale Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino, che ne è erede diretto sia per quanto riguarda l’attività scientifica, sia per il patrimonio.
 

Estremi cronologici

1881 – 1971

Consistenza

142 unità
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