Archivio Andrea Verga

Soggetto produttore

Inventario a cura di Paola Bianchi, Nadia Carrisi e Giorgio Sassi
con la collaborazione di Paola Zocchi

L’archivio di Andrea Verga è conservato presso le Civiche Raccolte storiche del Comune di Milano, da cui è stato acquistato nel 1992 sul mercato antiquario, dopo un lungo periodo di permanenza presso gli eredi. Come rilevato da Marco Soresina, l’archivio Verga è frutto di “successive stratificazioni”: al piccolo nucleo di carte di Bartolomeo Panizza raccolte dall’allievo Andrea Verga, si è aggiunta nel tempo la documentazione che testimonia l’attività dello stesso psichiatra di Treviglio, poi passata in eredità al nipote Giovanni Battista Verga, del quale rimangono alcune tracce.
Tra il 2004 e il 2005 è stato realizzato un parziale riordino del materiale ed è stato compilato un elenco di consistenza a cura di Paola Zocchi.
Nel luglio 2015 è iniziato il definitivo intervento di riordino e inventariazione analitica, che si è concluso ai primi di marzo 2016.
Il corposo complesso documentario è costituito dalle carte del medico psichiatra Andrea Verga, relative sia alla sua attività professionale che alla sua vita privata.
Molto ricco risulta il carteggio con colleghi e amici, che costituisce una testimonianza rilevante dell’ambiente scientifico e culturale della Milano nella seconda metà dell’Ottocento.
La corrispondenza comprende anche un significativo numero di lettere indirizzate a Bartolomeo Panizza, Adelaide e Natale Contini, oltre a un piccolo nucleo di missive di diversi soggetti non rivolte a Verga. Sono anche presenti alcune minute delle risposte di Verga.
Tra i corrispondenti di Verga si annoverano numerosi medici, psichiatri, naturalisti ed esponenti del mondo scientifico dell’Ottocento, come Agostino Bertani, Leonardo Bianchi, Serafino Biffi, Alexandre Brierre de Boismont, Gabriele Buccola, Carlo Cantoni, Filippo De Filippi, Camillo Golgi, Carlo Livi, Cesare Lombroso, Paolo Mantegazza, Scipion Pinel, Augusto Tamburini, Tito Vignoli.
Numerosissimi anche gli intellettuali, i letterati e i politici, tra cui Vittoria Aganoor, Raffaello Barbiera, Luigi Bodio, Cesare Cantù, Giulio Carcano, Cesare Correnti, Andrea Maffei, Tullo Massarani.
L’archivio comprende anche un corposo nucleo costituito da scritti di carattere medico e scientifico: appunti, osservazioni, manoscritti, bozze e altro materiale a stampa, che testimoniano il percorso di studi, il periodo dell’assistentato presso la cattedra di anatomia della Facoltà di medicina dell’ateneo pavese e la successiva carriera di medico e psichiatra dell’alienista.
Sono presenti inoltre manoscritti e materiale a stampa di altri autori, in gran parte colleghi di Verga.
L’archivio conserva anche oltre un centinaio di cartelle cliniche e alcune perizie psichiatriche relative a casi di alienazione mentale seguiti dallo stesso Verga; appunti preparatori per lezioni, esercitazioni di clinica psichiatrica e testi di numerose conferenze tenute probabilmente in seguito all’istituzione della Cattedra speciale di psichiatria presso l’Ospedale Maggiore di Milano. Le carte testimoniano anche il suo interesse per la letteratura e la composizione poetica: odi, canzoni, sonetti, satire, novelle ed epistole in versi, favole in italiano, latino e dialetto. Particolare interesse riveste una commedia inedita di Andrea Verga che, seppure incompleta, descrive la situazione della scienza medica nel corso del secolo XIX.
Nelle carte d’archivio si riscontra anche ampia testimonianza del forte legame affettivo con la sua città natale, Treviglio, oltre che dei numerosi viaggi in Italia e all’estero svolti con finalità diverse.
L’ultima serie del titolario è costituita da un piccolo nucleo di carte del nipote Giovanni Battista Verga, anch’egli psichiatra e direttore del Manicomio provinciale di Mombello fino al 1911.
L’archivio è stato organizzato in base alla seguente struttura, articolata in 9 serie, suddivise a loro volta in sottoserie: “Carteggio”, “Altri carteggi”, “Scritti del periodo di formazione”, “Scritti medico-scientifici”, “Attività clinica”, “Attività didattica”, “Scritti letterari e storico-politici”, “Diari e note di viaggio”, “Materiali diversi”.
L’intervento di riordino, inventariazione e digitalizzazione è stato realizzato dal Centro Aspi – Archivio storico della psicologia italiana dell’Università di Milano-Bicocca, nell’ambito del progetto “L’archivio aperto. Strategie e strumenti digitali e semantici per la valorizzazione del patrimonio documentale. Quattro casi studio dal territorio lombardo“, finanziato da Regione Lombardia.
 

Estremi cronologici

[1698 circa]-1908

Consistenza

22 faldoni 1390 unità archivistiche
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