Gustav Theodor Fechner

Gross-Särchen (Germania), 19 Aprile 1801 – Lipsia, 18 Novembre 1887

Biografia

Figlio di un pastore protestante, Fechner cominciò nel 1817 gli studi in medicina a Lipsia, dove si laureò nel 1822. Ma i suoi interessi si orientarono ben presto verso la fisica: ottenuta la libera docenza, divenne infatti nel 1834 professore ordinario di fisica a Lipsia. Si dedicò anche allo studio di problemi psicologici, in particolare alla percezione dei colori e delle immagini consecutive.
A causa di gravi disturbi visivi e nervosi, nel 1840 dovette abbandonare l'insegnamento. Quando si riprese, nel 1846, ritornò a insegnare, tenendo lezioni su vari argomenti che spaziavano dalla filosofia della natura all'antropologia, dalla relazione mente-corpo alla psicofisica e all'estetica.
A Fechner si riconosce il merito di aver fondato la "psicofisica", concepita, nell'opera Elemente der Psychophysik [Elementi di psicofisica] (1860), come "dottrina esatta delle relazioni funzionali o di dipendenza tra corpo e anima; più in generale, tra il mondo corporeo e spirituale, fisico e psichico".
Sulla base della sua teoria della "visione d'identità", di matrice schellingiana e venata di misticismo orientaleggiante, e utilizzando strumenti matematici come il calcolo infinitesimale e i metodi statistici, affidò alla psicofisica il compito di stabilire, attraverso una formula, i rapporti tra mente e corpo, concepiti come aspetti di un'unica e medesima realtà.
Riprendendo i risultati ottenuti da Ernst Heinrich Weber, Fechner si propose di determinare la "soglia" che gli stimoli devono superare per suscitare una sensazione ("soglia assoluta") o per modificare una sensazione già data ("soglia differenziale"). Individuò così nella "differenza appena percettibile" (eben merklicher Unterschied; just noticeable difference, j.n.d.) tra due sensazioni l'unità di misura richiesta in campo psicologico, determinabile indirettamente in base allo stimolo che la provoca.
Quindi enunciò la celebre "formula di misurazione" psicofisica:

γ = κ × log β/b

dove γ indica l'intensità della sensazione, β quella dello stimolo, b il valore di soglia dello stimolo β, mentre κ è una costante.
Indipendentemente dalle implicazioni filosofiche e dalle obiezioni che ben presto vennero avanzate, con la psicofisica di Fechner la psicologia diventò una scienza sperimentale e quantitativa. La strada per lo sviluppo di una psicologia scientifica era così aperta.

Mauro Antonelli e Verena Zudini
30/09/2010

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