Luigi Credaro

Colda (Sondrio), 15 Gennaio 1860 – Roma, 15 Febbraio 1939

Biografia

Figlio di poverissimi contadini, grazie alle sue eccezionali capacità poté frequentare il liceo a Sondrio e vincere poi un posto gratuito di convittore al collegio Ghislieri di Pavia. Iscrittosi all'Università di Pavia, si laureò in filosofia nel 1885 con Carlo Cantoni, esponente di primo piano della filosofia neokantiana in Italia.
Nel 1887 partì per un anno di studi in Germania. All'Università di Lipsia frequentò con Oswald Külpe il laboratorio di psicologia sperimentale di Wilhelm Wundt e seguì le lezioni di Ludwig Strümpell, allargando i suoi interessi verso la pedagogia e cercando maggiori legami tra la filosofia e le scienze.
Tornò a Pavia nel 1894, per succedere a Cantoni nell'insegnamento di Storia della filosofia. Dal 1899 fu consigliere comunale per l'estrema Sinistra, rappresentante del Consiglio provinciale scolastico e assessore comunale alla pubblica istruzione. Nel 1900 suscitò un certo scalpore la sua prolusione all'università su La libertà accademica, apprezzata da Antonio Labriola. Il suo impegno a diffondere in Italia l'herbartismo pedagogico lo portò a pubblicare a Roma, nello stesso 1900, La pedagogia di Herbart, che ebbe numerose edizioni.
Nel 1901, per interessamento di Labriola, ottenne la cattedra di Pedagogia all'Università di Roma, dove insegnò fino al 1935 e fu preside dal 1903 al 1911 e dal 1918 al 1920.
Sensibile al problema della formazione e dell'organizzazione degli educatori, nel 1901 fondò l'Unione magistrale nazionale. Nel 1904 fondò a Roma la Scuola pedagogica, con annesso, dal 1906, il Museo di istruzione e di educazione, già diretto per molti anni dallo stesso Labriola. Qui insegnarono, fra gli altri, Giuseppe Sergi, Sante De Sanctis, Maria Montessori e Giovanni Gentile. Quest'ultimo nel 1923 soppresse le scuole pedagogiche, integrando solo quelle di Roma, Firenze e Messina negli Istituti superiori di magistero.
Nel 1907 Credaro fu eletto presidente dell'Associazione pedagogica professionale fra gli insegnanti delle scuole normali (poi Associazione nazionale per gli studi pedagogici), fondando a Roma e dirigendo quasi ininterrottamente il suo organo di stampa, la Rivista pedagogica (1908-1939).
Deputato del Partito radicale dal 1895, nel 1906 fu sottosegretario alla pubblica istruzione nel governo Sonnino e dal 1910 al 1914 ministro della pubblica istruzione. In tale veste fece approvare nel giugno 1911 la nuova legge di riforma scolastica, nota come Daneo-Credaro. Fu nominato senatore nel 1919.

Paola Zocchi
13/09/2012

Bibliografia

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