Ernst Bernhard

Berlino, 18 Settembre 1896 – Roma, 29 Giugno 1965

Biografia

Medico pediatra discendente da una vecchia famiglia hassidim emigrata dalla Galizia, Hajim Menahem, “conforto della vita”, che poi prende il nome di Ernst Bernhard, nasce a Berlino nel 1896. Romantico Wandervögel di ispirazione socialista da giovane, partecipa a due rivoluzioni, quella bavarese e quella austriaca del 1918-1919. Negli anni venti si allontana dall’ebraismo e nel 1932 abbandona la sua clinica di pediatria per studiare chirologia con Julius Spier. Entra in analisi con Sandor Rado (1890-1972), con Otto Fenichel, infine con Toni Sussman, una junghiana berlinese allieva di Jung fin dal 1916.
Con Jung ha il primo colloquio a Künsnacht il 15 ottobre 1935, l’ultimo il 17 marzo 1936. Fra i due c’è reciproco apprezzamento delle relative capacità professionali, ma una grande diversità tipologica che manterrà fino alla fine separate le loro strade anche se parallele. Quando, fuggendo da Berlino la persecuzione razziale, Bernhard vuole recarsi a Londra, dove Gerard Adler e James Hirsch possono aiutarlo, Jung, richiesto di una lettera di raccomandazione come psicoterapeuta e di un attestato come consulente di chirologia pratica, concede poche righe che non rafforzano abbastanza il curriculum necessario per avere il visto, tanto più che alla voce “professione” del questionario d’ingresso Bernhard scrive che è interessato all’astrologia e lavora con essa, aggiungendo “chirologo”. Decide allora di trasferirsi in Italia, sulle orme dell’amato Goethe. In Italia c’è il fascismo, ma gli stranieri vedono questo orientamento politico con occhi differenti e almeno nei primi tempi non ne intuiscono la pericolosità.
A Roma si avvicinano a lui i primi pazienti e alcuni colleghi quali Claudio Modigliani, Vanda ed Edoardo Weiss, Emilio Servadio, del quale condivide l’interesse per gli studi orientali che coltiva nell’Istituto del grande archeologo Giuseppe Tucci. Sarà questi a liberarlo quando, nel 1940, viene imprigionato come “straniero nemico” nel campo di internamento fascista di Ferramonti, in Calabria.
Dal 1945 al 1965, anno della morte, lavora intensamente con pazienti anche illustri come Federico Fellini, Natalia Ginzburg, Adriano Olivetti, Giorgio Manganelli, Cristina Campo e Allen Tate, il grande poeta americano erede di Eliot. Per opera sua la cultura italiana esce dal provincialismo bigotto per aprirsi al grande orizzonte mitteleuropeo.
Grandissimo tecnico della psicoterapia, usa la psicologizzazione totale di ogni spunto che gli si offre, sogno o disegno o momento astrologico, ispirandosi sia a Freud e Jung, sia al Tao e al gesuita Jean Pierre de Caussade.
Nel 1961 fonda a Roma l’Associazione italiana di psicologia analitica (AIPA). Ispira inoltre la collana di “Psicologia del profondo” di Astrolabio e quella degli Adelphi, editore che nel 1969 pubblica la Mitobiografia, raccolta di suoi pensieri risistemati da Hélène Erba-Tissot. Nel 2011 Nino Aragno Editore pubblica le sue lettere alla compagna Dora Friedländer dal campo di internamento di Ferramonti.

Luciana Marinangeli
09/09/2011 (aggiornamento 20/11/2017)

Bibliografia

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