Ospedale psichiatrico provinciale di Bologna in Imola

Il Manicomio provinciale di Bologna in Imola iniziò la sua attività il 1° marzo 1900, dopo che nel 1897 la Provincia di Bologna aveva acquistato dalla Congregazione di carità di Imola uno degli edifici in cui aveva sede il Manicomio imolese di S. Maria della Scaletta.
I rapporti fra la Provincia bolognese e la Congregazione di carità imolese per l’accoglimento a Imola di dementi provenienti dal sovraffollato Manicomio di Bologna, erano stati attivati fin dal 1865 grazie a una convenzione. Il continuo aumento di pazienti aveva portato poi il Consiglio provinciale di Bologna a scegliere la soluzione di acquisire un edificio già esistente e funzionante come succursale del proprio manicomio. La scelta era caduta appunto sulla sede centrale del Manicomio di S. Maria della Scaletta di Imola, posto in vendita dalla Congregazione di carità nel 1896 per risolvere il disavanzo di bilancio.
La Provincia di Bologna distribuì i ricoveri fra le due sedi di Bologna e di Imola in base alla posizione del comune di provenienza dei pazienti, per permettere ai parenti in visita di raggiungere con maggiore facilità le rispettive strutture.
Sotto la direzione di Giulio Cesare Ferrari (1908-1923) furono eseguiti alcuni lavori di manutenzione e trasformazione dell’edificio.
Nel 1915 la Deputazione provinciale di Bologna, da cui dipendeva direttamente la gestione del Manicomio provinciale di Bologna in Imola, propose al Consiglio provinciale, che approvò all’unanimità, il cambio di denominazione della struttura in “ospedale”, poi “ospedale psichiatrico”. Il 12 ottobre 1926 l’Ospedale psichiatrico provinciale di Imola fu intitolato a Luigi Lolli.
A causa delle vicende belliche, nel 1945 all’interno della struttura venne aperto un padiglione a carattere manicomiale per bambini anormali psichici, destinato ad accogliere i piccoli pazienti sfollati dall’Istituto S. Viola di Bologna. Tale padiglione fu successivamente ristrutturato e a partire dal 12 settembre 1949 vi fu avviata l’attività dell’Istituto medico psico-pedagogico provinciale.
La Provincia di Bologna iniziò ad elaborare la riorganizzazione decentrata dei servizi psichiatrici provinciali già nella seconda metà degli anni Sessanta del Novecento, con il piano poliennale 1966-1970 approvato dal Consiglio provinciale il 18 aprile 1967, che dovette presto tener conto anche della nuova normativa in materia ospedaliera e psichiatrica emanata nel 1968 (leggi del 12 febbraio, n. 132 e del 18 marzo, n. 431). Sempre in questi anni la Provincia avviò a Imola l’attività del Centro neuropsichiatrico “Silvio Alvisi” (nato nel 1967) e poi dell’Istituto medico psico-pedagogico “Sante Zennaro” (istituito nel 1973, ma chiuso già pochi mesi dopo e trasformato in un centro di servizi sanitari sociali dal Consiglio provinciale di Bologna).
Il 31 dicembre 1980 le strutture psichiatriche provinciali di Bologna in Imola cessarono le loro funzioni di ricovero ai sensi dell’art. 64 della legge d’istituzione del Sistema sanitario nazionale (legge del 28 dicembre 1978, n. 833, in cui fu ricompresa anche la cosiddetta “Legge Basaglia” del 13 maggio 1978 sulla progressiva chiusura dei manicomi) e, con la nascita dell’USL di Imola nel 1981, le attività fino ad allora svolte negli istituti psichiatrici provinciali furono concentrate negli istituti imolesi ancora in attività: l’Ospedale psichiatrico di S. Maria della Scaletta e il Centro neuropsichiatrico della “Villa dei fiori”.
Alla direzione del Manicomio provinciale di Bologna in Imola, dalle sue origini fino alla metà del XX
secolo, si succedettero i medici Raffaele Brugia (1900-1908), che dal 1896 al 1899 era già stato direttore del Manicomio di S. Maria della Scaletta, Giulio Cesare Ferrari (1908-1923), Luigi Baroncini (1924-1939) e Andrea Mari (1939-1950).
 
Federica Cavina
14/06/2019

Bibliografia

AA.VV. (1916). Atti delle sessioni del Consiglio provinciale di Bologna tenute nell’anno 1915. Bologna: Regia tipografia.
AA.VV. (1928). Atti delle sessioni del Consiglio provinciale di Bologna tenute nell’anno 1926. Bologna: Officina grafica combattenti.
AA.VV. (2013). I complessi manicomiali in Italia tra Otto e Novecento. Milano: Electa.
Banzola, M. (2015). Il manicomio modello: il caso imolese. Storia dell’Ospedale psichiatrico (1804-1904). Imola: La Mandragora.
Congregazione di carità di Imola (1898). Sulla vendita del Manicomio centrale alla Provincia di Bologna. Imola: Tip. D’Ignazio Galeati e figlio.
Consiglio provinciale di Bologna (1898). Acquisto del Manicomio d’Imola. Comm. Cesare Sanguinetti deputato relatore. Bologna: Regia tipografia.
Deputazione provinciale di Bologna (1950). L’Istituto medico-psico-pedagogico provinciale in Imola: Imola: Cooperativa tipografico-editrice P. Galeati.
Galassi, N. (1968). Gli ospedali psichiatrici nella vita imolese (pp. 155-172). In R. Renzi (a cura di), Jomla come Imola. Bologna: Cappelli.
Galassi, N. (1989). Dieci secoli di storia ospitaliera a Imola. Imola: Galeati.
Mazzini, G. (1923). Il fondatore del manicomio d’Imola. Dott. Cassiano Tozzoli 1785-1863. Imola: Cooperativa tip. edit. Paolo Galeati. Estr. da La Romagna, 4.
Migani, C. (1993). Per una storia dell’assistenza psichiatrica. Il caso imolese (1862-1900). Rivista sperimentale di freniatria, 117(1), 119-152.
Provincia di Bologna, Assessorato alla sicurezza sociale (1968). Riforma dei servizi psichiatrici. Bologna: s.e.
Venturini, E., Degano, L., Gramantieri, N., Sergio, E., & Zanotti, V. (1994). La città proibita. Nascita e fine dell’Ospedale Psichiatrico di Imola (1844-1994). Imola: Galeati.

Fonte iconografica

Cartolina illustrata di Imola Manicomio provinciale, [1900?] (Imola, Biblioteca comunale, 19 I 1 1 297).
 
back to top