Eusapia Maria Palladino

Minervino Murge (Barletta-Andria-Trani), 20 Gennaio 1854 – Napoli, 13 Maggio 1918

Biografia

Eusapia Palladino è passata alla storia come una delle medium più potenti e studiate al mondo. Nata da una famiglia contadina in un paesino dell’allora Terra di Bari, si ritrovò, per quello che avrebbe raccontato, presto orfana. Adolescente, trasferitasi a Napoli, entrò in veste di bambinaia o domestica in casa di alcune famiglie agiate. Fu in una di queste che vennero casualmente scoperte le sue presunte doti medianiche. Le abilità della ragazza attirarono presto le attenzioni di Giovanni Damiani, gentiluomo palermitano arrivato da poco a Napoli dopo un lungo soggiorno in Inghilterra in cui aveva potuto formarsi una certa cultura spiritistica. Riconosciuto il potenziale della giovane, che era analfabeta e forse non conosceva neanche il proprio nome per esteso, Damiani decise di proteggerla, perfezionarne lo sviluppo medianico e farla conoscere negli ambienti dello spiritismo internazionale. A parere dello psichiatra Enrico Morselli, che avrebbe avuto modo di studiare i fenomeni di Eusapia, Damiani avrebbe suggestionato la ragazzina inculcando in lei, giorno dopo giorno, la convinzione dell’esistenza degli spiriti e abituandola a certi tecnicismi in uso nei circoli spiritici inglesi. Evidentemente, però, le capacità persuasive del pigmalione dovettero presto fare i conti con il carattere della talentuosa ma difficile giovane. Sorpresa in più occasioni ad approfittare del buio delle sedute per rubare, fu presto giudicata un caso irrecuperabile da Damiani che, a malincuore, decise di allontanarsi da lei. Rimasta di nuovo sola, tornò alla sua vecchia vita, riprese a cucire e, di lì a poco, si sposò con Raffaele Del Gaiso.
Intorno al 1885, Eusapia, che nel frattempo aveva continuato a dare qualche seduta per pochi intimi, incontrò il cavalier Ercole Chiaia, un ricco imprenditore appassionato di spiritismo. Fu lui a rilanciarla dandole una seconda possibilità. Sfidò pubblicamente, dalle pagine di un settimanale, Cesare Lombroso, insigne rappresentante del materialismo e dell’antispiritismo, a testare le capacità della sua protetta. Il 28 febbraio del 1891 Lombroso, che aveva a lungo evitato quell’incontro, partecipò a una sua seduta spiritica. Il suo scetticismo crollò di colpo, tanto da dichiarare pubblicamente che i fatti da lui osservati erano reali. Fatti spiegabili, a suo dire, in termini di anomalie cerebrali e non di intervento di spiriti. Ma pur sempre reali. L’inaspettato dietrofront del celebre antropologo criminale portò alla ribalta Eusapia, che l’anno dopo si ritrovò ad esser studiata, a Milano, da una Commissione di presunti esperti che negò la possibilità di ridurre tutti quei fenomeni ad abili trucchi. Tra costoro, lo psicologo russo Alexandre Aksakof (promotore dell’iniziativa), il filosofo tedesco Carl du Prel, l’astronomo Giovanni Schiaparelli e il fisiologo francese e futuro premio Nobel Charles Richet, il quale, non del tutto convinto, continuò a esaminare le presunte doti della donna per capitolare definitivamente dopo un centinaio di sedute distribuite in oltre dieci anni. Nel frattempo, numerosi furono gli attacchi mossi a Eusapia. L’accusa di frode venne sollevata da più parti: dal giornalista italiano Eugenio Torelli Viollier che, già all’epoca delle indagini della Commissione di Milano, aveva svelato ai propri lettori i presunti trucchi utilizzati dalla Palladino; da alcuni membri della Society for Psychical Research che nel 1895, a Cambridge, ebbero modo di esaminare i fenomeni della donna concludendo che fossero tutti di natura fraudolenta; dalle commissioni americane, quella presieduta dallo psicologo Hugo Münsterberg e quella riunitasi alla Columbia University, che tra il 1909 e il 1910, sorpresero, complici alcuni uomini vestiti di nero sdraiati sul pavimento all’insaputa della medium, la “ciurmatrice” in flagrante.
Nonostante questi eclatanti e ripetuti smascheramenti, in molti continuarono a credere che l’ipotesi della sola frode non fosse sufficiente a spiegare tutto ed elaborarono altre teorie. Come quella sostenuta dallo psicologo polacco Julien Ochorowicz, il quale sostenne che il ricorso alla frode fosse non cosciente; o come quella sostenuta dal fisiologo Filippo Bottazzi, il quale, ritenendo plausibile che dal corpo della medium gemmassero provvisori arti addizionali, ammise che a volte la donna potesse operare con una della due braccia “ordinarie” pensando di muovere il terzo appena estroflesso. Anche Pierre Curie, che insieme con la moglie Marie ebbe modo di testare Eusapia, si disse convinto, pochi giorni prima della propria morte, dell’autenticità di una gran parte dei fenomeni a cui aveva assistito.
Dopo una vita passata sotto le luci della ribalta, nel 1918, Eusapia, che stanca e malata si era ormai da tempo ritirata a vita privata, si spense a Napoli sola e senza alcun clamore.
 
Francesco Paolo de Ceglia e Lorenzo Leporiere
15/01/2019

Bibliografia

Alippi, T. (1962). Eusapia Palladino. Luce e ombra. Rivista mensile illustrata di scienze spiritualiste, 62, 126-155, 210-240, 283-310.
Alvarado, C.S. (2011). Eusapia Palladino: An Autobiographical Essay. Journal of Scientific Exploration, 25, 77-101.
Biondi, M. (1988). Tavoli e medium. Storia dello spiritismo in Italia. Roma: Gremese Editore.
Bottazzi, F. (1908). Fenomeni medianici osservati in una serie di sedute di Eusapia Paladino. Napoli: Perrella.
de Ceglia, F.P., Leporiere, L. (2018). La pitonessa, il pirata e l’acuto osservatore. Spiritismo e scienza nell’Italia della belle époque. Milano: Editrice Bibliografica.
Leporiere, L. (2016). La ricerca psichica in Italia tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Il caso Palladino. Tesi di dottorato.
Leporiere, L. (2018). Mediums and Science in Early 2th Century Europe. Filippo Bottazzi and His Method of Graphic Recording. Nuncius. Journal of the Material and Visual History of Science, 33, 104-136.
Lombroso, C. (1909). Ricerche sui fenomeni ipnotici e spiritici. Torino: Utet.
Lombroso, P. (1907). Eusapia Paladino. Cenni biografici. La Lettura, 7, 389-394.
Miranda, G. (1918). Eusapia Palladino intima. Luce e ombra. Rivista mensile illustrata di scienze spiritualiste, 18,141-144
Morselli, E. (1908). Psicologia e spiritismo. Impressioni e note critiche sui fenomeni medianici di Eusapia Palladino. Torino: Bocca.
Mülberger, A. (2016). Los límites de la ciencia. Espiritismo, hipnotismo y el estudio de los fenómenos paranormales (1850-1930). Madrid: CSIC.
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Palladino, E. (1910). My Own Story. Cosmopolitan Magazine, 48, 292-300.

Fonte iconografica

Eusapia Palladino, ritratta in una foto di tal dott. L. Herlitzka, sfoggia la sua ciocca bianca. Ritratto pubblicato nell’articolo di Paola Lombroso (1907). Eusapia Paladino. Cenni biografici. La Lettura.
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