James Mapelli

[1880 circa], 1880 – Buenos Aires, 2 Novembre 1951

Biografia

Delle origini e della formazione dell’illusionista, ipnotista da palcoscenico e psicoterapeuta James Mapelli si hanno scarse notizie, provenienti esclusivamente da alcune fonti giornalistiche: figlio di un primario dell’Ospedale Maggiore di Milano, si sarebbe laureato in medicina a Torino, alla scuola di Cesare Lombroso e avrebbe seguito corsi di clinici famosi come Leonardo Bianchi, Georges Albert Gilles de la Tourette, Pierre Janet, Enrico Morselli, Augusto Tamburini e Carl Wernicke. Nella realtà non esiste prova che abbia mai conseguito una laurea, anche se Mapelli era solito definirsi “professore”, secondo l’usanza di molti illusionisti dell’epoca.
Le cronache riportano notizie di suoi spettacoli in molti teatri italiani a partire dal 1911, affiancati da sedute di consultazione ipnotica. Nel 1912 egli stesso comparve come protagonista nel film Ipnosi, diretto dal regista Cesare Gani Carini. Il film, che conteneva varie dimostrazioni d’ipnosi da lui eseguite, contribuì alla sua notorietà, ma anche a far tornare di attualità la questione della liceità degli spettacoli pubblici d’ipnosi, di cui gli alienisti sottolineavano la pericolosità. Fu quindi rinnovato il divieto, già introdotto ai tempi delle esibizioni di Alfred d’Hont (Donato), di eseguire in teatro tali spettacoli e fu probabilmente per questo che Mapelli decise di lasciare l’Italia e trasferirsi in Argentina.
Nel 1916 compì una tournée in Canada, a cui seguirono due settimane di dimostrazioni gratuite negli ospedali e per gruppi di medici interessati. Il repertorio delle sue esibizioni teatrali comprendeva numeri intitolati “telegrafia del pensiero”, “esperienza di telepatia”, “trasmissione della volontà”, “imposizione in stato di veglia”, “tracciato dinamico”, “la fontana di Mesmer”, “il falso ipnotismo teatrale”, “grande dimostrazione dei fenomeni di sonnambulismo”, “suggestione a distanza”, “Braidismo”, “attrazione, repulsione e magnetismo animale”.
Con la guerra e la fine della Belle Époque si verificò un declino degli spettacoli teatrali di magia, surclassati nei gusti del pubblico dall’avvento del cinema. A questa crisi Mapelli reagì orientando le sue tecniche verso l’ambito clinico, a cui si era interessato fin dall’inizio.
Era solito tenere nella propria casa riunioni di amici e colleghi per parlare di terapia psicologica, in anni in cui in Argentina l’ambito prevalente della cura della salute mentale continuava a essere quello manicomiale. Lo psichiatra Celes Ernesto Cárcamo, fondatore dell’Asociación Psicoanalítica Argentina (APA), che lo aveva conosciuto presso la cattedra di Mariano Castex all’Hospital de Clinicas, ricordava di essersi interessato alla psicoterapia proprio a partire da questo incontro e riconosceva in lui l’iniziatore della psicoterapia in Argentina.
Svolgeva la sua attività clinica in un consultorio esterno dell’Hospital Pirovano, messo a disposizione dal direttore Fortunato Canevari, trattando pazienti inviati da famosi clinici che non avevano ottenuto risultati soddisfacenti in casi di dolore cronico, paralisi di origine ignota, impotenza sessuale e altre condizioni.
L’origine della malattia e il principio del trattamento erano, secondo Mapelli, basati sullo shock emotivo. Ogni emozione provocherebbe infatti reazioni nella “personalità bio-mentale” e queste a loro volta produrrebbero cambiamenti in tutto il corpo. La psicoinnervazione creerebbe quindi, mediante la suggestione, delle emozioni al fine di rieducare l’organo dal funzionamento patologico. Mapelli proponeva di utilizzare stimoli, che chiamò shock coscienti, per raggiungere il subconscio, da lui considerato come l’insieme delle sensazioni percepite e dimenticate dal conscio.
Poiché l’arte della suggestione era ancora un privilegio di pochi e non esistevano manuali e testi di approfondimento al riguardo (l’esperienza terapeutica era considerata un’esperienza intima e personale, non insegnabile), decise di sistematizzare un metodo e illustrarlo con esempi di trattamento, fornendo uno schema di apprendimento pratico ai clinici. Pubblicò quindi nel 1928 il caso di trattamento di una paraplegia funzionale guarita dalla psicoterapia e il libro La psicoinervación. Terapéutica psíquica (editore El Ateneo), che comprendeva una casistica di ampiezza singolare per l’epoca e si basava sulle esperienze da lui compiute negli Istituti di chirurgia e di fisioterapia, all’Hospital de Clínica di Buenos Aires, negli ambulatori degli ospedali Pirovano e Fernández e, in un caso, presso il Dipartimento di polizia di Montreal.
Quando negli anni Trenta il suo ambulatorio al Pirovano fu chiuso, passò alle ricerche biologiche e all’attività imprenditoriale in campo sanitario, fondando l’Instituto Americano del Suero. Per un certo periodo assunse anche il fisiologo tedesco George Friedrich Nicolai nel laboratorio che aveva allestito per studiare i correlati fisici degli shock emotivi, ma alla fine, mancando di collaborazione e incoraggiamento, finì col dedicarsi soltanto alla produzione di farmaci nella sua società.
 
Carlo Alfredo Clerici
03/05/2018

Bibliografia

Balan, J. (1991). Cuentame tu vida. Buenos Aires: Editorial Planeta.
Bermann, G. (1952). James Mapelli. Revista latinoamericana de psiquiatría, 1(2), 107-109.  
Clerici, C.A., Acerra, S., Patriarca, C., De’ Micheli, A.G. (2018). Sulle tracce di James Mapelli, illusionista italiano e pioniere della psicoterapia in Argentina. Rivista italiana di ipnosi e psicoterapia ipnotica, 2, 31-33.
Falcone, R.  (2012). El valor de los casos clínicos en la historia de la psicología, la psiquiatría y el psicoanálisis. The importance of clinical records in the history of psychology, psychiatry, and psychoanalysis. Anuario de investigaciones, 19(2), 179-188.
Falcone, R. (2013). Historia de las prácticas de la psicología, la psiquiatría y el psicoanálisis. Resultados de la investigación a partir de casos clínicos (1900-1960). Anuario de investigaciones, 20(2), 207-215.  
Mapelli J. (1928). Un caso de Paraplejía funcional curada por psicoterapia, El día médico, 10(11), 9-10.
Mapelli J. (1928). La psicoinervación. Terapéutica psíquica. Buenos Aires: El Ateneo.
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