Maria Venturini

Langhirano (Parma), 25 Novembre 1888 – Roma, 22 Febbraio 1957

Biografia

Appartenente ad una famiglia emiliana di ideali socialisti, figlia di Paolo e Guglielmina Pizzi, conseguì la maturità classica presso il liceo Parini di Milano. Nel 1910 si iscrisse alla Regia Accademia scientifico-letteraria della stessa città, dove incontrò Piero Martinetti, al quale si legò culturalmente e sentimentalmente. Trasferitasi all’Università di Torino nel 1913, si laureò con il massimo dei voti in filosofia (seguendo anche un corso tenuto da Federico Kiesow) il 9 luglio dell’anno seguente. Nel 1915 ottenne il diploma di magistero in filosofia.
Supplente di filosofia dal 1919 al 1922 presso il liceo Cesare Balbo di Casale Monferrato, fu poi insegnante di pedagogia e filosofia negli istituti magistrali di Piacenza e Pavia fino all’agosto 1929, quando per “irriducibile incompatibilità con le direttive del Regime” venne allontanata dall’insegnamento.
Partecipò alla lotta antifascista in Italia e all’estero, mantenendo rapporti con Ernesto e Ada Rossi, Lavinia Mazzucchetti, Irene Riboni (anche lei allieva di Martinetti), Nello Rosselli, Ferruccio Parri e altri. Interrotto nel 1932 il contrastato rapporto con Martinetti e trovato un impiego nella scuola parificata di avviamento Biffi di Milano, nel 1935 fu costretta a dimettersi per il rifiuto di iscriversi al partito e al sindacato fascista. Nel 1938, in occasione del viaggio di Adolf Hitler in Italia, venne arrestata con l’accusa di complotto antifascista e licenziata dal Touring club italiano, dove aveva ottenuto un nuovo lavoro. A Milano frequentò ambienti liberalsocialisti e fu presente alle riunioni organizzate a casa di Ugo La Malfa, in via Antonio Bazzini.
Negli stessi anni, portò avanti l’impegno scientifico, vissuto in continuità con quello politico, pubblicando La filosofia dell’Umanesimo di P.R. Trojano (1919), La classificazione dei fatti psichici (1920) e La teologia e la pneumatologia di Gerolamo Cardano (1929). Tradusse inoltre Sogni d’un visionario chiariti con sogni della metafisica di Immanuel Kant (prima versione italiana, uscita nel 1920 per la casa editrice Isis di Martinetti), Psicologia di William McDougall (1922) e L’etica della potenza e il problema del male di Philip Leon (1936). Alcune traduzioni le furono proposte da Benedetto Croce.
Nei primi anni Quaranta fu assunta alla Olivetti di Ivrea, dove venne eletta commissaria di fabbrica. Dopo l’8 settembre 1943 prese parte alla Resistenza, in contatto con l’ingegnere Guglielmo (Willy) Jervis comandante della IV divisione alpini di Giustizia e libertà e il nascente Comitato di liberazione nazionale. Sempre più esposta alla vigilanza tedesca, su consiglio di Adriano Olivetti si trasferì a Roma, dove dall’ottobre al giugno 1944 operò al servizio del CLN. Dai suoi contatti con Carlo Sforza, nacquero le edizioni italiane di Italia e Francia di domani (1944) e Panorama europeo. Apparenze politiche e realtà psicologiche (1945).
Dopo la Liberazione prese le distanze dal liberalsocialismo e si iscrisse al Partito comunista italiano, dove militò fino alla morte. Attiva nell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (ANPI), fece parte del consiglio nazionale e del comitato esecutivo dell’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (ANPPIA) e della segreteria dell’Unione donne italiane (UDI).
Nello stesso tempo iniziò ad occuparsi di cura e assistenza all’infanzia, contribuendo alla riorganizzazione teorica e pratica di un settore che in Italia scontava gravi ritardi. Nel 1946 partecipò a Losanna, assieme a Giovanni Bollea e Maria Elvira Berrini, ad un corso sull’assistenza psico-pedagogica promosso dalle Semaines internationales d’études pour l’enfance victime de la guerre (SEPEG). L’anno dopo progettò a Roma, con lo stesso Bollea, il Convegno internazionale per i centri medico-pedagogici, a cui intervennero vari specialisti, tra cui Oscar Forel, Lucien Bovet, Mario Ponzo, Emilio Servadio, Ferruccio Banissoni e Nicola Perrotti. Nel 1948 fu con Carlo De Sanctis, Gaetano Boschi, Beniamino Di Tullio, Gislero Flesch, Ernesto Codignola, Petri Cannella e Virginio Porta tra gli italiani presenti a Londra all’importante International Congress on Mental Health.
Collaboratrice assidua all’Associazione Italia-Urss sui temi dell’educazione e della formazione, nel 1955 entrò a far parte della Commissione per la riforma della scuola istituita dall’Istituto Gramsci.
Delegata Onu per le scuole dell’infanzia, fu tra i responsabili italiani delle SEPEG e membro del comitato direttivo della Società italiana per l’assistenza medico-psico-pedagogica ai minorati dell’età evolutiva (SIAME), presieduta da Giuseppe Ferruccio Montesano.
Negli anni del dopoguerra, le sue pubblicazioni coincisero con la militanza e riguardarono analfabetismo, educazione sessuale, riarmo e antifascismo. Per Einaudi tradusse Democrazia in cammino di David Eli Lilienthal (1946) e L’evoluzione psicologica del bambino di Henri Wallon (1951).

Matteo Fiorani
19/12/2017

Bibliografia

Callegari, P. (1991). Il coraggio della libertà. La scuola milanese durante il fascismo e la Resistenza. Novara: D’Imperio, pp. 92-93.
Ferro, G. (1985). Milano capitale dell’antifascismo. Milano: Mursia, pp. 168-169.
Mangini, G. (2000). Lavinia Mazzucchetti, Emma Sola, Irene Riboni. Note sulla formazione culturale di tre traduttrici italiane. In L. Finocchi & A. Gigli Marchetti (a cura di), Editori e lettori. La produzione libraria nella prima metà del Novecento. Milano: Franco Angeli, pp. 209, 211, 219 e 225.
Martinetti, P. (2001). Lettere (1919-1942), a cura di P.G. Zunino, con la collaborazione di Giulia Beltrametti. Firenze: Olschki, pp. 14 e 15.
Minazzi, F. (2012). A proposito di Maria Venturini e del significato universale della coerenza morale. Il Protagora, 39(18), pp. 589-607.
Rossi, A. (2001). Vita con Ernesto. In E. Rossi, Un democratico ribelle: cospirazione antifascista, carcere, confino. Scritti e testimonianze, a cura di G. Armani. Milano: Kaos, pp. 385 e 387.
Semeraro, A. (1991). Elogio dell’educazione laica: momenti di un dibattito (1945-1955). Studi storici, 32(3), pp. 722 e 723.
Vigorelli A. (1998). Piero Martinetti: la metafisica civile di un filosofo dimenticato. Milano: Mondadori, pp. 201, 299-300 e 363.
Vigorelli, A. (2013). Il filo della memoria. Il carteggio Banfi-Martinetti. Giornale critico della filosofia italiana, 3, pp. 500-502 e 504

Fonti archivistiche

Archivio storico dell’Università di Torino, Facoltà di Lettere e filosofia, Registro di carriera IX.A 398; Facoltà di Lettere e filosofia, Verbale di laurea X.F 139.
Fondazione Casa e Archivio Piero Martinetti (Onlus), Archivio Piero Martinetti, Fondo Scavini, Serie 12. Documenti diversi di Maria Venturini, fascicolo MART.SCA. 211.
Fondazione Gramsci, Archivi del Partito comunista italiano, Partito, 1952, UDI, mf. 349/1274-76; 1954, ANPPIA, mf. 424/118; 1957, ANPPIA, mf. 451/1849-52.

Fonte iconografica

Collezione privata degli eredi, Milano.
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