Mauro Morra

Genova, 2 Luglio 1922 – Genova, 20 Dicembre 2003

Biografia

Figlio di una maestra di pianoforte milanese e di uno spedizioniere genovese, nel 1934 si trasferisce con la famiglia a Milano, dove compie gli studi e si iscrive alla Facoltà di medicina. Nel 1944 è costretto a interrompere l’università perché richiamato alle armi. Riesce a fuggire dalla coscrizione della Repubblica di Salò e raggiunge le Brigate Garibaldi in Val D’Ossola.
Si laurea nel 1948 e inizia il suo lavoro di medico della mutua, continuando la militanza politica nel Partito comunista. La passione civile e politica lo accompagnerà per tutta la vita, come quella per la musica.
Interessato alla psichiatria, lavora all’Ospedale psichiatrico di Mombello e a Ville Turro, dove incontra Franco Fornari, che lo introduce alla psicoanalisi. Inizia così l’analisi con Cesare Musatti e dal 1959 al 1963 si sottopone al training della Società psicoanalitica italiana (SPI), di cui diventa membro associato nel ’63 e ordinario nel ’65, assumendo nel ’68 le funzioni di training e diventando didatta. Nel 1969 è vicepresidente della SPI.
Già al termine del training, nel 1963, inizia una seconda analisi con Raymond de Saussure, prima viaggiando settimanalmente, poi trasferendosi per un anno a Ginevra, crocevia internazionale di un nuovo fermento di studi psicoanalitici, alla base della fondazione della Federazione psicoanalitica europea. Qui lavora presso il Centro psicosociale universitario, con il neuropsichiatra e psicoanalista basco Julian de Ajuriaguerra. Fa inoltre esperienza di psicoterapia di gruppo e di psicodramma secondo Moreno.
Nel frattempo comincia a interessarsi di psicoanalisi infantile e al suo rientro a Milano inizia il primo trattamento di un bambino di otto anni con la supervisione di Marcelle Spira, grazie alla quale incontra la psicoanalisi kleiniana (1965-66). Ha modo di conoscere Hanna Segal a un congresso a Ginevra e le chiede di intraprendere la sua terza analisi. Nei suoi ultimi anni di lavoro a Milano collabora con il reparto di neuropsichiatria infantile, chiamato da Carlo Lorenzo Cazzullo.  
L’analisi con Segal a Londra inizia nel 1970. Per tre anni viaggia settimanalmente da Milano all’Inghilterra, ma nel 1973 decide di trasferirsi nella capitale inglese, dove continuerà per anni l’analisi intensiva con Hanna Segal e riporterà la sua convinzione di aver trovato nell’orientamento kleiniano la chiave delle possibilità di approfondimento psicoanalitico che aveva sempre cercato.
A Londra, oltre all’attività clinica privata, lavora in varie istituzioni pubbliche. Inizia con un lavoro di gruppo di pazienti psichiatrici al St. Bernard’s Hospital; in seguito lavora soprattutto in ospedali, consultori e vari centri pubblici che si occupano di bambini e adolescenti (Hammersmith Hospital, Royal Free Hospital, Edgware Hospital, Stevenage Centre for Maladjusted Adolescents, lavora anche in un centro per bambini autistici).
Frequenta la vita scientifica dell’Istituto di psicoanalisi di Londra, seguendo la scuola kleiniana e intraprende la formazione di analista infantile. Frequenta seminari clinici tenuti da Herbert Rosenfeld e fa supervisioni individuali con Betty Joseph, Isabel Menzies, Edna O’Shaughnessy, Ruth Riesenberg Malcom, Irma Brenman Pick, Elizabeth Spillius. Frequenta anche il Tavistock Institute, dove approfondisce la conoscenza del lavoro di gruppo psicoanalitico con Pierre Turquet e studia il lavoro di Bion e dei fondatori degli studi di gruppo e di comunità.
Fa un’esperienza di Infant Observation con Esther Bick e una con Elinor Wedeles. Svolge un’attività di insegnamento rivolta a giovani medici e operatori nel settore psicodinamico nelle strutture pubbliche in cui lavora.
Nel 1982 alcuni psicologi genovesi lo cercano per iniziare una formazione in psicoterapia infantile. Dà la sua disponibilità, iniziando a viaggiare mensilmente, prima per incontri di gruppo, poi, nel 1984, dando inizio a un corso di osservazione del neonato modello Tavistock, divenuto poi un master, ancora attivo.
Negli stessi anni Franco Giberti, direttore della Clinica psichiatrica dell’Università di Genova, lo invita a tenere lezioni lezioni sull’adolescenza e la mania alla Scuola di specializzazione in psichiatria. Anche l’Ospedale Gaslini gli offre inoltre una consulenza.
Nel 1987, raggiunto il pensionamento a Londra, decide di tornare in Italia, nella città natale, dove contribuisce alla fondazione del Centro psicoanalitico di Genova, organo della SPI. Il centro è inaugurato nel 1988 e Morra ne diventa il primo presidente, formando una generazione di psicoanalisti genovesi. Qui conduce due seminari di osservazione del neonato per analisti per adulti, mentre presso la USL di Quarto conduce gruppi di studio per il trattamento dei bambini con autismo, per un progetto, mai realizzato, di un Centro pubblico.
La Facoltà di medicina gli conferisce inoltre un incarico di insegnamento in “Psicodinamica dell’adolescenza” e l’Istituto di neuropsichiatria infantile l’incarico di “Psicoterapia analitica dell’età evolutiva”.
Porta avanti tutti i suoi incarichi di lavoro clinico e istituzionale fino al giorno prima della sua morte, avvenuta improvvisamente per un ictus.
 
Milvia Franzolini Morra
26/01/2018

Fonti archivistiche

Carte private Mauro Morra, Genova.

Fonte iconografica

Collezione privata, Genova.
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