Dora Friedlaender Bernhard

Vienna, 7 Aprile 1896 – Roma, 15 Febbraio 1998

Biografia

Dora Bernhard nasce a Vienna nella famiglia Friedlaender che, come altre famiglie ebraiche, all’inizio dell’Ottocento aveva scelto per motivi di protezione sociale di convertirsi al cattolicesimo, il che avveniva anche in altri paesi europei. Il padre di Dora è un chimico riconosciuto e la madre una donna molto colta, vicina alla cerchia junghiana, che trasmette questo interesse a due delle tre figlie, Dora e Marianne, mentre Eva, la primogenita, sembra dedita solo alla famiglia. Dora si laurea in economia ma  resta aperta a tutte le ricerche spirituali che, in parte come eredità del Romanticismo, in parte come reazione al positivismo, percorrono l’Europa tra fine Ottocento e inizio Novecento: il pensiero di Carl Gustav Jung, l’astrologia e la chirologia, che fa conoscere a Dora Ernst Bernhard, il brillante pediatra e psicoterapeuta che si sta spostando da Freud a Jung e come quest’ultimo vede nella lettura della mano, che studia con Julius Spier, il mentore di Etty Hillesum, un prezioso strumento  di indagine del carattere. Dora ed Ernst si conoscono intorno al 1934, all’epoca dei colloqui di Ernst con Jung a Zurigo, e raccolgono insieme le prime foglie di ginko biloba che resteranno il simbolo della loro intesa. All’epoca dell’internamento di Ernst nel campo fascista di Ferramonti, Dora lo sostiene da Roma e riesce a far sì che Giuseppe Tucci ottenga la sua liberazione. A Roma nel 1944, dopo la liberazione, Ernst e Dora si sposano e da allora lavorano in stretta connessione, scambiandosi riflessioni e scoperte comuni. La loro casa di via Gregoriana diventa il centro di un gruppo di pazienti e allievi che a poco a poco Ernst avvia anche verso Dora; negli anni ‘50 lei segue i propri casi, emancipandosi sempre più dal consiglio del marito. Mentre Ernst si occupa soprattutto di pazienti italiani, Dora ha una clientela numerosissima di stranieri, con i quali mantiene una fitta corrispondenza, un tentativo di vera e propria terapia epistolare, perfino con due coniugi insieme, come nel caso di Allan Tate, il grande poeta americano erede di Eliot, e di sua moglie Catherine Gordon Tate, esponente della Southern Renaissance americana. Il carattere pragmatico, talvolta brusco, di Dora fa sì che i suoi pazienti per metà l’adorino e per metà la detestino. Come Bernhard con la scrittura, nel parlare Dora ha talora difficoltà a esprimersi con chiarezza, ma molto chiaro è il suo orientamento sempre positivo volto a incoraggiare alla vita e all’azione quando necessario. Aveva sofferto molto nella sua vita: a 20 anni per la morte in guerra del fidanzato Otto Krebs, a 54 per la morte della sorella Marianne nella lontana Giava, e dagli anni ‘50 per l’affollarsi di troppe presenze attorno a Ernst, che lo distraggono da lei; ma sempre rimane viva la stima altissima che lui ha nei suoi riguardi e che gli fa invariabilmente dire, in occasioni di scelta importante: “Sentiamo cosa dice Dora”. Immensa la dedizione di lei al lavoro e allo studio approfondito della ricerca psicologica, a scapito delle occasioni ufficiali. Di lei restano solo alcune conferenze e un repertorio incompiuto dei simboli onirici. La sua corrispondenza tra cui quella con Aniela Jaffé, la segretaria di Jung è una fonte importante di notizie sul mondo particolare dell’analisi junghiana. 
Dopo la morte di Ernst nel 1965, Dora continua a lavorare con la stessa dedizione. Muore a Roma a 102 anni ed è sepolta con Ernst nel Cimitero Acattolico, dove riposano anche Shelley e Keats.

Luciana Marinangeli
20/11/2017

Bibliografia

Bernhard E. (2011). Lettere a Dora dal campo di internamento di Ferramonti, 1940-1941. Nino Aragno: Torino.
Carotenuto, A. (1977). Jung e la cultura italiana. Roma: Astrolabio.
Marinangeli, L. (2004). Risonanze celesti. Venezia: Marsilio.
Sorge, G. (a cura di) (2001). Lettere tra Ernst Bernhard e Carl Gustav Jung, 1934/1959. Rivista di psicologia analitica, 12-64. [Tuttora inedite altre lettere tra Dora e Aniela Jaffè].

Fonte iconografica

Grazie alla cortesia di ©Luciana Marinangeli.
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