Nicolae Vaschide

Buzàu (Bucarest, Romania), 19 Dicembre 1874 – Parigi, 13 Ottobre 1907

Biografia

Cresciuto in una famiglia di piccoli proprietari terrieri, si laureò a Bucarest in lettere e filosofia nel 1895. Nello stesso anno ebbe modo di incontrare lo psicologo francese Alfred Binet, giunto a Bucarest su invito dell’amico giornalista Tache Ionescu (1858-1922) per tenere un corso di psicologia sperimentale dal 27 aprile al 17 giugno. Vaschide fu un uditore particolarmente zelante di quelle lezioni, di cui pubblicò i resoconti nei giornali locali, tanto che Binet decise di invitarlo a Parigi, a lavorare con lui presso il Laboratorio di psicologia fisiologica della Sorbona.
Nel viaggio verso la capitale francese, nell’estate del 1895, ebbe modo di visitare il laboratorio di Wilhelm Wundt a Lipsia e di soggiornare in Italia, dove realizzò, con il giovane psichiatra ed amico Giulio Cesare Ferrari, alcuni lavori sperimentali sulla memoria delle linee, di cui comunicò i risultati nell’agosto 1896 al III Congresso internazionale di psicologia di Monaco.
Poco prima di lasciare Bucarest, aveva sposato Victoria Zamfirescu, figlia di un professore di medicina, la quale lo seguì a Parigi, laureandosi poi nel 1903 in storia all’École pratique des hautes études.
Divenuto uno dei più assidui collaboratori di Binet, pubblicò con lui, già nel 1897-1898, numerosi articoli sull’Année psychologique, prevalentemente riguardanti l’influenza dei processi psicologici (in particolare delle emozioni) sulla pressione del sangue e più in generale sulla fisiologia dell’individuo.
Negli stessi anni intraprese anche gli studi medici, seguendo diversi corsi (tra cui quelli di fisiologia con François Frank, Etienne-Jules Marey e Arsène d’Arsonval, di medicina con Jules Déjérine, Fulgence Raymond e Pierre Marie, di storia delle scienze con Jules Soury) che gli permisero di ottenere il diploma in medicina all’École pratique.
Per motivi non ancora del tutto chiari, nel 1899 interruppe bruscamente la propria collaborazione con Binet, forse per un’incompatibilità di carattere o per un contrasto di natura scientifica. Dopo un breve periodo presso Pierre Janet alla Salpêtrière, passò al Laboratorio di psicologia sperimentale di Edouard Toulouse a Villejuif, dove divenne responsabile dei lavori (“chef de travaux”) ed ebbe la possibilità di coordinare un gruppo di giovani studiosi, tra cui Henri Piéron, Claude Vurpas e Raymond Meunier, con i quali si dedicò innanzitutto allo studio delle sensazioni. Tra queste, rivolse un’attenzione particolare alla sensibilità olfattiva e individuò una nuova forma di sensibilità tattile, la tricoestesia, ossia la sensibilità prodotta dalla stimolazione di un singolo pelo. Altri campi di indagine furono i deliri e le allucinazioni, la morte, i “mostri umani”, ma anche le funzioni mentali superiori (in particolare memoria, percezione, astrazione, attenzione, immaginazione). Considerato uno dei pionieri dello studio del sonno e dei sogni, si interessò inoltre a lungo di occultismo e metapsichica, come molti altri scienziati della sua epoca.
Gli anni a Villejuif furono per lui eccezionalmente produttivi: tra il 1900 e il 1904 pubblicò circa 150 articoli, preparò 11 monografie (molte delle quali uscite postume) e fu presente a quasi tutti i congressi europei di medicina, psicologia e fisiologia. Fu inoltre segretario della Bibliothèque de psychologie expérimentale diretta da Toulouse, segretario aggiunto al Congresso internazionale di psicologia del 1900 e collaboratore della British Association for advancement of sciences. La sua erudizione lo portò anche a intraprendere da solo, nel 1902, l’enorme progetto, sostenuto dalla Revue philosophique e abbandonato dopo la seconda edizione, di un Index philosophique che recensisse ogni anno tutte le pubblicazioni di psicologia, filosofia, medicina, biologia, morale, metapsichica e storia della filosofia.
Pochi mesi prima di morire, nel 1907, lasciò il laboratorio di Toulouse per ricoprire la carica di direttore aggiunto del Laboratorio di psicologia patologica istituito da Pierre Marie all’École pratique des hautes études.
Lavoratore e studioso instancabile, svolse per tutta la breve vita un’attività febbrile, non solo in campo scientifico, ma anche in campo letterario, sia come giornalista (per diverse testate francesi e rumene) sia come poeta. Ambizioso e amante della mondanità, a partire dal 1904 cominciò a rallentare l’attività sperimentale per dedicarsi maggiormente alla clientela privata, entrando a far parte dell’entourage del drammaturgo François de Curel (1854-1928), a cui fu legato da profonda amicizia.
Morì a Parigi, a soli 33 anni, per una polmonite.

Paola Zocchi
23/08/2017

Bibliografia

Huteau, M. (2008). Un Météore de la psychologie française: Nicolae Vaschide (1874-1907). Bulletin de Psychologie, 61(2), 494, 173-200.

Opere

(1902) (con C. Vurpas). De la logique morbide. Lyon: Storck.
(1902) (con C. Vurpas). Psychologie du délire dans les troubles psychopathiques. Paris: Masson.
(1902) (con H. Piéron). La psychologie du rêve au point de vue médical. Paris: Ballière.
(1903) (con C. Vurpas). La logique morbide. 1. L’analyse mentale (préface de Théodule Ribot). Paris: Rudeval.
(1903) (con C. Vurpas). Essai sur la psycho-physiologie des monstres humains. Un anencéphale, un xiphopage. Paris: Rudeval.
(1904) (con E. Toulouse & H. Piéron). Technique de psychologie expérimentale. Paris: Douin.
(1908). Les hallucinations télépathiques. Paris: Bloud.
(1908) (con R. Meunier). La pathologie de l’attention. Paris: Bloud.
(1909). Essai sur la psychologie de la main (préface de Charles Richet). Paris: Rivière.
(1910) (con R. Meunier). La psychologie de l’attention. Paris: Bloud.
(1911). Le sommeil et les rêves. Paris: Flammarion.

Fonte iconografica

Huteau, M. (2008). Un Météore de la psychologie française: Nicolae Vaschide (1874-1907). Bulletin de Psychologie, 61(2), 494, 173-200.
back to top