Guido Della Valle

Napoli, 25 Gennaio 1884 – Napoli, 29 Gennaio 1962

Biografia

Figlio di Antonio Della Valle – anatomista nelle Università di Modena e Napoli – e di Giuseppina Matronola – pronipote di Antonio Tari, docente di estetica nell’Università di Napoli – Guido Della Valle conseguì, nel 1904, la laurea in filosofia presso l’Università partenopea, discutendo una tesi in filosofia teoretica dal titolo Psicogenesi della coscienza. Saggio d’una teoria generale dell’evoluzione con il neokantiano Filippo Masci. Affascinato dalla personalità del suo maestro, un accademico sui generis per quel tempo, impegnato in diverse attività pubbliche, ma sempre attento a mettere in primo piano l’attività didattica e di ricerca, Della Valle ne riprese il modello neocriticista, intravedendone una chiara indicazione metodologica per il lavoro dello psicologo sperimentalista.
Proprio grazie all’incoraggiamento di Masci, subito dopo la laurea ottenne due borse di studio – l’una finanziata dal concorso nazionale di «Perfezionamento all’interno» e l’altra bandita dal Ministero della pubblica istruzione per il perfezionamento all’estero – ed ebbe modo di approfondire le principali tematiche della psicologia sperimentale, lavorando per un anno presso l’Università di Firenze e per un altro anno presso l’Università di Lipsia, sotto la guida, rispettivamente, di Francesco De Sarlo e Wilhelm Wundt.
Giunse dunque a Firenze nel 1904, un anno dopo la fondazione del Laboratorio di psicologia sperimentale di De Sarlo e nel 1905, terminato il periodo di studio e contagiato dal fervore intellettuale dello psicologo fiorentino, si trasferì nel Laboratorio lipsiano di Wundt, dove si era oramai consolidato un modello di psicologia del tutto autonomo dalla filosofia e volto sostanzialmente alla misurazione dei processi psichici. Durante il soggiorno tedesco la conoscenza di Wundt, a cui avrebbe presto riconosciuto senza mezzi termini la paternità della psicologia sperimentale, non fu l’unica esperienza decisiva per Della Valle. Un altro importante contributo alla sua maturazione intellettuale provenne dalla frequentazione di Friedrich Wilhelm Ostwald, docente di chimica fisica presso l’Università di Lipsia. Premio Nobel per la chimica nel 1909, Ostwald si era distinto negli ambienti culturali e scientifici di fine Ottocento per il discorso tenuto a Lubecca nel 1895, al Congresso dei naturalisti tedeschi, dedicato, significativamente, alla crisi e al superamento del materialismo scientifico. Della Valle restò profondamente colpito dalla personalità di Ostwald, il chimico che – così pensava – aveva saputo trasformare i principi della termodinamica in una teoria energetica globale.
Tornato in Italia, dove fu richiamato dal Ministero della guerra per gli obblighi militari (nonostante Wundt avesse tentato di prolungare il suo soggiorno in Germania), vinse il concorso a cattedra nella scuola e insegnò pedagogia nella Reale Scuola normale (scuola che, poi, prenderà il nome di Istituto magistrale, deputato alla formazione dei maestri elementari) sia di Matera (1907/08), sia di Foggia (1908/09 e 1909/10), sia di Torino (1910/11).
I tre anni di insegnamento tra Matera e Foggia gli consentirono di toccare con mano le problematiche educative e scolastiche di una realtà meridionale addirittura più complessa di quella della sua città natale, dove la presenza dell’università garantiva indubbiamente una maggiore sensibilità rispetto a certe istanze culturali ed educative. In questo contesto vedevano la luce Le leggi del lavoro mentale e, con esse, l’introduzione in Italia della psicotecnica, intesa da Della Valle come branca della pedagogia sperimentale volta a ricercare i mezzi educativi più adatti a realizzare i valori culturali: la psicotecnica rappresentava, in altri termini, il momento applicativo della cosiddetta scienza del lavoro mentale.
Nel novembre 1911, appena ventisettenne, giudicato positivamente da una commissione di cui faceva parte tra gli altri Giovanni Gentile, divenne titolare della cattedra di Pedagogia dell’Università di Messina, dove fu anche immediatamente nominato preside della Facoltà di lettere e filosofia (appena riattivata dopo il sisma del 1908), nonché direttore del “Corso di perfezionamento pei licenziati dalle scuole normali”. Sempre nel 1911 assunse la direzione della prestigiosa Rivista pedagogica, dalle cui pagine, peraltro, aveva già duramente attaccato le idee di Maria Montessori. Dopo un periodo di permanenza a Santiago del Cile, dove il successo ottenuto dal volume Le leggi del lavoro mentale fu notevole, rientrò in Italia nel 1914 e, all’inizio del 1916, chiese ed ottenne di arruolarsi, prendendo parte alla prima guerra mondiale come ufficiale di fanteria.
Al termine del conflitto – durante il quale perse l’unico fratello, Paolo, capitano medico in servizio sul fronte albanese – tornò ai suoi incarichi accademici messinesi fino al novembre 1919, data del suo trasferimento all’Università di Napoli, dove fu anche preside della Facoltà di lettere e filosofia nell’anno accademico 1919/20. Il 29 settembre 1926 sposò Olimpia Jannel, appartenente ad una famiglia boema trasferitasi a Napoli nell’Ottocento; dal matrimonio nacquero due figli, Antonio e Giuseppina.
Nonostante la sua opposizione alla politica scolastica del ministro Benedetto Croce prima, e al fascismo e alla riforma scolastica di Giovanni Gentile poi, Della Valle fu eletto socio nazionale dell’Accademia dei Lincei il 6 maggio 1935. Lasciato, comunque, ai margini della vita politica accademica, proprio a causa della sua forte opposizione al regime, proseguì la sua attività didattica e di ricerca – quest’ultima ampliata ad ambiti archeologici e letterari – anche durante gli anni della seconda guerra mondiale. Terminato il conflitto, dopo una breve ma intensa esperienza come assessore comunale e preside interinale della Facoltà di lettere e filosofia di Napoli, tornò ad occuparsi a tempo pieno di problemi pedagogici. Collocato fuori ruolo per limiti di età nel 1954, morì a Napoli nel 1962.
Tra le sue numerose opere si segnalano: Psicogenesi della coscienza. Saggio d’una teoria generale dell’evoluzione (Milano, 1905); Le leggi del lavoro mentale (Torino-Roma-Milano-Firenze-Napoli, 1910); Teoria generale e formale del Valore come fondamento di una Pedagogia filosofica (Torino, 1916); I grandi pensatori del Mezzogiorno (Salerno, 1932).

Luigi Traetta
27/05/2016

Bibliografia

Cambi, F. (1989). Della Valle, Guido (pp. 755-757). In Dizionario biografico degli italiani, vol. 37. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana.
Carbonara, C. (a cura di) (1957). Il pensiero e l’opera di Guido Della Valle. Napoli: Libreria Scientifica Editrice.
Traetta, L. (2012). Le leggi del lavoro mentale. L’avventura foggiana di Guido della Valle (pp. 275-293). In Contributi alle ricerche sulla Scienza nel Mezzogiorno dopo l’Unità d’Italia. Ariccia (RM): ERMES.
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