Istituto di psicologia dell’Università di Milano presso la Facoltà di medicina

Dopo aver aperto, nel 1951, l’Istituto di psicologia afferente alla Facoltà di lettere e filosofia, nel 1965 l’Università di Milano si dotava anche di un omonimo Istituto (di psicologia), afferente però alla Facoltà di medicina.
La gestazione era stata lunga e complessa. Fin dal 1946, Cesare Musatti, all’epoca incaricato dell’insegnamento di psicologia presso la Facoltà di lettere e filosofia, si era impegnato perché la Facoltà di medicina si dotasse di un istituto di psicologia. Il progetto venne approvato, ma la mancanza di fondi per l’acquisto del materiale tecnico e scientifico aveva impedito la sua realizzazione.
Oltre a questioni di carattere finanziario, vi era poi un altro ostacolo da superare: occorreva cioè inserire l’insegnamento della psicologia nel corso di laurea in medicina (da cui era stato eliminato dalla riforma Gentile, nel 1923). Ottenuta nel 1948 la cattedra a Filosofia – la prima in Italia del dopoguerra –, Musatti insegnò psicologia anche a Medicina, per qualche tempo “clandestinamente” e comunque sempre a titolo gratuito. La sua idea dell’importanza di coltivare una profonda cultura psicologica fra i medici venne ribadita quando, nel 1951, venne inaugurato il primo istituto universitario di psicologia: nominato direttore, Musatti organizzò prontamente un seminario di psicologia medica per specializzati in neuropsichiatria. Ma l’istituto afferiva ancora alla Facoltà di lettere e filosofia.
Fu grazie all’intervento del Comune di Milano che nel 1964 venne attivata la cattedra di psicologia presso la Facoltà di medicina: il Comune si impegnò infatti a finanziare l’iniziativa, e inoltre si dichiarò disponibile a ospitare un nuovo istituto di psicologia presso una sede comunale. La cattedra venne affidata a Marcello Cesa-Bianchi. Specializzato in psicologia all'Università Cattolica e in malattie nervose e mentali a Pavia, Cesa-Bianchi aveva iniziato a insegnare psicologia presso la Facoltà di medicina dell’Università di Milano dal 1956, prima come libero docente, e dall’anno successivo come professore incaricato. Dirigeva inoltre il Centro medico psicologico di orientamento scolastico e professionale dell’Ufficio comunale d’igiene e sanità, istituito nel 1952 “sulle ceneri” per così dire dell’Istituto civico di pedagogia e psicologia sperimentale.
La doppia collocazione di Cesa-Bianchi (universitaria e comunale) facilitò l’accordo fra le due istituzioni, e nel 1965, sotto la sua direzione, venne finalmente aperto l’Istituto di psicologia afferente alla Facoltà di medicina, in via Francesco Sforza 23, sede del Centro comunale.
Come ricordato dallo stesso Cesa-Bianchi, la convivenza fra istituto universitario e centro comunale consentì “una stretta interazione tra ricerca e insegnamento”, e permise inoltre di “tradurre in termini operativi a favore della popolazione le indicazioni emergenti dalla ricerca scientifica, a sua volta orientata a studiare i problemi più rilevanti per la popolazione”.
Nel primo anno di attività lavorarono nel nuovo istituto Angelo Beretta, Ettore Antonio Caracciolo, Calogero Vincenzo Di Naro, Alessandro Marco Maderna, Giambattista Muraro.
 
Elisa Montanari
09/10/2015

Bibliografia

Cesa-Bianchi, M., Porro, A., & Cristini, C. (2009). Sulle tracce della psicologia italiana. Storia e autobiografia. Milano: FrancoAngeli.

Fonti archivistiche

Università degli Studi di Milano Centro Apice, Archivio storico, Archivio proprio, serie 7. Carteggio articolato sul titolario, b. 97
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