Chimografo

Nel 1847 Hermann von Helmholtz, Ernst Wilhelm von Brücke, Emil Du Bois-Reymond e Carl Ludwig si incontrarono a Berlino per definire un programma di ricerca sulla fisiologia umana che prendesse definitivamente le distanze dalle concezioni della Naturphilosophie. Nella prospettiva che inaugurarono, ogni fenomeno fisiologico poteva considerarsi correttamente interpretato solo a queste condizioni: doveva essere spiegato nei termini di un'interazione tra componenti materiali; doveva essere traducibile nei termini della fisica e della chimica; doveva escludersi ogni riferimento che rimandasse a obsolete posizioni vitalistiche.
Il chimografo, messo a punto da Carl Ludwig prima della fine degli anni '40 dell'Ottocento, divenne il primo mezzo tecnologico e il simbolo stesso di questo manifesto programmatico. Costruito mentre Ludwig lavorava per dimostrare che la circolazione del sangue non era il frutto di una forza innata, bensì il risultato di fenomeni misurabili, il chimografo si diffuse rapidamente in tutti i laboratori europei.
Il successo di questa macchina, che consisteva essenzialmente nella rotazione di un cilindro su cui venivano impressi i movimenti di uno stilo, si dovette senz'altro alla semplicità di funzionamento e manutenzione. Tuttavia, la ragione per cui il chimografo divenne lo strumento di riferimento per la ricerca sperimentale prima in fisiologia, poi nell'ambito della psicologia sperimentale, va rintracciata nel fatto che si trattava di un apparecchio in grado di registrare dati sperimentali sulla meccanica umana.
Il chimografo, inoltre, consentiva una trasposizione grafica degli stessi dati, una misurazione precisa e, di conseguenza, anche la rielaborazione in termini matematici.
l chimografo nell'immagine, venduto dal costruttore Stoelting nel 1922, non era molto diverso dai modelli messi a punto da Ludwig oltre 70 anni prima. Poteva essere collocato sia in orizzontale che in verticale ed era dotato di un cilindro su cui veniva stesa la carta per la registrazione. Un motore a molla invertibile e a velocità regolabile imprimeva al cilindro un moto costante.
Insieme al chimografo, Stoelting la cui ditta costruiva, importava ed esportava strumenti scientifici pubblicizzava sul suo catalogo commerciale accessori quali il bruciatore a gas per l'affumicatura della carta, il Tamburo di Marey che consentiva la trasmissione pneumatica dei dati rilevati al chimografo, il bagno di fissaggio per il trattamento di conservazione dei tracciati.

Christian Carletti

Bibliografia

Bynum, W.F. (1994). Science and the practice of medicine in the nineteenth century. Cambridge: Cambridge University Press.
C.H. Stoelting Co. (1922). C.H. Stoelting Co. psychology and physiology apparatus and supplies. Milwaukee: Wisconsin Printing Co.
Cranefield, P.F. (1957). The organic physics of 1847 and the biophysics of today. Journal of the history of medicine and allied sciences, 12, 407-423.
Paulitsch, C. (2005-2008). Psychologische Apparate aus der Sammlung des Institutes für Geschichte der Psychologie Universität Passau (Vols. 3). Passau :Universitätsverlag Passau.
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