Istituto civico di pedagogia e psicologia sperimentale di Milano

Il primo nucleo di quello che divenne poi l’Istituto civico di pedagogia e psicologia sperimentale di Milano risale al 1904, quando il Comune di Milano acquistò le attrezzature del Gabinetto di pedagogia sperimentale fondato da Ugo Pizzoli a Crevalcore, in provincia di Bologna. Due anni dopo, il Comune fornì a Pizzoli una nuova e più ampia sede nella Scuola normale Carlo Tenca, dove il Gabinetto fu affiancato da quello di antropologia pedagogica di Giacomo Gotti e dotato di un auditorium, di un museo pedagogico e di una sala per le esercitazioni.
In seguito all’attivazione della Scuola pedagogica di perfezionamento magistrale all’interno dell’Accademia scientifico-letteraria di Milano (l’antenata della Facoltà universitaria di lettere e filosofia dell’Università), nel 1907 il Comune decise di affidare al direttore del Gabinetto anche la cattedra di psicologia sperimentale, modificando l’assetto dell’istituto. Nel 1908 il concorso per la direzione del Gabinetto fu vinto da Zaccaria Treves, già assistente di Angelo Mosso a Torino, che ribattezzò il Gabinetto di pedagogia sperimentale di Pizzoli “Laboratorio civico di psicologia pura ed applicata”, con sede a Palazzo Dugnani, in via Manin. Il nuovo Laboratorio avviò varie collaborazioni con altre istituzioni milanesi, come l’Istituto dei ciechi (per lo studio del senso muscolare dei non vedenti), il Manicomio provinciale di Mombello (dove Treves effettuò con lo psichiatra Piero Gonzales osservazioni dinamometriche e sui tempi di reazione sotto sforzo in soggetti epilettici, alcolisti e isterici), l’Ufficio d’igiene municipale (che inviava al Laboratorio scolari con sospetta anormalità psichica) e l’Istituto nazionale dei sordomuti di via San Vincenzo (il cui direttore, Giulio Ferreri, collaborò con Treves e con il medico scolastico comunale Alfredo Albertini all’elaborazione un progetto di scuola per bambini anormali educabili). Assistente del laboratorio era il filosofo e psicologo sperimentale Francesco Umberto Saffiotti, mentre al custode, Renzo Montelatici, abilissimo meccanico, era affidata la costruzione e riparazione degli strumenti scientifici.
Con la prematura morte di Treves nel 1911, fu nominato direttore pro tempore del Laboratorio il fisiologo Casimiro Doniselli, che due anni dopo ottenne la nomina ufficiale, divenendo così anche docente di psicologia sperimentale all’Accademia scientifico-letteraria. Traslocato nel 1914 alla periferia nord della città, nel grande complesso delle scuole di viale Lombardia, il laboratorio si specializzò soprattutto nell’orientamento scolastico, oltre che nella psicofisiologia del lavoro e della fatica. Nel 1926, con il nome di Istituto civico di pedagogia e psicologia sperimentale, si trasferì nel nuovo edificio appena ultimato in via Botticelli, che avrebbe dovuto ospitare un più ampio Istituto di fisiologia sociale (il cui progetto tuttavia naufragò). Nel 1937 il podestà di Milano ordinò il trasferimento dell’istituto nell’edificio comunale dell’Acquario civico, una sede che venne purtroppo duramente colpita dai bombardamenti alleati dell’agosto 1943, i quali distrussero non solo gli apparecchi scientifici e le attrezzature dell’istituto, ma anche l’archivio, con i suoi “490.000 saggi sulle indagini fatte in circa trent’anni di lavoro oscuro”. Dopo la guerra, Doniselli si batté per rifondare l’istituto, che riprese la sua attività di orientamento scolastico e professionale. Egli lasciò l’incarico di direttore nel 1951 per raggiunti limiti d’età.
Nel 1952 il posto dell’istituto fu preso dal nuovo Centro medico psicologico di orientamento scolastico e professionale (che dipendeva dall’Ufficio di igiene e sanità del Comune). In seguito al trasferimento in via Morosini, si fuse poi con il Centro biopedagogico  per  anormali  del carattere, trasformandosi in Centro medico-psicologico di orientamento professionale. La direzione del nuovo centro fu affidata allo psicologo Marcello Cesa-Bianchi, specializzatosi in psicotecnica con padre Agostino Gemelli. L’istituto chiuse definitivamente i battenti alla fine degli anni Ottanta del Novecento, in seguito alla riorganizzazione della sanità lombarda e alla nascita delle aziende sanitarie locali.
 
Elena Canadelli
30/09/2015

Bibliografia

Butti, N., Casimiro Doniselli e l’Istituto civico di psicologia sperimentale di Milano: una storia quasi dimenticata, tesi di laurea magistrale in Psicologia clinica, dello sviluppo e neuropsicologia, Università degli Studi di Milano-Bicocca, relatore M. Antonelli, secondo relatore E. Canadelli, a.a. 2013/2014.
Cesa-Bianchi, M. (a cura di) (1957). Centro medico psicologico di orientamento professionale. Milano: Tipografia C.I.P.
Doniselli, C. (1932). Guida psicotecnica ad uso degli insegnanti delle classi quinte elementari per il riconoscimento delle attitudini degli alunni. Milano: Stucchi.
Doniselli, C. (1936). Il civico istituto di psicologia sperimentale e il servizio psicotecnico nelle scuole di Milano. Città di Milano, settembre.
Pizzoli, U. (1906). L’Istituto di Pedagogia alla esposizione  internazionale di Milano. Bollettino mensile del laboratorio e scuola di pedagogia sperimentale in Milano, 4-5, 164-167.
Redondi, P. (2008. Educare per la vita. L’Istituto civico di psicologia sperimentale. In E. Canadelli & P. Zocchi (a cura di). Milano scientifica 1875-1924, Vol. I (pp. 277-301). Milano: Sironi.
Sperandini, L. (1951). Oltre quarant’anni di vita del civico Istituto di pedagogia e psicologia sperimentale. Città di Milano, maggio.
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