Elvio Fachinelli

Luserna (Trento), 29 Dicembre 1928 – Milano, 21 Dicembre 1989

Biografia

Nato a Luserna, in provincia di Trento, frequenta i primi anni scolastici a Menun, vicino Parigi, dove la famiglia era stata costretta a emigrare. Rientra in Italia nel 1940, a causa della guerra, e a Luserna frequenta la quinta elementare. L’anno successivo i Fachinelli si trasferiscono a Bolzano, dove, in quanto profughi, ottengono una casa popolare: il padre Giovanni trova lavoro nell’edilizia, come capo cantiere. Conseguita la maturità classica a Merano, Elvio s’iscrive alla Facoltà di medicina dell’Università di Pavia, dove frequenta il Collegio Cairoli, insieme, tra gli altri, ad Alberto Arbasino (che lo ricorderà nei suoi Ritratti italiani). Negli anni dell’università scrive racconti e novelle, che pubblica sulla rivista Annabella con lo pseudonimo "Paolo Trust". La figura materna è centrale nelle sue scelte e nella sua formazione: la madre Gemma, infatti, oltre che donna colta che insegna ai figli il latino e l’amore per la lettura, era stata assistente infermiera del fratello medico per tanti anni.
Nel 1952 Fachinelli si laurea con lode, discutendo la tesi dal titolo Ricerca di fattori influenzanti la ricombinazione batterica con Giulio Alfredo Maccacaro, con il quale successivamente pubblicherà lo scritto Il suicidio impossibile (firmato anche da Renato Boeri e Giovanni Jervis), sul caso della morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli.
Dopo aver lavorato come microbiologo all’interno di un’azienda farmaceutica, prende la strada della psichiatria: lavora dapprima all’Ospedale Niguarda di Milano, nel reparto di Neuropatologia dove conosce Enzo Morpurgo, di cui diventa allievo e amico e successivamente alla Clinica privata per malattie mentali Ville Turro, dove si occupa anche di anoressia nervosa. Consegue la specializzazione in Psichiatria presso l’Università di Milano nel 1961, discutendo la tesi Il contributo di Rorschach all’analisi strutturale della nevrosi fobico-ossessiva, poi pubblicata con Augusto Ermentini sulla Rivista sperimentale di freniatria.  
È dell’anno successivo l’incontro con Cesare Musatti, con il quale inizia l’analisi didattica, che dura tre anni. Dal 1966 lavora come psicoanalista individuale e di gruppo. Negli stessi anni inizia a collaborare alla traduzione delle Opere di Freud, traducendo – anche con lo pseudonimo "Ezio Luserna" – diversi scritti, tra cui L’interpretazione dei sogni. Contemporaneamente fonda la rivista Il corpo, insieme a un gruppo di filosofi, storici e letterati (tra cui Giancarlo Majorino, Luciano Amodio, Elio Pagliarani). Qui Fachinelli pubblica per la prima volta in Italia la traduzione de La negazione di Freud e di Materialismo dialettico e psicoanalisi di Wilhelm Reich, entrambe con commento.
Negli anni della contestazione è chiamato dagli studenti alle università di Trento e di Milano, dove dà vita a gruppi di discussione e di analisi. È affascinato da tutti i temi "caldi" del periodo: si occupa di radio libere, liberalizzazione della droga (la sua proposta di una liberalizzazione controllata dell’eroina scatenò un grande dibattito), femminismo, liberazione sessuale. I risultati del suo lavoro con un gruppo di transessuali nel quartiere vecchio di Genova trova spazio nel libro di Lisetta Carmi, Travestiti. Nel 1970 partecipa all’apertura di un asilo autogestito a Porta Ticinese, a Milano, esperienza di pedagogia antiautoritaria di cui darà conto nel libro L'erba voglio. Pratica non autoritaria nella scuola, curato insieme a Luisa Muraro e Giuseppe Sartori. Lo stesso titolo (L’erba voglio) viene utilizzato per dare nome alla rivista che Fachinelli fonda nel 1971, insieme a Lea Melandri e alla stessa Muraro, come punto d’incontro e di discussione culturale e politica di diversi operatori sociali (psicologi, sociologi, insegnanti). Il gruppo di "autoformazione" affiancato alla rivista vede la partecipazione di molte persone, tra cui un giovane Giorgio Gaber. Nel 1978 inizia a frequentare assiduamente l’Associazione di psicoterapia critica, fondata a Milano dall’amico Enzo Morpurgo e coordina un seminario sul tempo nella nevrosi ossessiva.
Al tema del tempo Fachinelli ha dedicato gran parte della sua ricerca, a partire da un lavoro del ’63, Nuovo significato del disegno e recupero magico del passato nell’opera di un’artista psicotica (presentato a Bologna nel corso del II Colloquio internazionale sull’arte plastica), passando per La freccia ferma. Tre tentativi di annullare il tempo (1979), fino a Claustrofilia, libro del 1983 dedicato al problema del tempo nel trattamento psicoanalitico.
Jacques Lacan ha dichiarato che Fachinelli è stato il primo in Italia ad averlo letto e ad aver risentito della sua opera. 
Negli anni Ottanta collabora a diversi giornali e riviste, tra cui Il Corriere della sera, la Repubblica, il Manifesto, l'Unità, L'Espresso, Panorama, Il Mondo, e partecipa alla trasmissione televisiva di Rai Tre Fuori Orario.

Elisa Montanari
13/05/2015

Bibliografia

Arbasino, A. (2014). Ritratti italiani. Milano: Adelphi, 204-205.
Conci, M. & Marchioro, F. (1998) (a cura di). Intorno al '68. Un'antologia di testi. Roma: Massari Editore.
Elvio Fachinelli. Un freudiano di giudizio (2011) (numero monografico). Aut aut, 352, ottobre-dicembre.
Frutti della claustrofilia: catalogo del fondo Elvio Fachinelli della Biblioteca comunale di Luserna (1996). Provincia autonoma di Trento (pubblicato in occasione del convegno "L'inquietante sapere", tenuto a Luserna il 14-15 dicembre 1996).
Melandri, L. (a cura di) (2014). L’attualità inattuale di Elvio Fachinelli. Milano: Ipocpress.
Pirillo, N. (a cura di) (2011). Elvio Fachinelli e la domanda della sfinge. Tra psicoanalisi e pratiche filosofiche. Napoli: Liguori.

Opere

(1961) (con Augusto Ermentini). Il contributo di Rorschach all’analisi strutturale della nevrosi fobico-ossessiva. Rivista sperimentale di freniatria, 85(4), 1-65.
(1964). Nuovo significato del disegno e recupero magico del passato nell’opera di un’artista psicotica. Archivio di psicologia, neurologia e psichiatria, 25(1), 27-50.
(1971) (con Luisa Muraro e Giuseppe Sartori). L’erba voglio. Pratica non autoritaria nella scuola. Torino: Einaudi.
(1974). Il bambino dalle uova d’oro. Brevi scritti con testi di Freud, Reich, Benjamin e Rose Thé. Milano: Feltrinelli (ora Adelphi, 2010).
(1979). La freccia ferma. Tre tentativi di annullare il tempo. Milano: L’erba voglio (ora Adelphi, 1992).
(1983). Claustrofilia. Saggio sull’orologio telepatico in psicanalisi. Milano: Adelphi.
(1989). La mente estatica. Milano: Adelphi.
(2012) (a cura di Lamberto Boni). Su Freud. Milano: Adelphi.

L’archivio completo digitalizzato della rivista L’erba voglio è disponibile on-line.
back to top