Luigi (Gino) Pagliarani

Rimini, 23 Gennaio 1922 – Sorengo (Svizzera), 17 Marzo 2001

Biografia

Appartenente a una famiglia riminese, in età giovanile seguì gli ideali politici del padre Isaia, militante nel partito comunista, fortemente osteggiato nel corso del Ventennio dal Regime fascista, fino a subire la pena del carcere. Iniziò a frequentare la Facoltà di filosofia presso l'Università di Bologna nel 1942, ma fu costretto a interrompere gli studi allo scoppio del secondo conflitto mondiale. Dal 1943 al 1945 provò la dura esperienza dell'internamento nel lager di Laazen, nei pressi di Hannover, resa nota più tardi nel libro Amore senza vocabolario. Racconti del lager 1943-1945. Alla fine della guerra si iscrisse al Partito comunista italiano, approdando alla professione di giornalista per il quotidiano L'Unità, dapprima a Modena, poi a Milano. Abbandonò la professione e l'iscrizione al partito dopo i fatti di Ungheria.
Nel 1962 conobbe Maria Zanetta (psicoanalista), che in seguito divenne sua moglie e che, tramite Cesare Musatti, lo introdusse alla psicologia, facendogli incontrare Gaetano Kanizsa. Grazie a questo incontro ottenne la nomina ad assistente presso la cattedra di psicologia dell'Università di Trieste. Negli stessi anni entrò in analisi con Franco Fornari, con il quale condivise le esperienze di studio e di sensibilizzazione culturale nei confronti del pericolo atomico, partecipando attivamente alla fondazione del GAH (Gruppo anti H), dell'ISTIP (Istituto italiano di polemologia), della CIAA (Commissione insegnamento anti autoritario, IV Commissione ISTIP).
Dal 1968 agli anni Ottanta del Novecento ricevette incarichi di insegnamento presso le Università di Trento e di Milano, ed ebbe esperienze significative in gruppi e associazioni professionali quali il CIS (Centro individuo società), l'AMAG (Associazione milanese di gruppo-analisi), la SGAI (Società gruppo analitica italiana). Sul finire degli anni Settanta partecipò attivamente alla fondazione di ARIELE Associazione italiana di psicosocioanalisi, divenendone anche presidente. Più tardi ne prese le distanze, pur mantenendo rapporti di collaborazione.
Numerosissime le sue pubblicazioni su riviste specializzate e altrettanto intensa la sua attività formativa presso enti, associazioni e istituti. Nel 1995 diede alle stampe il suo libro Il coraggio di Venere, con il quale intese dialogare sull'angoscia della bellezza, con l'intento di avviare ad un'autentica "educazione sentimentale".
Nel 1991 riportò in attività l'Istituto di polemologia, nella convinzione che ci si dovesse pure formare alla sana, fertile, intelligente elaborazione dei conflitti personali, politici, etnici, istituzionali per non trovarsi impreparati alle sfide complesse della vita quotidiana.

Franco Cagol
31/07/2013

Bibliografia

L'archivio Pagliarani (1903-2001). Inventario, a cura di F. Cagol e S. Donati, Trento 2013 (dattiloscritto).
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