Kanizsa e il movimento gamma polarizzato

Il lavoro sul movimento gamma polarizzato di Gaetano Kanizsa prese forma durante il periodo in cui quest'ultimo collaborava con Fabio Metelli presso il Laboratorio di psicologia dell'Università di Firenze (1951).
Il movimento gamma, che rientra tra i movimenti definiti da Max Wertheimer apparenti[1], fu studiato per la prima volta in maniera sistematica da Kenkel (1913). Esso può essere definito un movimento di espansione e contrazione legato rispettivamente all'emergere o allo scomparire di uno stimolo, percepito con qualità di figura nel campo visivo; l'espansione parte dal centro della figura e la contrazione avviene verso il centro a partire dall'esterno.
L'interesse di Kanzisa nei confronti del movimento gamma nacque dal desiderio e di studiare un fenomeno ancora poco conosciuto e dalla possibilità di acquisire, attraverso i fenomeni di movimento apparente, maggiori nozioni su un problema più generale, quello della percezione del movimento.
Kanizsa si concentrò in particolare sullo studio sistematico della relazione di dipendenza del fenomeno dalla struttura complessiva del campo visivo. In particolare, attraverso una serie di esperimenti, giunse alla conclusione che la struttura del campo visivo agisce soprattutto sulla direzione del movimento: il semplice movimento di espansione centrifuga e contrazione centripeta del movimento gamma si trasforma in movimento orientato in un'unica direzione, il movimento gamma polarizzato.
Per studiare il fenomeno Kanizsa proiettava su uno schermo uniforme figure luminose stabilmente esposte accanto alle quali, in un secondo momento, comparivano (e scomparivano) altre figure luminose.
L'apparato sperimentale utilizzato da Kanizsa non prevedeva condizioni di stimolazione tachistoscopica, ritenuta essenziale per il suo emergere dai primi studiosi del fenomeno. Le ricerche di Newman attestarono infatti che l'unica variabile realmente importante per il verificarsi del movimento gamma è il "tempo di trapasso"[2]
Le figure presentate sotto consentono una più chiara comprensione degli stimoli usati da Kanizsa per i suoi studi. Le figure con contorni definiti erano stabilmente esposte mentre quelle con contorni tratteggiati erano quelle che comparivano e scomparivano improvvisamente. Le frecce indicano la direzione del movimento gamma in fase di comparsa della figura nel campo visivo.
In figura A il quadrato, presentato su sfondo omogeneo senza la presenza di altre figure, possiede un movimento gamma puro, cioè si espande simmetricamente a partire dal suo centro.
Nelle figure B il quadrato tratteggiato, affiancato a quello con contorno definito, consente di trasformare il movimento gamma puro in movimento gamma polarizzato che, invece di partire dal centro della figura, inizia in una zona adiacente alla figura con contorno definito e si espande al resto della figura con contorno tratteggiato.
Nelle configurazioni presentate nelle figure C e D la polarizzazione avviene in senso diagonale.
I dati sperimentali riportati da Kanizsa attestano che in tali condizioni di stimolazione non solo la polarizzazione si imponeva alla maggioranza degli osservatori, ma quest'ultima avveniva in determinate direzioni rispetto ad altre e cioè dalla figura verso l'esterno; il movimento polarizzato ha origine nel lato della figura con contorno definito e si espande verso l'esterno. Inoltre, dagli studi condotti da Kanizsa è emerso che i principali fattori che agiscono sulla polarizzazione sono:
1) La distanza tra la figura stabilmente esposta nel campo (FS) e la figura insorgente (FI) (Fig. 1): se un lato della figura insorgente coincide con quello della figura stabilmente esposta, la polarizzazione si impone in maniera netta rispetto alle condizioni in cui le figure sono separate da un intervallo vuoto. Il verso della polarizzazione va dalla figura stabilmente esposta verso l'esterno.
2) Il rapporto di lunghezza tra i lati contigui delle figure (Fig. 2): se il lato della figura insorgente è della stessa lunghezza rispetto a quello della figura stabilmente esposta, il verificarsi della polarizzazione è maggiore rispetto alle condizioni in cui il lato contiguo della figura insorgente è maggiore o minore. La polarizzazione va verso l'esterno della figura stabilmente esposta eccetto che nel caso limite in cui le figure hanno in comune solo un punto. In questa situazione la polarizzazione è rivolta in modo costante verso la figura permanete (Fig. 3).
3) Il rapporto di grandezza tra le figure (Fig. 4): con il crescere della grandezza della figura insorgente la frequenza della polarizzazione diminuisce; lo stesso vale per la frequenza dei movimenti polarizzati verso l'esterno.
4) Proprietà figurali della figura insorgente: se tutti i fattori citati sopra vengono variati nella stessa direzione, la polarizzazione aumenta o decresce secondo le regole generali enunciate. Se si manipolano contemporaneamente le due variabili lunghezza del lato comune e grandezza delle figure mantenendo costante la variabile distanza si osservano delle irregolarità nella polarizzazione. Queste irregolarità possono essere spiegate solo se si considera il ruolo giocato da un fattore figurale: modificando le variabili lunghezza del lato comune e grandezza delle figure si trasforma contemporaneamente anche l'aspetto globale della figura. Se le variazioni nelle variabili lunghezza e grandezza non portano alcuna modificazione nell'aspetto strutturale della figura, la polarizzazione segue le regole generali.
5) Orientamento spaziale della figura insorgente (Fig. 5): presentando la figura insorgente nelle quattro dimensioni principali dello spazio (a destra, a sinistra, sopra, sotto la figura stabilmente esposta), la direzione privilegiata della polarizzazione sembra essere l'orizzontale da sinistra a destra e la verticale dall'alto in basso.
6) Ruolo dei movimenti oculari: nelle condizioni di osservazione libera le oscillazioni fisiologiche dello sguardo possono avere una certa influenza nel determinare il verso della polarizzazione, ma gli studi condotti in condizioni che escludono in modo assoluto una compartecipazione di movimenti oculari attestano che i movimenti gamma polarizzati si mantengono inalterati.
7) Effetto di presentazioni seriali: esponendo un soggetto a un movimento polarizzato in una certa direzione per un periodo di tempo lungo, si può facilmente osservare che tale direzione nella polarizzazione sarà mantenuta anche per una figura insorgente che in condizioni normali presenterebbe una polarizzazione in una direzione diversa.
Queste semplici condizioni sperimentali hanno consentito a Kanizsa di dimostrare che la polarizzazione non è qualcosa di "capriccioso e instabile" ma che si manifesta con grande regolarità e prevedibilità.

Grazia Caporusso

Note:
[1] Tra i movimenti apparenti Wertheimer distinse: il movimento ß, il movimento α e il movimento γ.
[2] Il tempo di trapasso può essere definito come "la velocità con cui un gruppo di stimoli viene sostituito da una determinata zona da un altro gruppo di stimoli" (Kanizsa, 1951).

Bibliografia

Kenkel, F. (1913). Untersuchungen über den Zusammenhang zwischen Erscheinungsgrösse und Ercheinungsbewegung bei einigen sogennanten optischen Tӓuschungen. Zeitschrift für Psychologie, 67. 
Engel, P. (1928). Tachistoscopiche Expositionen und Scheinbewegungen, in: Zeitsch. F. Psychol., Bd. 107.
Newman, E.B. (1934). Versuche über das Gamma Phӓnomen, in: Psychol. Forschung., Bd. 19. 
Harrower, M.R. (1929). Some experiments on the nature of gamma-movement, in Psychol. Forschung., Bd. 13. 
Koffka, K. (1935). Principles of Gestalt Psychology. New York. 
Brown, J.F. (1931). On time perception in visual movement field. Psychological Research, 14(1). 
Koehler, W., Wallach, W. (1944). Figural after-effects. An investigation of visual processes.Proceedings of the American Philosophical Society, vol. 88 (4).
Kanizsa, G. (1951). Sulla polarizzazione del movimento gamma. Archivio di Psicologia, Neurologia e Psichiatria, XII (III).
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