Stimoli per gli esperimenti di Benussi su testimonianza e falso ricordo

Qui vengono presentati materiali relativi allo studio della testimonianza e del falso ricordo. In generale, in tale studio e in quello correlato sui sintomi respiratori della menzogna, Vittorio Benussi si avvalse di cartellini quadrati, che riportavano al centro il disegno di un oggetto qualsiasi e inoltre un certo numero di elementi (lettere, oppure cifre, oppure lettere e cifre insieme) in una determinata disposizione (circolare, su righe orizzontali, oppure su righe verticali, ecc.).
Il soggetto doveva descrivere il cartellino che gli veniva presentato secondo un ordine prefissato:
1) disposizione degli elementi;
2) qualità degli elementi stessi (se cioè si trattava di lettere, cifre, lettere e cifre insieme);
3) numero degli elementi;
4) lettura successiva dei singoli elementi, procedendo secondo un ordine fissato (da sinistra a destra e dall'alto in basso);
5) descrizione della figura centrale.
Alcuni cartellini (50%) erano contrassegnati in alto a destra da un asterisco rosso: "si tratta in questo caso di un cartellino di menzogna".
Di fronte a questi cartellini il soggetto, mantenendo lo stesso ordine nelle indicazioni, doveva fornire una descrizione falsa, falsa su ogni singolo punto, ossia su tutte le cinque parti di cui si componeva la deposizione, sforzandosi di sembrare sincero ed evitando di cadere in contraddizione.
Se (1) la disposizione degli elementi era circolare, egli poteva dire che era a forma di quadrato, a rettangolo, in linea retta, a triangolo, …; solo la forma circolare era esclusa, perché in questo caso l'indicazione fornita sarebbe stata esatta.
Se (2) sul cartellino erano scritte lettere e cifre, il soggetto doveva nominare o solo lettere o solo cifre; se erano segnate solo lettere (cifre), egli doveva indicare solo cifre (lettere).
Inoltre (3) egli doveva indicare un numero complessivo di elementi falso: questo numero poteva essere, rispetto al numero reale degli elementi, maggiore quanto egli voleva, ma non poteva esserne minore di più di 2 o 3 unità. Il soggetto doveva tenere a mente questo numero per non cadere in contraddizione rispetto alle sue indicazioni precedenti, quando leggeva le singole lettere (o cifre), e in questo modo tradirsi di fronte agli osservatori.
La lettura delle singole parti componenti (4) doveva svolgersi poi come segue: se vi erano solo lettere o solo cifre, non si doveva leggere mai una data lettera (una data cifra) al posto dove compariva. Se sul cartellino c'erano lettere e cifre, e il soggetto faceva mettere a protocollo solo cifre, doveva indicare nella lettura solo cifre, ma doveva sostituire con altre quelle che erano effettivamente presenti. Altrettanto doveva fare se aveva fatto mettere a protocollo solo lettere: le cifre dovevano venir sostituite da lettere, le lettere da altre lettere.
Infine (5) il soggetto doveva indicare delle figure che non corrispondevano a quelle disegnate sul cartellino.
Aveva inoltre il compito di comportarsi in ogni caso, sia che avesse ricevuto un cartellino di menzogna o meno, in modo da non tradire, con voce, ritmo e velocità di parola, tratti del volto, il suo vero atteggiamento interno, dando all'osservatore sempre l'impressione di essere sincero.
Ogni osservatore riceveva un protocollo e doveva riportare in esso, dopo ogni prova, il suo parere, cioè se egli riteneva che il soggetto avesse detto la verità o avesse mentito.

Sara Adamo
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