Opere di Gino Parin

Gino Parin (1876-1944), pseudonimo di Federico Guglielmo Jehuda Pollack, pittore triestino, fu grande amico di Vittorio Benussi. Dopo gli studi a Trieste, completò la sua formazione a Monaco di Baviera, dove presentò le sue opere con successo.
Agli inizi del ‘900 la sua produzione grafica si orientò verso la caricatura, rifacendosi al genere vignettistico e alla satira della borghesia tipicamente tedesca. Durante la prima guerra mondiale realizzò una nutrita serie di ritratti della poetessa Fanny Tedeschi e di altri soggetti, eseguiti con il carboncino o la matita grassa. Fu un buon ritrattista, accurato nella soluzione tecnica e attento all’espressione dei volti, che valorizzò con un buon senso della luce e inquadrature originali. Nel 1913, all’Internazionale di Monaco di Baviera, gli fu conferita la seconda medaglia d’oro per la pittura.
Tra le due guerre Parin tenne mostre a Vienna e a Trieste, esponendo anche alla Biennale di Venezia, mentre all’Internazionale Quadriennale di Torino del 1923 gli fu conferita la medaglia d’oro per la pittura italiana.
Di origine ebraica, fu perseguitato per motivi razziali e morì nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, in Germania.

Dario De Santis
2009

Bibliografia

Adamo, S. & Zudini, V. (2006). Alla riscoperta di Vittorio Benussi. Presentazione dell'edizione digitale del suo archivio. Teorie & Modelli, n. s., 11(2), 113-125.
Ragazzoni, C. (2003). Gino Parin. Trieste: Fondazione CRTrieste.

Fonti archivistiche

Aspi Archivio storico della psicologia italiana, Università degli studi di Milano-Bicocca, Archivio Vittorio Benussi.
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