Le carte di Marialisa (Billa) Pedroni Zanuso

Soggetto produttore

Le carte di Billa Zanuso sono conservate a Milano presso le abitazioni delle figlie. Si tratta di tutto ciò che rimane del suo archivio personale, un tempo collocato nello studio della sua abitazione in piazza Castello a Milano.
Dopo la morte della psicologa, tutte le carte relative alla sua attività clinica di psicoterapeuta (fascicoli dei pazienti, appunti di lavoro, perizie, ecc.) furono eliminate dalle eredi per tutela della privacy, mentre furono conservati, oltre alle fotografie, i documenti anagrafici, personali e relativi alla sua carriera artistica e professionale, indicativamente risalenti agli anni 1939-2013.
Attualmente la documentazione è organizzata in nove raccoglitori, i primi dei quali conservano testimonianza della carriera artistica di Billa Zanuso (intrapresa già da adolescente, all’inizio degli anni Cinquanta, e terminata a metà degli anni Sessanta del Novecento) in qualità di attrice, sceneggiatrice e pubblicista: contratti con la televisione, il teatro e il cinema; richieste di collaborazione; iscrizione all’albo dei giornalisti; collaborazioni con riviste; appunti diversi per sketch televisivi; proposte per trasmissioni televisive, tra cui ad esempio l’inedito progetto di “Sbagliando s’impara”; due diari personali compilati all’età di 16/17 anni.
Seguono poi alcuni raccoglitori con attestati e titoli di studio, tra cui il diploma di laurea e degli studi liceali precedenti, quello della Scuola di specializzazione in Psicologia presso l’Università degli studi di Torino del 1968, attestati dei training psicoterapeutici e delle supervisioni (ad esempio presso la Clinica del lavoro negli anni Sessanta, con Cecilia Morosini tra il 1971 e il 1973, e con Gaetano Benedetti, Johannes Cremerius e altri tra gli anni Settanta e Novanta), l’iscrizione all’Albo professionale (poi Ordine) degli psicologi (1994) e il curriculum formativo compilato per l’Ordine stesso. Si trova anche documentazione relativa all’Associazione italiana di psicologia analitica (AIPA) e ai centri milanesi di via Alberto da Giussano 11 e di via Sant’Ambrogio 2, ai riconoscimenti ricevuti per la pubblicazione nel 1982 del libro La nascita della psicoanalisi (tra cui il premio Anghiari) e alla curatela con Silvio Cusin della traduzione del volume La tecnica di Rorschach (1971), oltre a un testo inedito su un seminario proposto nel 1988 alla Scuola di psicoterapia psicoanalitica sul tema “Psicoanalisi e femminilità”.
In un raccoglitore separato è stata collocata la corrispondenza intrattenuta negli anni Ottanta e Novanta con colleghi, amici e conoscenti, tra cui: Claire Andrews, Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Tullio Bonaretti, Italo Calvino, Camilla Cederna, Bruno De Maria, Ilham Dilman, Gillo Dorfles, Ciro Elia, Elvio Fachinelli, Rachele Farina, Miriam Fusini Doddoli, Pier Francesco Galli, Anna Garofalo, Livio Garzanti, Ferruccio Giacanelli, Natalia Ginzburg, Claudio Magris, Mauro Mancia, Giovanni Mascherpa, Luciana Nissim Momigliano, Achille Bonito Oliva, Eugenia Omodei Zorini, Ottiero Ottieri, Luigi Pagliarani, Rachele Raimondi, Vittorio e Luisa Sereni, Laura Zanetti. Sono presenti inoltre la rassegna stampa relativa al conferimento del premio Anghiari, un dattiloscritto con la sceneggiatura del secondo episodio del film di Vittorio De Sica “Ieri, oggi, domani”, scritta da Billa Zanuso con Cesare Zavattini.
Sono invece conservati separatamente le fotografie e i carteggi più strettamente privati (con il marito Marco Zanuso, famigliari, amici), i biglietti di condoglianze inviati alla famiglia dopo la morte di Billa, una rassegna stampa di articoli su di lei.
Aggregata all’archivio vi è anche la biblioteca della psicologa, incentrata sull’evoluzione dell’identità femminile; vi si trovano testi di psicologia, psicoanalisi e femminismo degli anni Sessanta e Settanta del Novecento.

Paola Bianchi e Paola Zocchi
06/12/2017
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