Il fondo Elda Mazzocchi Scarzella – Villaggio della madre e del fanciullo

Soggetto produttore

Il fondo archivistico e librario di Elda Mazzocchi Scarzella è conservato in parte a Brescia, presso l’Archivio per la storia dell’educazione in Italia (ASE) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in parte a Milano, nei locali del Villaggio della madre e del fanciullo.
Il trasferimento all’ASE delle carte e dell’archivio del Villaggio è avvenuta in più fasi, documentate da uno scambio epistolare (2001-2014) tra il prof. Luciano Pazzaglia e il figlio di Elda, l’architetto Alberto Scarzella Mazzocchi.
La documentazione, originariamente collocata in parte presso il Villaggio e in parte presso l’abitazione privata della pedagogista, è stata trasferita nei depositi dell’archivio bresciano a partire dal 2001, secondo modalità di versamento concordate tra gli eredi Scarzella, alcuni membri del Consiglio di amministrazione del Villaggio e la dott.ssa Renata Bressanelli (archivista dell’ASE).
Il fondo si compone quasi esclusivamente di documentazione cartacea, manoscritta e a stampa, a cui si aggiunge la ricchissima biblioteca privata della Scarzella, composta da circa 900 volumi (ora catalogati e consultabili presso la Biblioteca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia), i cui soggetti spaziano dalla maternità alla prima infanzia, dalla famiglia alla sessualità, dalla filosofia alla psicologia; sono presenti anche libri di letteratura e storia dell’arte e numerosi fascicoli di periodici, soprattutto in lingua straniera.
Nel fondo sono conservate, oltre alle carte relative all’intensa collaborazione con istituzioni ed enti (molti dei quali stranieri), documenti che comprovano la partecipazione di Elda Mazzocchi Scarzella, spesso in qualità di autorevole relatore, a congressi e incontri, sia nazionali che internazionali.
Una cospicua sezione delle carte concerne altresì la sua vita privata, che nel suo caso non può essere disgiunta dalla realtà del Villaggio: significativi in tal senso sono la corrispondenza con familiari, amici e alcuni assistiti, nonché le agende e i diari personali. A ciò si aggiunga il ricco materiale relativo alla sua autobiografia, che confluì nel volume Percorso d’amore (1998).
Di estremo interesse risulta poi la consistente documentazione fotografica, riguardante alcuni significativi momenti e luoghi della vita della pedagogista e del suo Villaggio.
La documentazione conservata all’ASE, pervenuta in circa 80 scatoloni, è attualmente raccolta in 61 faldoni ed è inventariata analiticamente, nonché ordinata secondo la seguente struttura:
 
SERIE 1. CORRISPONDENZA (1829-[2003])
 
SERIE 2. PERSONALE (1879-2005)
Sottoserie Note biografiche (1879-2005)
Sottoserie Appunti (1939-[1995])
Sottoserie Quaderni e agende (1945-2000)
 
SERIE 3. ASSISTENZA MINORI, POVERI E REDUCI
([1928]-1995)
 
SERIE 4. VITA AL VILLAGGIO (1945-2003)
Sottoserie Progetti (1945-1963)
Sottoserie Attività (1945-2003)
 
SERIE 5. CONVEGNI, LEZIONI, INCONTRI (1946-2004)
 
SERIE 6 SCRITTI DI ELDA MAZZOCCHI SCARZELLA (ARTICOLI E LIBRI) (1950-1998)
 
SERIE 7. PUBBLICISTICA E MATERIALE DI STUDIO (1935-2003)
Sottoserie Pubblicistica (1935-2000)
Sottoserie Materiale di studio (1942-2003)
 
SERIE 8. FOTOGRAFIE (1930-2000)
Sottoserie Domusnovas (1930)
Sottoserie Palazzo Sormani e Tribunale per i minorenni (1945-1956)
Sottoserie Villaggio ([1957]-2000)
Sottoserie Personale Elda Scarzella ([1939]-1998)
Sottoserie Varie (1897-2000)
 
Non è ancora stato ancora possibile effettuare invece un sopralluogo nei locali del Villaggio della madre e del fanciullo per prendere visione della restante documentazione ivi conservata.
Il fondo, nel suo complesso, costituisce comunque un prezioso strumento per ricostruire la personalità di Elda Mazzocchi Scarzella e le diverse fasi della storia del suo Villaggio.

Renata Bressanelli e Sara Lombardi
22/12/2016
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