Le carte di Dino Origlia

Soggetto produttore

Le carte di Dino Origlia sono conservate a Monza presso la figlia Clara, residente in Francia ma domiciliata a Monza.
Si tratta solo di frammenti del suo archivio personale e professionale, che era costituito in origine da carteggi, fascicoli di perizie, appunti e manoscritti di saggi e studi. Tale documentazione fu infatti eliminata per volontà dello stesso Origlia, come testimonia la figlia Clara:
“Il vasto, e sicuramente interessantissimo, archivio di perizie legali (realizzate su incarico di privati, o di studi legali o degli stessi giudici del tribunale) è stato per sua volontà distrutto. Per rispetto della privacy dei soggetti interessati e delle loro famiglie. A ciò ha provveduto lui stesso, nel corso degli anni. Molto materiale legato a rapporti professionali con pazienti e famiglie di pazienti è stato da mio padre scrupolosamente conservato, ma poi metodicamente selezionato negli anni, progressivamente ridotto ed eliminato, in base a personali criteri di interesse e rilevanza professionale. Ma anche e sempre a tutela della privacy. Solo pochissimo materiale è stato conservato fino alla fine. Alcune grosse buste, con nome e recapiti del destinatario, sono state affidate a me, figlia, coinvolta da sempre in traslochi, e ottimizzazioni e smaltimenti, con richiesta di trasmetterle ‘poi’ agli interessati”.
Le poche carte rimaste sono, per la maggior parte, diplomi, attestati, certificati, domande di partecipazione a concorsi, documenti di identità e tessere originali di iscrizione ad associazioni. Oltre al diploma di maturità classica e al diploma di laurea in medicina e chirurgia all’Università di Torino (1943), sono presenti ad esempio i quattro attestati delle specializzazioni in pediatria (1946), psichiatria e neuropatologia (1951), psicopedagogia (1952) e pedagogia ortofrenica (conseguite sempre a Torino), e quelli delle tre libere docenza in pedagogia (1955), neuropsichiatria infantile (1956) e psicologia dell’età evolutiva (1958). Si segnalano inoltre le tessere di iscrizione o di riconoscimento del Partito fascista (1937 e 1941); degli studenti dell’Università di Torino; della Croce rossa italiana (1944-1946); dell’Ospedale Maggiore di Torino; del Comitato di liberazione nazionale (Sottocomitato di Giaveno); della Mutua aziendale lavoratori Fiat (1948); della Società italiana di criminologia (sezione lombarda), firmate da Eugenio Medea (1955 e 1961); della Società italiana di medicina e igiene della scuola; della Società italiana per l’assistenza medico-psico-pedagogica ai minorati dell’età evolutiva (dal 1957); dell’Associazione italiana per l’educazione demografica (sezione di Milano); della Società Umanitaria (1958); di professore dell’Università di Parma (1986); degli Ordini dei medici di Milano e di Torino (1953-1992); dell’Ordine nazionale dei giornalisti (1949-2000).
Sono inoltre presenti 41 fotografie di notevole interesse, che consistono in ritratti dello stesso Origlia, fototessere e immagini di convegni dal 1948 al 1992 circa.
Il materiale, risalente agli anni compresi tra il 1944 e il 2000, non è ordinato e ha la consistenza di circa tre faldoni.

Paola Bianchi
20/12/2016
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