L’archivio del Centro di pronto intervento per malattie nervose e mentali “Riccardo Bozzi”

L’archivio del Centro di pronto intervento per malattie nervose e mentali “Riccardo Bozzi” è conservato presso la Città Metropolitana di Milano, nel palazzo storico di viale Piceno 60, già sede del Brefotrofio provinciale (1912) e poi dell’Istituto provinciale di protezione e di assistenza dell’infanzia (1927-1984).
Dopo l’approvazione della cosiddetta “legge Basaglia” (Legge n. 180 del 13 maggio 1978 “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”), che attribuiva alle Regioni le funzioni amministrative in materia di assistenza psichiatrica, l’amministrazione provinciale di Milano decise di costituire un Museo di storia della psichiatria, con annessi una biblioteca e un archivio specializzati nella materia. Allo scopo di fornire una prima dotazione per il Museo, dal patrimonio dei servizi psichiatrici provinciali e dall’Archivio provinciale fu scorporato il materiale documentario, bibliografico, antropologico e tecnico-sanitario di interesse scientifico e culturale. Tutta la documentazione raccolta doveva essere trasferita provvisoriamente presso la palazzina direzionale dell’Ospedale psichiatrico “Paolo Pini”, in via Ippocrate 45 a Milano. Con deliberazione consiliare 20103/167/78 del 12/12/1979 si istituì il Centro studi e ricerche sulla devianza e l’emarginazione (CSERDE), a cui fu consegnato tutto il materiale raccolto come parte del patrimonio della istituenda fondazione. Dal 1981 il CSERDE trovò sistemazione definitiva in corso Plebisciti 6, in una palazzina adiacente all’edificio dell’ex brefotrofio di viale Piceno, dove si iniziò ad allestire il Museo. Il progetto non fu però mai compiuto, perché l’ente CSERDE fu soppresso alla fine degli anni Ottanta e i fondi archivistici e bibliotecari acquisiti fino a quel momento furono versati nell’Archivio istituti provinciali assistenza infanzia.
Anche l’archivio del Centro “Riccardo Bozzi” fu acquisito, mescolato con quelli di altri enti psichiatrici, e inventariato solo nel 2015-2016.
La documentazione conservata, benché non particolarmente consistente, dà conto delle principali attività svolte dal Centro di pronto intervento: accoglienza dei pazienti e gestione delle emergenze, smistamento dei malati agli ospedali psichiatrici e generali, amministrazione interna, gestione del personale.
L’archivio è costituito da 9 buste, per 1,5 metri lineari.
In mancanza di titolario e classificazione originale, i documenti sono stati raggruppati per omogeneità dei contenuti nei seguenti nuclei:
– Carte della direzione
– Acquisti/forniture
– Pagamento compensi occasionali
– Rapporti con la Regione
– Personale
– Schede riassuntive presenza ricoverati
– Ordinanze di ricovero e trasferimento
Non sono state rinvenute cartelle cliniche e documentazione sanitaria relative ai pazienti ricoverati presso il Centro. Non è chiaro se questo materiale sia stato soggetto a scarto oppure sia stato trasferito presso l’Ospedale psichiatrico “Paolo Pini”, che si trovava nelle immediate vicinanze del Centro.

Daniela Bellettati e Flores Reggiani
28/09/2015 (aggiornamento 19/06/2019)
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