L’archivio di Alberto Madeddu

Soggetto produttore

L’archivio dello psichiatra Alberto Madeddu è conservato presso il Centro Aspi – Archivio storico della psicologia italiana dell’Università di Milano-Bicocca, a cui è stato donato dagli eredi nel settembre 2017.
La documentazione, giunta priva di ordinamento e riordinata nel corso del 2018, è conservata in 10 buste e composta da 201 fascicoli, strutturati nelle seguenti 12 serie tematiche.
La serie “Corrispondenza” è costituita da lettere inviate a Madeddu negli anni Settanta e Ottanta del Novecento da direttori e primari ospedalieri, da case editrici e dall’amministrazione comunale di Milano, in particolare per collaborazioni editoriali, per la promozione di incontri, articoli o inchieste informative su temi cari allo psichiatra quali la tossicodipendenza e l’alcoolismo; a queste si aggiunge un nucleo limitato di lettere indirizzate a Madeddu da ex pazienti o da persone alla ricerca di informazioni su parenti e conoscenti affidati in passato alle sue cure o a lui raccomandati.
La serie “Documenti personali” custodisce tracce del percorso universitario e postuniversitario dello psichiatra (la laurea nel 1953, la libera docenza in psichiatria nel 1966, l’abilitazione all’attività di medico chirurgo), e dell’attività da lui svolta presso l’Università degli studi di Milano e gli Istituti psichiatrici provinciali (IPP).
Un cospicuo numero di dattiloscritti di Madeddu, risalenti agli anni 1971-89 e riguardanti tossicodipendenza, tossicofilia, psichiatria e alcolismo, è contenuto nella serie “Scritti”.
La serie “Ospedale psichiatrico G. Antonini di Mombello (Limbiate)” testimonia alcuni momenti dell’attività ospedaliera, come il trasferimento di alcuni degenti a Cernusco sul Naviglio e il ricorso contro l’esito del concorso a primario indetto nel 1971, mentre la vita quotidiana del Reparto Lugaro è alla base del periodico Lugaro express, di cui si conservano tre numeri degli anni 1965-66; inoltre, è presente il dattiloscritto “Aspetti dell’aggressività nel rapporto psichiatrico istituzionale” di Benedetto Orsi, medico psichiatra di reparto. In qualità di direttore dell’ospedale dal 1983, Madeddu dovette affrontare il ritorno di degenti “recidivi” nella struttura in dismissione (in attuazione della Legge Basaglia del 13 maggio 1978 n. 180), processo terminato di fatto alla fine degli anni Novanta.
La nascita e l’attività del Centro studi delle tossicomanie (CST), attivo dalla fine degli anni Sessanta e fondato ufficialmente nel 1971, sono testimoniate da un estratto di statuto e dai verbali delle sedute del centro stesso, a cui Madeddu diede un contributo decisivo e costante. Da questa esperienza nacque l’Associazione Centro aiuto drogati (CAD): nella omonima serie si trovano atti ufficiali (lo statuto, un rapporto dell’OMS) e tracce dell’attività informativa sulla tossicodipendenza e sulla lotta alla droga (opuscoli, corsi di formazione e aggiornamento, iniziative svolte in istituti scolastici milanesi e di comuni limitrofi). Qualche fascicolo restituisce notizie sull’organigramma interno all’associazione (sezione Alcoologia) e sulla prassi operativa interna.
La serie “Attività clinica e peritale” raccoglie invece sintesi di esami psicodiagnostici condotti presso il Laboratorio di psicologia dell’Ospedale psichiatrico Antonini, documenti diversi (inviti, verbali e rinunce) relativi allo svolgimento di incarichi peritali, relazioni cliniche psichiatriche e conclusioni su degenze di pazienti presso la Clinica psichiatrica Viarnetto di Lugano-Pregassona, risalenti complessivamente agli anni 1972-81.
Nella serie “Convegni” si trovano atti organizzativi e interventi, a firma di Madeddu e di altri professori, presentati in diversi consessi in Italia, Svizzera e Ungheria dal 1956 al 1988 sulle seguenti tematiche: salute mentale, terapia di gruppo, alcoolismo, diffusione delle droghe tra i giovani e lotta alla tossicodipendenza.
La serie più rappresentativa, “Alcoolismo”, ospita una raccolta di dattiloscritti e articoli tradotti dal francese o dall’inglese sul fenomeno della dipendenza da alcool e i suoi risvolti psicosociali, le metodologie di cura dei malati e l’assistenza alle loro famiglie. Un numero ridotto di fascicoli tratta il tema dell’uso e dell’abuso delle droghe: si segnalano un sondaggio fra gli psichiatri in merito alla legalizzazione della marihuana (1969) e la tesi di laurea di Annamaria Manzoni dal titolo “Diffusione e significato della droga tra gli adolescenti” (a.a. 1973/74).
Si conservano nella serie “Fotografie” una ventina di ritratti di Madeddu al lavoro presso l’Ospedale psichiatrico di Mombello (Limbiate) e durante interventi a convegni, e una serie di scatti eseguiti nel 1990 in occasione della presentazione dell’Ufficio legale del CAD, alla presenza di don Gino Rigoldi e del procuratore Livia Pomodoro.
Chiudono l’archivio due serie intitolate “Articoli di giornali di e su Madeddu” e “Articoli di giornali e riviste conservate da Madeddu”. La prima raccoglie articoli dello psichiatra milanese pubblicati su vari quotidiani, sue interviste, articoli contenenti suoi pareri o riguardanti episodi della sua vita, mentre la seconda conserva riviste di carattere medico-sanitario e articoli di quotidiani su droga, alcolismo e assistenza psichiatrica.

Nadia Carrisi
01/10/2018
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