Lettera dello psichiatra Giuseppe Vidoni (1884-1951) a Giulio Cesare Ferrari (10)

[s.l.], 23 marzo [1930]

Caro professore,
ha avuto il m[ano]s[critto] della breve nota [1] che Le ho mandato tempo fa?
Ho letto la lettera che ha scritto al com. Badano [2]. Temo che non si faccia nulla. Ad ogni modo, quando passa per Genova mi avverta. Verrò a salutarla se più non sono assente.
Ho visto che sarei stato confermato a delegato per la Liguria della «Società di igiene mentale». Come Le avevo scritto prego di sostituirmi. Ciò per le ragioni che Le ho esposto e che sono valide. Per parte mia, continuo a lavorare come sempre ho fatto, ma non desidero avere rappresentanza ufficiale. Mi dica due righe di buon… servito e mi sostituisca. C'è a Genova tanta gente, che può farlo e che sulla carta può far fare buona figura alla «Lega». Io non prenderò parte alla Sezione, ma creda che il lavoro non lo trascurerò e lo farò in profondità(?) come ho fatto in quest'ultimo anno, che è stato (me lo lasci dire) veramente fecondo di opre e di risultati. Non è però giusto (questo lo riconosco) che per il mio atteggiamento resti scoperta coi fondi(?) la «Liguria» e per ciò Ella deve convenire al bisogno di sostituirmi.
Mi ricordi alla Signora ed aggradisca l'ossequio della mia amicizia.
G. Vidoni
 
[1] G. Vidoni, La "sensibilità" indice di "educabilità" nelle valutazioni psicotecniche, in «Rivista di psicologia», 1930, n. 2, pp. 103-109.
[2] Il segretario generale dell'Amministrazione della Provincia di Genova, Mario Badano.
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