Biglietto dello psichiatra Giuseppe Vidoni (1884-1951) a Giulio Cesare Ferrari (8)

Dott. Giuseppe Vidoni / Genova / Via Tomaso Invrea, 4

Genova, 21 maggio 1926

Caro professore,
mi ha fatto proprio molto piacere ricevere la sua cartolina sia perché vedo che si ricorda di me, sia perché sento che si ricorda sempre con la sua benevolenza. Forse avrei dovuto esercitare la… dittatura psichiatrica? A Nocera mi hanno detto ottime parole per giudizio tecnico, ma mi hanno scartato (legalmente) alla classificazione per errore di forma in un documento amministrativo. Il Congresso di igiene scolastica è rimandato. Non so se sarò relatore nel nuovo. Non ne ho troppa voglia. Ad ogni modo, se mi manda i dati che Le avevo chiesto mi farà regalo, come me ne farà se vorrà spedirmi copia del suo studio sullo sviluppo psichico dei primi anni. Se ne ricorda? Se passa per Genova, si ricordi di avvertirmi. A Parigi non posso di certo andare. Farà bene Ella ad intervenire direttamente per ricordare quel po' che si fa o si tenta di fare anche in Italia. Vuole avere per il prossimo numero una noticina [1] sul programma proposto da Pende [2] per l'assistenza degli anormali? Pochissime pagine. Mi faccia però dare 25 estratti (senza copertina) con l'impaginazione stessa della rivista. Non ci sono dunque che le spese della carta, ben piccole e che io assumo. È possibile? di cui avrebbe però bisogno gli estratti.
Attendo quanto mi ha promesso e La prego proprio di conservarmi tutta la sua affettuosità.
Ossequi alla Signora.
Aff.mo
G. Vidoni
 
[1] G. Vidoni, La tutela della crescenza e lo studio delle anomalie costituzionali nella scuola, in «Rivista di psicologia», 1926, pp. 135-139.
[2] Il clinico medico Nicola Pende (1880-1970), fascista, paladino dell'eugenetica, tra i firmatari, nel 1938, del Manifesto degli scienziati italiani in difesa della razza. Nel 1923 propose, dalle pagine della rivista «Difesa sociale», la creazione in Italia di "istituti di biologia e psicologia dell'individuo e della razza" che analizzassero e correggessero le "tendenze abnormi o morbose" delle persone e delle famiglie.
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